Passeggiando per la parte storica di Campagnano di Roma si riconosce il sistema di difesa delle porte di ingresso, le mura e le torri di guardia realizzate dalla famiglia Annibaldi, tra il XII e il XIV secolo.

Entrando da una porta con arco in pietra, si arriva in un piccolo cortile dominato dalla torre di più alta realizzata in blocchi di tufo.

Il tipo di taglio della muratura richiama quello del castello di Sermoneta che era anch’esso gestito dagli Annibaldi.

Continuando la camminata si possono osservare bellissimi esempi di architettura medioevale come le piccole case con le finestre in stile gotico a bifora o monofora e altri esempi di case-torre.

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Il palazzo del comune di Campagnano di Roma si trova nella piazza principale con la fontana dei delfini.

E' stato costruito sulle rovine della Rocca Orsini che per secoli avevano governato il borgo.

Il palazzo è stato costruito alla fine del 1800 ed ha uno stile neogotico molto particolare. Infatti la costruzione sembra molto squadrata ma poi presenta le tipiche finestre curve e morbide di stile gotico.

L’edificio ha tre piani, il piano terra ha un porticato con archi a tutto sesto, il primo piano ha finestre a forma di grandi ‘monofore’ mentre il secondo piano ha finestre a forma di bifore. La copertura è piana.

All’angolo fra la piazza e il corso principale, il portico si trasforma architettonicamente come a formare un loggiato a pianta quadrata e copertura a volta a crociera.

L’esterno è ricoperto in marmo bianco e peperino mentre i capitelli delle colonne e gli archi sono scolpiti e molto lavorati con delle decorazioni geometriche.

Questa sorta di ‘piccola cappella’ custodisce una statua in bronzo dedicata all’avvocato Cesare Leonelli, un capo della resistenza che venne fucilato alle Fosse Ardeatine.

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La grande porta di ingresso di Campagnano di Roma è a forma di arco trionfale romano .

E' stata voluta dalla famiglia Chigi e ha segnato l’inizio di un nuovo corso per Campagnano di Roma.

Da qui si accede alla grande via con palazzi laterali del Settecento e successivamente rimodernati.

La porta è realizzata in mattoncini rossi, riquadri e cornici in peperino scuro. Le sue morbide forme tardo barocche oggi sono inserite nei palazzi vicini.

Sulla volta dell’arco si riconosce la campana, simbolo di Campagnano e riportata nel suo stemma.

Nella parte posteriore dell’arco, lo stemma è riportato sulla parte più alta della struttura.

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Pavona è una delle due grandi frazioni di Albano Laziale ed è nata nei luoghi attorno al Laghetto (un tempo Lacus Turni) dove si dice che vivesse la ninfa Giuturna, la sorella del re Turno dei Rutuli ucciso da Enea.

Qui si trovava l’antica città latina di Apiolae, distrutta dal re etrusco di Roma Tarquinio Prisco nella sua espansione a sud di Roma nel VII secolo A.C.

Da questa area viene la famosa testa policroma di guerriero latina che si può osservare nel Museo Civico di Albano.

Dopo la caduta dell’impero romano, i cittadini si riunirono intorno a luoghi fortificati con appezzamenti agricoli e protetti da un torrione e a Pavona ne sorsero due: una sulle rovine di Apiolae e una a San Fumia.

Nel 1611 il laghetto è stato ridotto e prosciugato da papa Paolo V per questioni igieniche. Ma lo sviluppo urbanistico di Pavona è dovuto alla apertura della stazione ferroviaria nel 1863.

Il nome Pavona è invece legato alla bellezza di una donna: alcuni sostengono sia il nome di una gestrice di osteria, altri che sia il soprannome di una amica del Cardinale Flavio Chigi che aveva costruito una villa per lei in quest’area.

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Il convento e la scuola delle Suore Oblate di Albano Laziale si trovano all’interno di una delle aree più significative della città e infatti occupano parte delle rovine delle antiche Terme di Cellomaio.

Il cortile dove giocano i ragazzi durante la ricreazione si trova proprio sotto gli antichi archi delle terme e sopra il Museo della Seconda Legione Partica.

L’ordine delle Oblate è nato proprio ad Albano nel 1714 da Maria Maggioni che cominciò ad accogliere nella sua casa paterna alcune giovani ragazze dandole riparo ed educazione. L’ordine delle suore venne poi formato nel 1724 e dal 1735 venne loro assegnata la sede attuale.

La consacrazione dell’ordine delle Oblate di Gesù e Maria è avvenuta nel 1745 con un decreto di papa Benedetto XIV. Oggi l’ordine ha diverse sedi e tutte si occupano dell’educazione dei giovani.

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Lo storico palazzo Corsini di Albano Laziale è stato realizzato intorno al Settecento lungo la via Appia Nuova ad Albano.

Prende il nome dalla famiglia Corsini che lo ha costruito con uno stile molto simile a quello della loro residenza di Roma.

Il sontuoso palazzo ha tre piani ed un grande giardino all’italiana, su più livelli, decorato con una splendida fontana con leoni in marmo della scuola del Canova.

Nel 1817 fu acquistato da Carlo IV Borbone di Spagna che lo restaurò ed è diventato la residenza della regina d’Etruria (Maria Luisa di Borbone).

Poi nel 1834 è stato trasformato in una locanda conosciuta come ‘Locanda Reale’ per i tanti personaggi illustri che ha ospitato come Carlo Emanuele IV di Savoia e Giuseppe Garibaldi.

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Il palazzo Lercari è il palazzo Vescovile di Albano Laziale è uno degli edifici più importanti di Albano e per secoli ha ospitato la residenza del cardinale vescovo per circa sei mesi l’anno.

Il palazzo è conosciuto con il nome di Palazzo Lercari dal nome del cardinale che nel Settecento acquistò un casino Seicentesco e lo trasformò in uno splendido palazzo che alla sua morte fu donato alla Curia Diocesana.

In realtà tutto il complesso si trova all’interno dell’antico accampamento romano ed è stato costruito sulle rovine delle ‘Piccole Terme’.

Il palazzo è stato poi ulteriormente arricchito dal cardinale vescovo Francesco Scipione Borghese, anche se poi fu spogliato dall’esercito francese di Napoleone.

Riacquistato dalla curia è stato poi ri-arredato e decorato di nuovo.

Il palazzo è caratterizzato da un sontuoso portale di ingresso, sormontato da un balcone.

Si accede ad un atrio decorato con affreschi e con due nicchie che ospitano quattro statue romane che rappresentano Ercole, Meleagro, Hygieia e un Satiro.

Qui ha soggiornato anche il grande compositore ungherese Franz Liszt ed oggi è sede degli uffici diocesani e del vescovo e una parte ospita il Museo Diocesano.

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Il palazzo Pamphilj di Albano Laziale è noto anche come Collegio Nazareno e si trova sul vertice del Tridente di Albano Laziale, la realizzazione urbanistica del cardinale Savelli che ha disegnato lo stile di Albano nel Seicento. Il palazzo risale ai primi del

Settecento quando il cardinale Benedetto Pamphilj volle realizzare un casino di caccia ma anche un salotto letterario unendo alcune costruzioni esistenti.

Il cardinale era un mecenate e il bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana ed amava questi territori tanto da acquistare sempre più proprietà per arrivare a realizzare un palazzo sontuoso. La realizzazione di questa ‘fabrica’, il nome con cui venivano chiamati i cantieri edili, è oggetto di molti studi.

Nel 1764 il palazzo è stato acquistato dai Padri Scolopi del Collegio Nazareno per essere adibito a residenza estiva degli alunni che non potevano tornare a casa. Il palazzo ha avuto una sopraelevazione e una ridistribuzione dei locali interni.

Durante la repubblica ‘sorella’ di Albano, ai tempi dell’occupazione francese, il palazzo fu requisito ed ospitò i soldati francesi. Gli Scopoli dovettero quindi risistemare il palazzo grazie anche al famoso architetto Giuseppe Valadier.

Nella Prima Guerra Mondiale ha ospitato l’esercito italiano mentre nel 1944 è stato poi requisito per ospitare 52 famiglie senza casa durante la Seconda Guerra Mondiale.

Da allora in poi è in una situazione precaria ed è nascosto da impalcature.

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