L’Eremo e i ruderi dell’ex monastero di Santa Maria del Noce a Formia risalgono all’XI secolo.

Sono opera dei monaci benedettini cassinesi.

La cupola e il campanile sono di origine bizantina.

Al suo interno, a due navate, si trovano dipinti del XVI secolo raffiguranti una Madonna con bambino su albero di noce.

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La primitiva chiesa di Sant’Erasmo a Formia era di epoca costantiniana e fu edificata su un cimitero pagano cristiano.

Qui è sepolto Sant’Erasmo vescovo di Antiochia e patrono di Formia.

È stata devastata dai turchi nel 1530 e dalla seconda guerra mondiale.

Ha tre navate e conserva all'interno un dipinto anonimo del XVIII secolo, una lastra funeraria dei duchi di Marzano del 1698 e l'altare settecentesco contenente la statua lignea del santo.

Nei sotterranei si trovano i resti di una necropoli romana del I-IV secolo, la tomba del martire del IV secolo.

Si riconoscono i resti della primitiva cattedrale del V secolo, la cripta del VII secolo, le botteghe benedettine dell’XI secolo e le sepolture a camera del XVIII secolo.

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Formia. Teatro Romano

Il teatro Romano si trova nel borgo di Castellone di Formia e risale al I secolo AC.

Secondo la tradizione, qui nel 303 DC è stato martirizzato Sant’Erasmo vescovo di Antiochia.

Le parti conservate sono state inglobate in una palazzina settecentesca ma il teatro è stato ricostruito dagli storici.

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Lungo la via Appia a Formia si trova una fonte di epoca romana, la fontana romana di San Remigio, in buono stato di conservazione.

La fonte sfrutta una lunga parete di blocchi calcarei dietro i quali si trovava una cisterna per l'approvvigionamento idrico.

L'acqua fuoriusciva da due mascheroni antropomorfi, raffiguranti il sole e la luna.

È visibile un tratto dell'antica Via Appia.

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Formia. Mausoleo di Cicerone

Il mausoleo monumentale di Cicerone a Formia risale alla prima età imperiale. E' chiamato Tomba di Cicerone per la vicinanza con la sua villa e con il luogo del suo assassinio.

In realtà le spoglie di Cicerone sono a Roma, ma quelle di sua figlia sono effettivamente nel sepolcro più piccolo ritenuto la tomba della figlia Tulliola.

La torre circolare, un tempo rivestita di marmo, è alta 24 m sovrasta il panorama vicino.

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La Cisterna Borbona si trova al si sotto di Piazza Santa Teresa e del Palazzo Municipale di Formia.

Si accede attraverso un tombino risalente all'epoca fascista e la cisterna ha una pianta di circa 250 metri quadrati e 4 metri di altezza.

La cisterna venne realizzata nel 1857 per raccogliere le acque di una falda già utilizzata dai romani.

L'acqua accumulata certamente doveva rifornire le scuderie del reparto di cavalleria di una caserma, i cosiddetti Stalloni.

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Formia. Il Cisternone

Il Cisternone di Formia è una grande cisterna di epoca imperiale romana situata proprio nel cuore del borgo.

È una monumentale opera idraulica interrata con murature talmente robuste e imponenti da sorreggere le case e i vicoli soprastanti.

È la seconda più grande d'Italia ed è visitabile. È chiamata anche basilica sotterranea.

Ha una pianta irregolare lunga 65 metri e larga 25, con oltre 60 grandi pilastri alti sei metri e mezzo.

E' stato costruito nel I secolo AC insieme ad un acquedotto ed era collocato su una sommità. Raccoglieva l'acqua proveniente dalle colline vicine attraverso un’ingegnosa rete idrica.

L’immissione dell’acqua avveniva attraverso fistulae situate nel soffitto della cisterna regolate da due valvole bronzee a forma di “leoni bronzei”.

Dala cisterna l’acqua arrivava poi agli edifici pubblici (terme, fontane, ninfei) e privati (residenze, botteghe artigianali, impianti commerciali) della città di pianura.

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ph giannigourmet
Vitorchiano. Bosco del Pietreto

Il bosco del Pietreto di Vitorchiano prende il nome da sassi di peperino giganteschi che si trovano sparsi nell’area dovuti all’eruzione vulcanica del Monte Cimino.

Nel corso dei secoli alcuni di questi massi sono stati scolpiti ed utilizzati come tombe o aree religiose, nel periodo romano, e come abitazioni durante il medioevo quando le persone si rifugiavano nei boschi per scappare alle invasioni barbariche. Sono poi state utilizzate come tombe anche nel periodo Longobardo.

Alcune delle abitazioni sono state usati dai pastori fino agli anni Settanta.

Oggi tutti questi massi rappresentano un ‘parco di sculture’ all’interno del bosco e rendono suggestive le camminate nella natura. Uno di questi massi, nell’area di Bomarzo, è stato totalmente scolpito e sembra una piramide Maya.

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