Il Pozzo d’Antullo di Collepardo è una grande voragine carsica, con una profondità massima di 80 m e con una circonferenza di 300 m, originata dal crollo dell'estesa volta di una enorme grotta legata ai fenomeni di carsismo della zona.

Rappresenta una singolarissima rarità naturale, unica in Europa per le sue dimensioni.

Il fondo del pozzo è coperto da vegetazione e presenta delle curiose stalattiti curve, generate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione dei cristalli di calcare.

Probabilmente è collegato con le stesse grotte attraverso un sistema di cunicoli sotterranei.

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La Certosa di Trisulti a Collepardo è un monastero, monumento nazionale dal 1873, gestito prima dai Certosini di San Bruno eppoi dai Cistercensi.

Il nome Trisulti sembra derivi dal latino "Tres saltibus", poiché il castello dominava i tre valichi ("salti") verso l’Abruzzo, Roma e la Ciociaria. Un avamposto gestito dalla famiglia Colonna che sicuramente imponeva un pedaggio e il controllo sulle truppe e delle merci che vi transitavano.

Tra le meraviglie da visitare ci sono i suoi magnifici giardini all'italiana, con siepi scolpite e a labirinto frammiste ad aiuole di composizione floreale.

Qui ha sede una antichissima farmacia, con una splendida iconografia delle piante officinali e la Chiesa di San Bartolomeo con gli affreschi del Balbi e il grande scranno in legno scolpito della Schola Cantorum.

Edificata intorno all'anno mille in pietra ernica, sono ancora visibili archi gotici poi ricoperti quando il gotico fu bandito dalla chiesa cattolica.

Era la residenza estiva di papa Innocenzo III.

La certosa è immersa tra boschi di querce e gode di un panorama spettacolare.
 

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La chiesa di Santa Margherita risale all’anno 1395 dagli abitanti di Coreno Ausonio che chiedono al Cardinale Bartolomeo la possibilità di edificare una chiesa a spese proprie.

La costruzione fu ultimata nel 1445 e fu ampliata negli anni con cappelle laterali in tempi e modi diversi, come dimostra la loro asimmetria.

Il 25 magio 1687 la chiesa fu devastata da un incendio che la distrusse in quanto era in gran parte in legno.

Fu ricostruita e riconsacrata l’11 maggio 1777 e l’organo fu spostato in fondo alla chiesa su apposito palco in muratura.

Fu nuovamente distrutta dal terremoto di Avezzano e dalla seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1950.

La chiesa ha tre navate con cappelle laterali che sono l’unica parte originaria della chiesa antica. L’abside conserva l’altare originale in marmo policromo.

Il campanile ha il pubblico orologio a tre campane.

 

 

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Monte Trocchio è un insediamento che nel 1601 fu aggregato al comune. Sono ancora visibili i resti del castello, di una chiesa e di una cisterna.

Il castello di Monte Trocchio, chiamato "Torrocolo", fu fortificato nel 1057 per il timore di attacchi Normanni ai possedimenti dell'Abbazia di Montecassino.

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La chiesa dell’Annunziata fu fondata nel 1415 a Cervaro.

Aveva un ospedale-ospizio destinato ad accogliere i pellegrini e i poveri forestieri che spesso passavano in questa zona pedemontana nel percorso fra Montecassino e Roma.

La chiesa è una bella costruzione in stile barocco restaurata nel dopoguerra.

La facciata è ornata di colonne e frontone superiore con bassorilievi.

Sulla trabeazione si leggono le parole dell’annunciazione: Ave gratia plena.

All’interno si trovano i quadri di una Via Crucis e altre sculture di Giovanni De Marco.

Sull’altare maggioresi trova un quadro di Vincenzo Tarallo del 1898 che raffigura l’Annunziata.
 

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La chiesa di Santa Maria Maggiore è stata la prima di Cervaro che successivamente ha avuto due chiese principali: Santa Maria Maggiore e San Paolo.

La chiesa risale al XII secolo ma ha subito molte trasformazioni ed appare principalmente barocca. La chiesa s’incorpora con altre costruzioni che facevano parte del complesso dell’antico castello.

La facciata anteriore è rivestita in pietre squadrate fino ad un frontone decorato a stucchi e l’ingresso è caratterizzato da una scalinata biforcata, protetta da muretti e da balaustra in artistico ferro battuto.

Sulla parete dell’ingresso laterale si legge la data di un restauro, il 1742, e una epigrafe scolpita sulla pietra: ‘Lapis testimoniis’.

Questo era il luogo in cui nel medioevo i rei venivano invitati alla confessione, prima di subire la condanna.

Al suo interno, la cupola in corrispondenza dell’altare maggiore ha bassorilievi che raffigurano le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza.

Fra le opere un artistico Crocifisso ligneo del ‘600, l’altare marmoreo policromo di stile barocco, la balaustra del presbiterio, i pavimenti in marmo policromo, un coro in legno finemente intagliato e un originale pulpito.

Nella chiesa, inoltre, si trovano pregevoli quadri del Settecento e la statua lignea di San Sebastiano del 1500.

Il campanile ha quattro sopraelevazioni e termina con una guglia con orologio.
 
 

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