Morolo. Castello Colonna

Nel centro storico di Morolo si trovano i resti del castello Colonna oggi formato da soli due vasti ambienti.

Quello più alto sembra essere stata la zona destinata alla difesa mentre l’altro sembra riservato ad abitazione.

Dal castello parte una doppia cinta muraria e sono identificabili anche alcune torri inglobate nelle abitazioni o usate come mura di sostegno.

powered by social2s
Morolo. Chiesa di Santa Maria

La chiesa di Santa Maria è di origine medievale ma è stata ricostruita nel 1642.

Si trova in posizione centrale ma sopraelevata dal resto del paese di Morolo.

Si accede alla chiesa attraverso una sinuosa scala che parte dal piano della piazza.

E' separata da un elegante cancello di bronzo realizzato dallo scultore Tommaso Gismondi nel 1973.

Una scultura di un uccello distingue l’ingresso.

Sopra le scale, su una terrazza prima della chiesa, si può vedere una scultura di San Francesco che è una copia di un’opera dell’artista Ernesto Biondi originario proprio di Morolo.

Si entra poi in chiesa attraverso un portone in bronzo, anche questo realizzato da Tommaso Gismondi, nelle cui formelle è rappresentata la storia di Morolo.

La facciata della chiesa ha uno stile classico con una parte centrale caratterizzata da un grande timpano.

Ai lati di questo timpano si trovano due piccoli campanili simmetrici, con le tre campane fuse nel 1638 e nel 1697.

L’orologio originariamente fu posto nel 1697.

L’interno è a navata unica con copertura a volta a botte affrescata e decorata.

Dietro l’altare maggiore si trovano i posti dedicati ai 12 canonici quando la chiesa venne elevata al rango di collegiata nel 1782 da papa Clemente XIII.

Ai suoi lati si trovano sei cappelle che custodiscono opere d’arte di Sebastiano Conca, Eugenio Cisterna e di scuola seicentesca.

powered by social2s

Il santuario di San Gerardo a Gallinaro risale al XII secolo.

Fu eretto dove, nel 1102, erano stati sepolti Gerardo e i suoi compagni Stefano e Pietro in pellegrinaggio verso la Terra Santa.

Secondo il “Libretto gotico”, un pellegrino che giaceva malato nel paese ebbe la visione di Gerardo e guarì dopo averlo implorato.

Nel 1127 ci fu la santificazione. La notizia più antica della chiesa risale al 1259.

Nel 1608 il gesuita John Gerard, l’ultimo membro della famiglia del Santo, donò il braccio d’argento che ancor oggi racchiude la reliquia.

Il santuario è stato allargato e risistemato nel Settecento secondo il gusto barocco.

L’interno ha tre navate con decorazioni vivaci costituite da quadri e affreschi.

Gli ultimi sono stati dipinti dal 1970 al 1972 dal pittore Secondo Raggi-Karuz.

Di interesse artistico è l'affresco della cupola dedicato ai “quattro pellegrini e realizzato nel Settecento da un artista della scuola napoletana.

powered by social2s
SAMSUNG CSC
Gallinaro. Chiesa di San Giovanni Battista

La settecentesca chiesa di San Giovanni Battista di Gallinaro è sorta sopra i resti del castello medievale.

Viene citata per la prima volta nel XIV secolo, come cappella della fortezza.

Nel XVI secolo si ha un altro documento relativo alla donazione del Principe Conca Matteo di Capua, proprietario del Ducato d’Alvito, che diede al paese il castello per costruire la nuova chiesa inaugurata nel 1596.

La chiesa fu restaurata nel 1700 e fu edificato il campanile con l’orologio, la facciata è ornata con motivi floreali, un rosone calcareo e un puttino.

L’interno ha una navata e due cappelle per lato e, nella cappella del Bambin Gesù, è custodita un'immagine miracolosa.

Nella controfacciata si trova uno splendido organo settecentesco con cantoria in legno.
 

powered by social2s

La origine della chiesa di San Biagio a Giuliano di Roma è molto antica.

Da una targa sul portone d'ingresso si legge che è stata restaurata la prima volta nel 1091.

La chiesa è alle falde del Monte Siserno ed era affidata ad uno o più eremiti nominati dal Vescovo che hanno dimorato in un locale vicino la chiesa fino al XVIII secolo.

Nel 1692 è stata costruita la sacrestia e ristrutturati gli interni con l'affresco raffigurante il martire San Sosio.

In un altro restauro nel 1863 è stato costruito anche il terrazzamento in pietra che si vede ancora oggi.

La chiesa ha una sola navata e nella parete di fondo è incassata la nicchia che conteneva la statua lignea di San Biagio, oggi custodita nella chiesa Santa Maria Maggiore.

Fino a qualche decennio fa le mamme ammonivano i figli con la minaccia che se fossero andati alla chiesa di San Biagio gli sarebbe apparso il “fraticello”.

Questa tradizione orale ricorda la presenza sul posto dei frati eremiti.

powered by social2s

La chiesa di San Rocco a Giuliano di Roma era dedicata inizialmente a San Sebastiano.

Risale almeno al basso medioevo quando vicino le porte della città si costruivano chiese dedicate a San Sebastiano per allontanare la peste.

Dal ‘400 questa funzione protettrice fu affidata a San Rocco e, per questo, venne dedicata anche a questo santo francese.

La chiesa fu ingrandita nel ‘600 e fu cambiata la parete di ingresso.

Nel posto dell’originario portone d'ingresso (visibile dall'esterno) fu eretto l'altare di San Sebastiano di fronte a quello di San Rocco, con le statue dei santi.

Nel 1855 la popolazione fu colpita dall'epidemia del colera al termine della quale la chiesa venne restaurata per ringraziamento.

powered by social2s

La chiesa settecentesca di Santa Maria Maggiore è stata costruita nel sito dell’originario castello medievale di Giuliano di Roma, nella parte più alta del centro storico.

La primitiva chiesa dedicata a Santa Maria esisteva già intorno al 1000 ed era posta accanto al castello dei Colonna.

Nel 1766 si decise di demolire l'antica chiesa per edificarne una più spaziosa.

La chiesa fu consacrata il 25 maggio del 1784.

Nel 1846 venne restaurata con l'aggiunta delle dorature e la ripulitura delle pareti.

Al suo interno ha tre navate con sei cappelle laterali e si trovano copie di opere di pittori celebri come Solimena, Conca e Saraceni.

Vi è un bel coro ligneo e un organo del XVIII secolo.

Il massiccio campanile è stato costruito sul maschio del castello e domina tutto l’abitato.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.