Borgo antico
Borgo antico

Blera è attraversata dalla via Clodia, una antica strada romana che nel passato univa la Via Aurelia con la Cassia.

Lungo il tracciato si possono distinguere i diversi periodi di costruzione del paese.

Una delle parti più caratteristiche è quella in prossimità dell’antica porta di ingresso attraversata dalla via che oggi porta a valle fino al corso del fiume Biedano.

Qui si possono vedere tutte le costruzioni medioevali in tufo dal caratteristico colore giallo e si riconosce l’antico tracciato che passa per una serie di costruzioni scavate nel tufo.

Sono ambienti che nel corso dei secoli sono stati utilizzati per residenza ed infine per cantine e stalle.

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Palazzo Lattanzi
Palazzo Lattanzi

Palazzo Lattanzi è un elegante palazzo lungo il corso principale di Blera dove un tempo dimorava la famiglia che gli diede il nome.

La sua attuale forma risale al Settecento dopo una trasformazione di edifici precedenti in quanto siamo proprio nell’area medioevale del borgo.

L’edificio è a tre piani con un piano terra originariamente dedicato ai servizi e due piani nobiliari.

Oggi è sede della Università Agraria e ospita numerose manifestazioni eno-gastronomiche, mostre d’arte e seminari.

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Per ricordare la figura di questo imperatore nato ad Anzio e che si è prodigato per ammodernare e dare lustro alla città è stata realizzata una statua in bronzo.

Nerone è certamente una delle più mitizzate dell’impero romano e forse il suo nome è universalmente collegato all’incendio di Roma e alla sua passione per il teatro.

Oggi gli storici hanno delineato un profilo diverso per questo personaggio storico e hanno rivalutato la sua azione politica.

Certamente Anzio lo ringrazia per averla portata al centro della storia per molti secoli.

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Questo monumento di Anzio è dedicato ad una bambina ma anche a tutti i caduti innocenti delle guerre.

Angelita era una bambina ritrovata sotto le macerie della sua casa e salvata da un’infermiera.

Il destino però la aveva chiamata e sia la bambina che l’infermiera perirono sotto i bombardamenti successivi.

A loro venne dedicata una famosa canzone negli anni ’60 dal nome Angelita di Anzio.

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Nella piazza che collega la Chiesa di San Pio e Antonio con il porto si trova una particolare statua in bronzo di papa Innocenzo XII che può essere considerato il ‘rifondatore’ di Anzio.

Innocenzo XII Pignatelli era nato in Puglia nel 1615 da una ricca famiglia che lo mandò a studiare a Roma dai Gesuiti all’età di 14 anni. Divenne cardinale e venne eletto papa nel 1691.

Il suo amore per Anzio nasce da una disavventura con la barca in cui viaggiava che si vide costretta ad arenarsi ad Anzio per cercare riparo.

Innocenzo XII venne aiutato dai pescatori locali e fece la promessa di costruire un nuovo porto se fosse stato eletto papa. E così fece.

Innocenzo XII è stato il papa della morale che ha messo fuori legge il nepotismo, la pratica di nominare cardinali fra i membri della famiglia e di arricchire i propri parenti.

Durante il suo pontificato si è occupato molto di infrastrutture commerciali anche per sfamare la popolazione, sistemando i porti di Anzio e Civitavecchia e collegandoli con veloci strade a Roma.

Il suo amore per Anzio è dimostrato anche da una moneta dell’epoca che aveva da una parte il porto della città e dall’altra l’effige del papa.

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La villa Sarsina ad Anzio fu fatta costruire dal cardinale Neri Maria Corsini, nipote di papa Clemente XII, nel 1735 quando era diventato Protettore del Porto.

Probabilmente è stata edificata sulle rovine del tempio di Ercole, che era il dio della città prima della Fortuna Anziatina. Nei suoi sotterranei è stato ritrovata una nicchia con un mosaico del dio con una clava.

La fortuna della villa si deve però alla famiglia Aldobrandini Principi di Sarsina, da cui deriva l’attuale nome, che ne furono proprietari tra il 1874 e il 1926.

Durante questi anni venne alla luce la famosa statua della Fanciulla di Anzio trovata ancora intatta su un piedistallo in una nicchia della villa imperiale.

Per qualche anno Anzio si trasformò in un centro di attrazione per tutti gli appassionati di archeologia e di arte antica che la depredarono di numerose opere d’arte, tanto che Re Umberto si vide costretto a comprare la Fanciulla di Anzio a caro prezzo.

Infine nel 1909 lo Stato promulgò una legge con cui si sanciva la proprietà pubblica di tutti i ritrovamenti archeologici.

La villa poi è stata poi sede del comando tedesco durante la guerra e poi è stata saccheggiata e depredata ed infine ha ospitato alcuni sfollati di Anzio.

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Villa Albani di Anzio è stata voluta dal Cardinale Alessandro Albani nel 1718 (e terminata nel 1726).

Il cardinale era un grande appassionato di archeologia e che era attratto dai numerosi ritrovamenti romani nell’area.

La villa forse fu fatta disegnare da Alessandro Specchi, il progettista del Porto di Ripetta che aveva già lavorato alla residenza del cardinale alle Quattro Fontane.

Il suo stile è un tardo barocco dove già sono presenti le caratteristiche del neoclassicismo.

Il comportamento del cardinale comunque non era molto assennato e vendette molti dei ritrovamenti al re di Polonia e ad altri illustri personaggi fino a quando papa Clemente XII Corsini decise di comprare personalmente molta parte della collezione di statue, busti e monete.

La maggior parte delle opere della collezione del Cardinale Albani che aveva portato a Roma nella sua residenza-museo sono poi state trafugate da Napoleone durante la sua conquista dell’Italia.

A partire dalla fine del Settecento la villa ha avuto un momento di degrado e per un periodo è stata addirittura trasformata in un granaio fino al 1852 quando venne acquistata da papa Pio IX Mastai Ferretti. La villa divenne la residenza estiva del pontefice.

Con l’Unità d’Italia il grande edificio è stato destinato a scopi umanitari e medici.

Oggi la villa ospita un centro medico della Azienda Sanitaria Locale. In estate i suoi giardini sono aperti per manifestazioni culturali e concerti.

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Villa Adele di Anzio è stata voluta da papa Clemente VII nel 1594 per rianimare questa area dello stato pontificio che era andata degradandosi nel corso degli anni.

Monsignor Bartolomeo Cesi decise allora di costruire una villa in stile rinascimentale.

Durante la sua costruzione, vennero riscoperti i tesori custoditi nel sottosuolo e il ritrovamento di molti capolavori arricchì la famiglia.

Agli inizi del Seicento la proprietà venne poi venduta alla famiglia Pamphili che portò a Roma molte delle statue tra cui quelle famose di Giove e di Esculapio realizzate con il marmo nero e che ora si trovano nei Musei Capitolini.

Per vari passaggi ereditari, la villa poi arrivò a Francesco Borghese e prende il suo nome dalla sua sposa Adele. La villa ha avuto veramente un numero incredibile di passaggi di proprietà.

Per un certo periodo è appartenuta alla Banca d’Italia, poi è stata un albergo di lusso, poi sede della Fondazione per i figli degli italiani all’estero durante il fascismo ed infine al comune di Anzio.

Oggi la villa ospita gli uffici del comune e del Museo dello Sbarco.
 

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