E’ una sorgente di falda che forma uno specchio d’acqua proprio nel nucleo iniziale del paese di San Giorgio a Liri.

A questo laghetto è legata la tradizione popolare, secondo cui San Giorgio Martire sconfisse un drago, simbolo del male, per salvare una fanciulla, figlia del re.
 

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Rocca d'Arce. Grotta del Diavolo

La famosa "Grotta del Diavolo" si trova proprio sotto le mura del castello di Rocca d'Arce e ha fatto nascere molte leggende.

Metteva in comunicazione il castello con l'esterno affinché il Re o il Castellano potesse fuggire in caso di presa del castello.

In fondo alla grotta c'erano due biforcazioni: una portava al cimitero e l'altra era un precipizio, quindi o si sapeva quale via prendere o si moriva.

La grotta è stata usata durante la seconda guerra mondiale come rifugio dai cittadini di Rocca d'Arce e dagli sfollati dei Paesi vicini.
 

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La chiesa di San Bernardo Pellegrino era dedicata anche a Santa Maria Assunta ha cambiato nome dopo la traslazione del corpo di San Bernardo.

San Bernardo Arcano è un pellegrino inglese protettore di Rocca d'Arce che probabilmente aveva vissuto in queste aree.

La chiesa è stata costruita in varie fasi partendo da una cappella menzionata in una Bolla di papa Nicolò V del 1451.

Nel 1561 fu ampliata e nel 1698 si realizzò il cappellone.

La famiglia Boncompagni fece dono della cassa di piombo in cui furono conservate le ossa del santo pellegrino e confessore.

La pianta della chiesa è a croce latina e il suo interno è in un sobrio stile barocco.

L’antico altare monumentale è stato sostituito in seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, che ha voluto altari più semplici e posizionati verso le persone.

All’interno si trova un bel coro in legno e alcune tele seicentesche come l’Apparizione della Madonna a San Bernardo, di ignoto pittore della scuola napoletana, La Pietà, la Vergine con Bambino.

Altre tele risalgono al Settecento e all’Ottocento.

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Il santuario della Beata Vergine "Succurre Miseris" si trova a Ripi ed è stato costruito nel luogo dove si trovava una piccola chiesa rurale e dove viveva un eremita.

Secondo una leggenda, su questo colle l'eremita ogni giorno prendeva un tronco di olivo per scolpire il volto dell'Altissimo.

Ma durante la notte il volto si trasformava in quello di una donna.

A ricordo di questo miracolo, il luogo divenne meta di pellegrinaggio che venerano la statua della Vergine soccorritrice dei miseri e la piccola chiesa fu ampliata.

In quel luogo è stato costruito il santuario che attira ancora pellegrini che vengono ad omaggiare la statua della Vergine soccorritrice dei miseri.

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