La chiesa e il convento dei Santi Agostino e Bartolomeo sono nati dalla richiesta della comunità di Ripi di avere un centro dei padri Agostiniani di Cori nel 1605.

Gli edifici vennero ampliati nel XVIII secolo e poi abbandonati dai monaci quando passarono di proprietà dello Stato.

La facciata della chiesa è un piccolo capolavoro sottolineato dalla torre campanaria di stile romanico.

L’edificio è navata unica con quattro cappelle laterali, un abside finale e una copertura a volta.

Al suo interno il presbiterio è separato da una balaustra artistica di marmo e la chiesa è ricca di opere d’arte e dipinti del Settecento.

Dietro l’altare maggiore si trova una grande tela raffigurante San Bartolomeo attribuito al pittore polacco Tadeus Konicz.

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La chiesa di San Rocco si trova a Ripi vicino porta Sant’Angelo, detta anche porta del Boia.

Originariamente era proprio dedicata a Sant’Angelo, come risulta da una pergamena del 1229.

L'antica chiesa fu distrutta da un terremoto nel 1350.

Nel 1753 fu ricostruita sotto l'invocazione di San Rocco forse per invocare la protezione contro la peste.

Nella chiesa sono da segnalare due opere di Pierluigi Conciatori e una antica reliquia "ex ossibus San Rochi" del 1712.
 

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La chiesa del Santissimo Salvatore è stata edificata nel 1743 al posto di una precedente chiesa che è stata trasformata poi in sede del comune di Ripi.

Ha una sola navata con cappelle laterali.

Sopra la porta principale vi è un mosaico rappresentante San Giorgio, il protettore del paese.

Nella facciata si nota una vetrata artistica realizzata da Rita Mele.

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Il santuario dei Santi medici e martiri Cosma e Damiano si trova a Pontecorvo su una piccola collina alle falde di Monte Leuci.

La prima notizia storica è un contratto di enfiteusi dell’agosto del 955 conservato nell’archivio dell’abbazia di Montecassino.

In questo documento si capisce che, prima del mille, a Pontecorvo esisteva una chiesa distrutta dedicata soltanto a San Cosma.

E' certa nell’antichità la devozione verso i Santi medici.
 

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La chiesa della Madonna delle Grazie è eretta su una bassa collina a Pontecorvo oltre il Liri.

Sull’altare principale si trova una Vergine con Bambino dei fratelli Petronzio.

La chiesa è officiata dai padri passionisti ed è sede di un collegio religioso.

E’ la preferita dai cittadini per le grandi cerimonie sacre di Pontecorvo.
 

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La chiesa concattedrale di San Bartolomeo è sul punto più alto del paese di Pontecorvo ed è stata totalmente ricostruita nel dopoguerra. La facciata è stata ridisegnata in modo da sembrare congiunta all’annesso campanile, la torre di Rodoaldo.

L’interno ha diversi affreschi recenti di Monzio Compagnone.

Nel battistero e nella navata centrale si possono ammirare alcuni bei quadri del Sei-Settecento e qualche frammento delle sculture appartenute al precedente edificio: un leone di epoca precristiana, un fregio utilizzato come mensola d’altare e diverse formelle in pietra calcarea scolpite a bassorilievo con disegni simbolici.
 

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Interamna Lirenas è l'antica città romana fondata come colonia latina nel 312 AC lungo la via Latina.

Il nome Interamna vuol dire "tra i fiumi" in quanto la città sorgeva alla confluenza del fiume Liri e del Rio Spalla Bassa.

La colonia era una base militare nella guerra contro i Sanniti, dai quali fu distrutta nel 294.

Fu devastata anche da Annibale nel 212 e, essendosi poi schierata dalla parte di Annibale, dovette pagare pesanti tributi.

Divenne un Municipium nel 90 AC afferente alla tribù Teretina.

Non resta molto della città. E’ ancora visibile il ponte che scavalca il Rio Spalla Bassa "ponte del diavolo” e che univa Interamna a Casinum. Sono inoltre visibili pochi ruderi come quelli di un acquedotto e delle Terme.

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