Chiesa di San Rocco
Chiesa di San Rocco

La piccola chiesa di San Rocco si trova vicino il borgo di Canterano ed è integrato con la roccia della montagna.

L’edificio ha una facciata a capanna che termina con un campanile a vela con una campana e si accede al portone attraverso una scalinata che sembra proprio scavata nella pietra.

L’interno della chiesetta è costituito da un'unica sala rettangolare con una copertura in legno.

San Rocco era il protettore della peste e queste chiese venivano poste prima dell’entrata del borgo per proteggere la salute dei cittadini.

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Chiesa di Santa Maria e San Mauro
Chiesa di Santa Maria e San Mauro

La piccola chiesa di Santa Maria e San Mauro si trova nel centro storico del bellissimo borgo di Canterano dove una volta si trovava l’antico castello.

La sua facciata semplice a capanna ricoperta di intonaco è arricchita da un portone che ricorda i templi romani. La chiesa si completa con un campanile posto nella parte posteriore con un orologio che insieme alle campane una volta scandivano la vita dei cittadini di Canterano.

All’interno la chiesa è in stile neoclassico ed ha una sola navata con nicchie laterali con altari e una copertura a volte a botte.

La navata termina con una parete circolare e nella zona dell’altare si trova una teca con reliquie e preziosi oggetti religiosi e la statua di San Mauro, il compatrono del paese che viene festeggiato in inverno il 15 gennaio.

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Su una parete del palazzo di Proceno un monumento ricorda i caduti della Grande Guerra, la prima guerra mondiale.

Il monumento ammonisce sulla stupidità del male.

Una lastra con i nomi dei caduti e un rilievo di una aquila sopra le armi.

Ai suoi piedi una base in peperino e una urna in marmo per mettere dei fiori nelle ricorrenze.

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La sede del comune di Proceno è in un elegante ma sobrio palazzo che risale all’unità d’Italia. Un palazzo a tre con aperture regolari incorniciate e piani separati da marcapiani in peperino.

Un balconcino segnala l’ingresso principale e in corrispondenza di questo, sul tetto, un piccolo campanile a vela con un orologio che segna le ore.

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È la porta che si trova lungo il lato nord del paese di Proceno e per questo si chiama Porta Fiorentina.

Originariamente il borgo aveva tre porte, proprio come aveva promesso il re etrusco Porsenna alla dea Uri che lo aveva salvato dal cinghiale.

La fortificazione risale al IX secolo e negli statuti del 1734 si possono leggere gli orari di chiusura ed apertura della porta: dall’alba al tramonto.

Ad esclusione dei periodi della raccolta del grano e della vendemmia in cui si concedevano altri orari.

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Il palazzo Sforza risale alla metà del XVI secolo ed è stato costruito per volere del Cardinale Guido Ascanio Sforza, Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

Egli aveva ricevuto a vita il controllo di Proceno e la sua famiglia governerà per molti anni questo borgo.

Sul palazzo si può vedere lo stemma con il leone rampante, che era l’animale araldico degli Sforza di Santa Fiora, e i gigli dei Farnese (la famiglia a cui apparteneva la madre Costanza che era figlia di papa Paolo III).

L’architetto del palazzo è stato Nanni di Baccio Bigio, un fiorentino che ha vissuto a lungo a Roma, anche se sembra che sia stato disegnato direttamente dal Sangallo.

Il Sangallo ha comunque disegnato il portone del palazzo.

Dopo il cardinale Ascanio, il fratello Paolo divenne Marchese di Proceno e completò la costruzione dell’edificio che però poi ha subito dei crolli parziali nel 1873 e nel 1890.

L’edificio appare un classico esempio di architettura rinascimentale con tre piani: uno a piano terra, il secondo dedicato alla nobiltà con saloni con volte affrescate e soffitto a cassettoni e l’ultimo ai servizi.

Al piano terra si accede ad un cortile con un pozzo in travertino e un terrazzo sulla Valle del Paglia.

Oggi il palazzo è di proprietà comunale e viene usato per mostre e convegni mentre al piano interrato si trovano le sale del Museo della Civiltà Contadina.

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Castello di Rocca Santo Stefano
Castello di Rocca Santo Stefano

Il castello di Rocca Santo Stefano risale alla fine del millennio quando alcune famiglie cercarono rifugio dalle angherie dei signori di Bellegra e dagli invasori saraceni in una fortezza in posizione dominante. 

L’iniziale nome del boro era Rocca d’Equi in onore dell’antica popolazione, mentre il castello non ha un vero nome perché il paese non ha avuto famiglie feudatarie che lo abitassero. Infatti, Rocca Santo Stefano è entrata da subito a far parte del sistema difensivo della vicina Abbazia di Subiaco con la quale condivide tutta la sua storia.

Il borgo si è poi formato attorno alla rocca, mentre la cappella del castello è stata trasformata nella odierna chiesa di Santa Maria Assunta.
Di tutta la fortezza iniziale, oggi del castello resta soltanto una torre quadrata e un complesso di circa 20 grandi stanze a cui si accede da un vicolo del centro storico. Da pochi anni il castello è stato donato dalla chiesa al comune di Rocca Santo Stefano che sta procedendo alla sua sistemazione.

 

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