La chiesa medievale di San Nicola è una delle più antiche di San Vittore del Lazio.

Probabilmente risale al X secolo ed è stata voluta da una comunità greca.

Originariamente era formata da un solo ambiente poi ampliato nel XIII secolo in cui si aggiunse una navata laterale destra.

La chiesa ha un importante patrimonio artistico rappresentato da affreschi del Medioevo e del Rinascimento che sono stratificati e sovrapposti e che sono stati riportati alla luce nel 1875.

Quelli della navata centrale sono i più antichi e risalgono all’XI secolo.

Gli affreschi rappresentano santi e diverse scene sacre in forma narrativa, come la Storia del martirio di Santa Margherita e le Sette Opere di Misericordia.
 

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La chiesa di Santa Maria delle Rose a San Vittore del Lazio è stata più volte ricostruita a partire da un edificio del XIII secolo.

L’edificio ha una impostazione architettonica molto antica con il campanile collocato al centro della facciata.

Oggi appare settecentesca ed è composta da tre navate coperte con volte a vela.

Di particolare interesse due ornamenti: un pulpito con un originale leggio fatto risalire ai Cosmati, risalente al XIII secolo e ornato con sculture e mosaici.

Il secondo è il monumento al vescovo Guglielmo III Capoferro morto nel 1352 e la cui tomba è stata rinvenuto durante la ricostruzione post-bellica.

Si accede alla chiesa attraverso due portoni di bronzo: la "Mistica Rosa" del 1994 e quello dedicato a San Vittore Martire del 1998, entrambe opere dello scultore Alberto Di Campli.

Un bassorilievo in bronzo e il crocifisso sull'altare maggiore sono opera dello scultore Alfiero Nena.
 

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Nella valle si trova la colonia di Fregellae costruita nel 328 AC per contrastare l'avanzata delle truppe sannite, e distrutta proprio dai sanniti nel 320 AC.

Ricostruita nel 313 AC, la colonia diventa una vera potenza politica economica militare culturale.

Era così importante da essere di nuovo rasa al suolo nel 125 AC dal console Lucio Opimio in occasione della sanguinosa repressione degli italici.

La città antica è in parte visitabile grazie ai lavori di sistemazione e restauro.
 

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San Giovanni Incarico. Riserva Naturale

La ‘Riserva Naturale antiche città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico, si estende lungo le sponde del lago di San Giovanni Incarico e d'Isoletta d'Arce, nato dallo sbarramento delle acque del fiume Liri.

Il lago costituisce un’autentica sorpresa: salici e pioppi si specchiano sulla superficie di questo ampio bacino, a tratti ricoperta da un tappeto di ninfee.

Lungo le rive si estendono canneti, che offrono rifugio e nutrimento a folaghe, aironi, anatre e altri uccelli acquatici e a numerose e pregiate specie ittiche, come carpe, tinche e pesci persici.

Nella riserva si trovano le due importanti aree archeologiche della città di Fregellae e i resti affioranti di Fabrateria Nova.

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Il santuario di Nostra Signora della Guardia a San Giovanni Incarico è una chiesetta situata sul monte San Maurizio dove sorgeva un'antica chiesetta dedicata a San Maurizio documentata nel 1043.

Poi l'edificio fu abbandonato e venne realizzato un posto di vedetta contro le scorribande dei saraceni.

Venne portata una statua della Madonna e forse da questo nasce il nome "della Guardia".

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La chiesa medioevale di San Giovanni Battista nel paese di San Giovanni Incarico è caratterizzata da un campanile frontale attraverso il quale si accede all’interno.

Inizialmente apparteneva al monastero di San Benedetto in Bagnarola eppoi a quello di Montecassino.

La chiesa è composta di tre cappelle con tre altari dedicati alla Beata Vergine, a San Giovanni Evangelista e alla Madonna di Loreto.
 

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