Da un'inscrizione scolpita all'ingresso, la chiesa di San Felice di Posta risale al 1300.

Fu ricostruita dopo essere crollata a causa di un terremoto che aveva distrutto il centro abitato di Machialone.

Gli abitanti si preoccuparono di ricostruire la chiesa prima delle case anche perché, proprio in quell'anno, Papa Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo della storia.

I pellegrini che si recavano a Roma, detti "romei", provenivano da molto lontano percorrendo strade che presero il nome di vie "romee" e la Salaria era una di queste.

La chiesa era una tappa di ristoro e conforto per i pellegrini.

All'interno si distingue un quadro posto sopra l'altare che rappresenta San Felice come patrono di Posta, visibile sullo sfondo, che la difende contro il demonio.
 

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Nel 1222 San Francesco è stato a Posta e probabilmente ha voluto realizzare una chiesetta che originariamente era dedicata a San Matteo.

La chiesa di San Francesco presto si ampliò e venne realizzato un convento.

La chiesa è dunque impropriamente chiamata di San Francesco ma è dedicata a San Matteo.

Il convento è stato uno dei centri francescani più ricchi e fiorenti dell’epoca fino alla fine del 1200.

Oltre al convento di frati, c’era anche un convento di suore Clarisse sotto il titolo di San Francesco.

La chiesa e il convento sono stati più volte ricostruiti e restaurati nei secoli.

Il convento è andato in declino ed è stato saccheggiato.

Oggi, sotto l’aspetto artistico sono visibili alcuni interessanti affreschi e alcuni altari oltre ad un bel portale cinquecentesco e al campanile a torre.

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Dal 1980 il parco faunistico Piano dell’Abatino a Poggio San Lorenzo offre rifugio e cure ad animali selvatici della fauna autoctona.

Oggi vengono curati anche animali esotici vittime del commercio illegale e di altre forme di sfruttamento (come quelli salvati dai laboratori di vivisezione).

Il parco ospita vari macachi, cercopitechi, gibboni, babbuini e molti altri. Si prende cura anche dei tanti uccelli feriti a causa della caccia e mammiferi vittime delle automobili.
 

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La chiesa di San Lorenzo Martire a Poggio San Lorenzo è stata rifatta nel secolo XVIII e dedicata a San Lorenzo

Era originariamente era dedicata anticamente a San Michele Arcangelo.

Durante i lavori di rifacimento al suo interno è stata scoperta una tomba romana con inciso il nome Caius Rufus.

Al suo interno è possibile ammirare due tele del Cinquecento: il Martirio di S. Lorenzo e una Vergine col Bambino e S. Giuseppe.

Ogni 10 di agosto, notte di San Lorenzo, la chiesa è meta di pellegrinaggi
 

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Poggio Nativo. Complesso monastico di San Paolo

Il complesso monastico di San Paolo a Poggio Nativo risale al XIII secolo.

Fu costruito sopra un’antica villa romana ed è stato fondato per volere dell’abbazia di Farfa.

E’ stato dapprima un monastero di monache benedettine che vi rimasero fino al 1460, quando Pio II ordinò il loro trasferimento a Roma.

Dopo anni di abbandono, il convento è stato ricostruito e ingrandito dai frati Francescani.

La vecchia chiesa fu trasformata in coro arredato con magnifici scanni in legno intarsiato, ancora oggi ben conservati.

La chiesa fu costruita ex novo e al suo interno si trova un monumentale altare maggiore, riccamente ornato di pregevoli marmi.

Da notare le statue di San Giacomo e di San Filippo e una tela seicentesca.

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L'area di Poggio Moiano fa parte del Parco regionale dei Monti Lucretili, una riserva naturale dove è possibile fare trekking, MTB ed escursioni a cavallo.

Il parco è uno dei più grandi del Lazio e comprende una area che va dagli Appennini fino verso il mar Tirreno. La montagna più alta è il Pellecchia, 1368 metri.

I paesaggi comprendono boschi, pianori carsici e laghetti. I suoi 13 comuni sono tutti medioevali e sono nati attorno ad una struttura difensiva, un castrum o un castello

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La chiesa rurale di San Sebastiano, che si trova fuori del centro abitato di Poggio Moiano, è situata nei pressi della statale Licinese che attraversa Poggio Moiano e che collega la Salaria alla Tiburtina Valeria.

Venne edificata nel 1527 ed è dedicata al Santo Patrono di Poggio Moiano del quale le scene del martirio sono state dipinte all’interno dal famoso pittore Manenti nel XVII secolo.

Nella parete sinistra c’è poi uno stendardo con 13 cuori in metallo che testimoniano le grazie ricevute dal santo.

Il giorno della festa di San Sebastiano, il 20 gennaio, la processione del patrono si dirige tra lo scoppiettare dei fuochi d'artificio proprio verso questa chiesa.

Qui fa una breve sosta prima di ritornare nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e Maria SS. Immacolata, al centro del paese.
 

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