Palazzo Borghese
Palazzo Borghese

Palazzo Borghese si trova nel punto più alto di Percile ed è stato realizzato dalla trasformazione dell’antico castello medievale.

Il castello era nato come punto di rifugio della popolazione ma anche punto di controllo di questa area tra la Sabina e la Valle dell’Aniene. Nel medioevo, la prima era sotto il controllo dell’Abbazia di Farfa e la seconda sotto quello della diocesi di Tivoli.

La storia dell’abbazia di Farfa è particolare in quanto raggiunse una notevole potenza con l’arrivo degli imperatori tedeschi di Federico Barbarossa e nelle lotte tra papato ed impero si schierò dalla parte imperiale.

La sua decadenza iniziò quindi con la sconfitta di Corradino di Svevia e l’arrivo dei francesi, gli angioini chiamati dal papa. Dopo la sua caduta il castello di Percile passò sotto il controllo della chiesa che lo affidò a diversi feudatari. I primi sono stati gli Orsini nel XIII secolo a cui sono succeduti gli Atti di Todi.

Dal 1596 il feudo di Percile è passato sotto il controllo della famiglia Borghese che è rimasta fino all’unità d’Italia.

Ai Borghese si deve la trasformazione del castello in un palazzo baronale e la sistemazione della vicina chiesa di santa Lucia, un tempo la cappella del castello.

Oggi il castello è sede del comune conservando così il suo ruolo di centro della vita amministrativa e sociale di Percile.

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Rocca
Rocca

Il primo nucleo dell’attuale centro storico di Jenne è rappresentato da una fortezza costruita sul punto più alto del borgo intorno all’anno mille. La sua posizione era strategica per la protezione del vicino monastero di Subiaco durante il medioevo. Infatti, il suo governo è stato spesso diretta emanazione degli abati del monastero fino alla sua decadenza nel tardo medioevo.

Nel 1199, nella rocca è nato papa Alessandro IV dalla famiglia di Filippo II di Marano, che per un breve periodo ha avuto il governo del castello di Jenne.

Oggi dell’antica fortezza restano solo tracce di qualche muratura mentre sulla rocca si può ammirare la chiesa di Santa Maria nata dall’ampliamento della chiesetta del castello.

 

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Chiesa di Sant’Andrea Apostolo
Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

La piazza principale di Jenne è dominata dalla imponente chiesa di Sant’Andrea Apostolo che si stende isolata come un grande monumento. L’edificio attuale risale al XIX secolo quando per l’aumento della popolazione e l’espansione del borgo fuori del castello si rese necessaria la sistemazione della chiesa nuova.

L’ampliamento è stato disegnato nel 1835 dall’architetto Nicola Jona della vicina Trevi nel Lazio ed i lavori si sono conclusi nel 1874. È uno degli edifici di culto più grandi della Valle dell’Aniene e la chiesa è stata inaugurata dall’allora abate di Subiaco.

La facciata in intonaco è alquanto austera, termina con un timpano ed è arricchita solo da un portone di ingresso e da quattro lesene in marmo bianco. Ai lati della facciata si trovano due campanili che ospitano le campane e, su quello di sinistra, è stato sistemato l’orologio del borgo. La costruzione dei campanili è successiva alla sistemazione della chiesa e risale al 1907, infatti si riconosce lo stile diverso dalla facciata ma anche dalla trama delle pareti laterali, realizzate sempre in pietra ma con una roccia e una forma diversa.

L’interno appare in stile neoclassico e la chiesa ha una pianta a croce latina con una navata unica a cui si aggiungono cappelle laterali. I due lati della croce sono dedicati a Sant’Andrea Apostolo, dove si può ammirare una grande tela opera del pittore siciliano cav. Natale Carta, e l’altra a San Rocco, il protettore di Jenne. Oltre ad una grande tela dipinta da Alessandro Zamboni nel 1863, si può ammirare la statua lignea che viene portata in processione il 16 agosto.

Fra le opere di valore, un grande crocifisso in legno del 600 che si trova in corrispondenza dell’altare maggiore, mentre sul pavimento è stato posto un decoro in marmo con una lapide che ricorda papa Alessandro IV, nato proprio a Jenne.

Sopra l’ingresso della chiesa si trova la cantoria, realizzata con alcune colonne provenienti dalla villa di Traiano agli Altipiani di Arcinazzo, che ospita un organo moderno del 1974.

 

 

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Chiesa della Madonna della Rocca
Chiesa della Madonna della Rocca

La chiesa della Madonna della Rocca nasce dall’ammodernamento e ampliamento della chiesetta di Santa Maria in Arce, la cappella originaria della rocca di Jenne.

La chiesa è tutta in pietra con un piccolo campanile a vela su uno dei lati lunghi accanto all’ingresso originario che aveva un portone con una cornice in pietra e un’antica lunetta dove non si riconoscono gli affreschi originali.

L’edificio è a due piani adattandosi al pendio del terreno e si riconosce un ampliamento successivo. La nuova entrata della chiesa avviene attraverso una scalinata dal giardino della rocca.

Il suo interno è un unico ambiente e nella parete di fondo del corpo antico si possono ammirare alcuni resti di affreschi del XII secolo mentre fra le opere si segnala una terracotta del Cinquecento che ritrae la Madonna.

 

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Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa della Madonna delle Grazie

La piccola chiesa della Madonna delle Grazie era nata fuori dell’antico centro abitato del castello forse nel XV secolo ed oggi si trova nella zona di Jenne che risale ai primi del Novecento.

La chiesa ha la tipica forma di una piccola casetta intonacata di bianco con un tetto a due falde e un piccolo campanile a vela con una campana. L’interno è diviso in due navate frutto di un ampliamento successivo probabilmente dell’Ottocento con la costruzione della seconda navata.

All’interno la zona dell’altare è riccamente decorata con affreschi che ricordano la Madonna con il bambino a cui è dedicata la chiesa, e un dipinto mentre il resto dell’edificio appare semplicemente bianco.

Questa chiesa ha ispirato la frase dello scrittore Antonio Fogazzaro dedicata a Jenne “… il gregge di casupole che il campanil governa” che lo ha poi ispirato nel racconto de ‘Il Santo’.

 

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Chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Michele Arcangelo

La piccola chiesa medievale di San Michele Arcangelo si trova una delle montagne soprastanti Jenne che prende proprio il nome di San Michele Arcangelo.

È un piccolo edificio in pietra irregolare con una facciata adornata da un ingresso in pietra con una lunetta, probabilmente un tempo affrescata mentre oggi ospita una piccola statua dell’arcangelo, e una piccola apertura circolare.

L’interno è un unico ambiente con una copertura in legno e termina con un altare moderno e un recente affresco.

 

 

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Forno Comunale
Forno Comunale

Storicamente tutte le donne di Jenne andavano a cuocere il pane e i dolci nel forno a legna del paese che risale al 1751 e situato proprio nella parte più antica del borgo medievale. Il forno era gestito da una ‘fornara’ che decideva i turni delle signore e la temperatura del forno.

Il forno veniva utilizzato soprattutto per il pane, ma soprattutto durante le feste si preparavano i dolci tradizionali come i giglietti, i biscotti al latte e i tortiglioni.

 

 

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Monumento ai caduti
Monumento ai caduti

Il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale è stato realizzato nei giardini di fronte la chiesa di Sant’Andrea proprio nella piazza principale di Jenne.

Il monumento è un grande piedistallo in marmo, ai cui lati sono incisi i nomi dei caduti, con una colonna soprastante sempre in marmo. Termina con una statua della vittoria alata.

 

 

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