Militello in Val di Catania. Chiesa Santuario di Santa Maria della Stella 

Dopo il terremoto del 1693 che distrusse la chiesa di Santa Maria, questa fu riedificata nel 1722 più a valle.

La facciata è in stile barocco ad opera dell’architetto Giuseppe Ferrara, ed ha le colonne riccamente intagliate, sormontate da un timpano curvo spezzato.

La facciata si staglia scenograficamente in fondo a una scalinata, mentre accanto domina una possente torre campanaria.

E' stata aperta al culto nel 1741 e dedicata alla Madonna della Stella, patrona della città.

Nel 1969è stata dichiarata Santuario Mariano.

Santa Maria, scrigno d’opere d’arte

Divisa in tre navate con la volta a botte decorata a stucco ed affrescata dal pittore militellese Giuseppe Barone nel 1947.

Glii altri stucchi sono opera dell’artista settecentesco Onofrio Russo, secondo la moda settecentesca del palermitano Giacomo Serpotta.

Lungo le navate si aprono dodici altari ricchi di preziose opere d’arte.

Alcune provegono dalla Chiesa di Santa Maria la Vetere come la statua in legno e canapa della Madonna della Stella, datata 1618, oggetto di una enorme devozione e i tre sarcofagi in pietra di Blasco II, Carlo e Vincenzo Barresi, datati fra 1400 e 1500, in stile gotico-catalano e rinascimentale.

Da notare una pala della Natività di Gesù, opera del 1487 del fiorentino Andrea della Robbia.

Spiccano anche la Natività di Maria di Olivio Sozzi, pala d’altare incorniciata da una macchina lignea del 1753, e una statua lignea del Cristo alla colonna, oggetto di grande devozione durante la Settimana Santa.

In sacrestia si conserva un prezioso tesoro.

La “Natività” di Andrea della Robbia 

Lo scrittore Pietro Carrera, parroco della Chiesa di Santa Maria, attribuisce ad Antonio Pietro Barresi la committenza di una splendida Pala della Natività di Gesù al famoso scultore fiorentino Andrea della Robbia (1435-1525).

La pala è datata 1487, l'anno della sua spedizione a Militello.

Si tratta della più alta espressione del Rinascimento italiano presente a Militello, un capolavoro realizzato ad altorilievo nella tecnica della ceramica policroma invetriata.

La Pala è realizzata con ben 80 formelle di ceramica invetriata, e misura 3.40 x 2.30. Era collocata nell’altare frontale della navata meridonale.

Come arrivò a Militello un’opera simile?

Ci vollere 17 casse per contenere tutte le formelle: trasportate per mare dal porto di Pisa a quello di Palermo, le casse con il loro prezioso contenuto raggiunsero Militello via terra, coi carri.

Sappiamo che il Barresi pagò in tutto 101 fiorini d’oro (di cui un terzo per “spese di spedizione”, diremmo oggi), una cifra ragguadevole per l’epoca, ma il signore di Militello non badò a spese per eguagliare i principi delle corti rinascimentali italiane.

Sempre Carrera riferisce di un incendio, subito dalla Chiesa di Santa Maria nel 1618, nel quale anche la pala subì dei danni.

Dopo il terremoto del 1693 che distrusse due terzi della Chiesa di Santa Maria, la preziosa Pala fu messa in salvo.

Quando si edificò la nuova Chiesa di Santa Maria la Stella, la Pala fu collocata nella navata laterale destra dove ancora si può ammirare in tutta la sua bellezza.

Nella lunetta superiore è raffigurato il Padre fra gli angeli che sormonta la scena della Natività. Un tripudio di angeli suonatori e cherubini su un sfondo naturalistico.

Nella fascia in basso Cristo è rappresentato nell’ultima cena, al centro fra gli Apostoli.

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L'Enoteca del Consorzio dei Vini Colli Lanuvini si trova all'interno della Torre Medioevale in un emozionante connubio di tradizioni e sapori.
Qui si trova una raccolta di strumenti legati alle tradizioni contadine ed è possibile sorseggiare il Vino DOC dei Colli Lanuvini, proveniente da quasi tutte le Aziende vinicole del territorio, accompagnato da "assaggi" delle tipiche ciambelle al vino.
 

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Lanuvio. Tempio di Giunone Sospita

Il tempio di Giunone Sospita a Lanuvio è uno dei principali simboli della storia della città.

Gli scavi archeologici hanno fatto emergere almeno tre diversi interventi in epoche storiche differenti.

Il primo tempio doveva essere una piccola struttura in tufo. Poi, sul finire del VI secolo AC si realizzò un grande tempio di tipo ‘tuscanico’ di cui restano alcune strutture.

Tutte le terracotte, gli ornamenti trovati e gli elementi votivi si trovano al British Museum di Londra.

Del tempio medio repubblicano, invece, rimangono solamente i 2/3 delle fondazioni per i crolli della terrazza e i furti del travertino utilizzato per il castello medioevale.

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Lanuvio. Il teatro romano

In un angolo del castello medioevale di Lanuvio sono chiaramente visibili i sottostanti resti dell’antico teatro romano di età augustea, venuti alla luce nel 1831 in occasione di alcuni lavori.

Si tratta del muro di fondo della scena, visibile per circa 8,5 metri, perfettamente allineato con il muro della fortificazione medioevale. Fra i resti marmorei si annotano numerosi frammenti in marmo fra cui una transenna in marmo con un grifo alato conservato nel museo.

Nel 1865 furono rinvenuti due frammenti epigrafici che attestano l’attaccamento degli antichi lanuvini a questo monumento che avevano voluto restaurare a proprie spese.

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Lanuvio. Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore

La collegiata di S. Maria Maggiore di Lanuvio era una chiesa romanica dell’anno 1240 a navata centrale, poi ristrutturata nel 1675 (come riportato in una epigrafe sulla facciata) da Filippo Cesarini.

Al suo interno si trova la pietra tombale dei Colonna, una tela del Baciccio che raffigura la tragedia del Calvario e una di San Filippo attribuita al Domenichino.

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ph Edox
Lanuvio. Il Borgo Medioevale

Il borgo medioevale di Lanuvio si forma per sorvegliare la costa e difendersi dalle incursioni dei saraceni.

Per costruire il castello viene utilizzato il materiale romano e si riconoscono ancora le pietre in peperino del Tempio di Ercole.

Nell’XI secolo si forma il borgo grazie all’impulso dei Monaci Benedettini e viene realizzato il castello fortificato da mura e da cinque torri (quattro ancora visibili).

Il castello di Civita è stata demolito totalmente nel 1347 dai Frangipane ma fu ricostruito con nuove forme nel XIV secolo.

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Lanuvio. Ponte Loreto sulla Via Astura

Lanuvio era attraversata dalla Via Astura che già nell’VIII secolo AC collegava Roma con Anzio. Una via di intensi traffici usata anche da Cicerone per recarsi nella sua villa sulla costa.

Lungo il percorso si trova l’antico ponte Loreto, databile tra il II e il I secolo AC, che si presenta come un ponte di una sola arcata a tutto sesto.

Il parapetto è formato da grossi parallelepipedi trapezoidali che, assottigliandosi ai lati, danno al ponte la tipica forma a schiena d'asino.

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Ladispoli. La Posta Vecchia

La Posta Vecchia di Ladispoli è una stazione di posta seicentesca sul mare circondata da un bellissimo giardino all'italiana.

E’ stata costruita sui resti di una magnifica villa romana come è emerso dai lavori di consolidamento del 1966. Oggi è un prestigioso albergo.
 

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