Palazzo Poscia è un tipico esempio di architettura privata medievale di Viterbo: un fabbricato caratterizzato da un elegante profferlo in peperino lavorato. Il profferlo è una scala esterna che termina su un balcone in cui si trova la porta di ingresso della abitazione. Infatti le case si trovavano tutte al primo piano mentre il piano terra era riservato a spazi commerciali (o dedicati agli animali) il cui ingresso veniva protetto dal balcone stesso.

Il profferlo di Palazzo Poscia risale al XIV secolo e si riconosce già uno stile con influenze cistercensi della abbazia di San Martino al Cimino.

Si dice che la casa sia appartenuta a diverse persone importanti come i Vico, i Colonna o il capitano di ventura Paolo Braga. Ma la leggenda più bella è quella che la indica come la casa della Bella Galiana, la fanciulla il cui sepolcro si trova nella facciata della chiesa di Sant’Angelo Spatha proprio nella piazza principale del comune di Viterbo. 

La storia di Galiana è legata a quella di Viterbo. Alcune leggende narrano che Viterbo sia stata fondata da Noè, altre da Noè, sta di fatto che i viterbesi ogni anno facevano sacrifici umani nel giorno di Pasqua.

Un anno toccò ad una giovane talmente bella, la bella Galiana, che un leone uscì dalla foresta per andare a salvarla. La giovane venne poi uccisa dal padre per non salvarla da un soldato romano che la voleva a tutti i costi.
 

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Viterbo. Palazzo Gatti

In pieno centro storico medievale di Viterbo, Palazzo Gatti prende il nome dalla famiglia del Capitano del Popolo Raniero Gatti che aveva promosso la costruzione del palazzo dei Papi. Una storica famiglia guelfa (con soli due esempi di esponenti ghibellini) che aveva da sempre appoggiato la supremazia del papato.

Fu proprio Raniero Gatti che è stato il protagonista di uno degli episodi di maggiore rilievo nella storia di Viterbo. Nel 1270 chiuse i cardinali a chiave nel palazzo dopo che questi per due anni non erano riusciti ad eleggere un papa. In prativa diede inizio al primo vero ‘conclave’ (dalla parola latina ‘chiave’) della storia della chiesa.

In origine il palazzo era un’ala di un palazzo molto più grande con sei torri che occupava un intero isolato, un vero castello. Un vero centro di potere che ha ospitato l’imperatore Ludovico II il Bavaro nel 1328 e Federico III nel 1451.

La famiglia diventò una delle prime banche di Viterbo e questo le provocò l’ira di papa Alessandro VI Borgia che ordinò la distruzione del palazzo.

Oggi il palazzo ci appare tutto in peperino con eleganti bifore incorniciate da fregi scolpiti di particolare bellezza che richiamano quelle del famoso Palazzo dei Papi. Il palazzo termina con un terrazzo che però è stato realizzato in restauri recenti. Sulla facciata si possono distinguere gli stemmi della famiglia Gatti.

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Palazzo degli Alessandri è uno dei palazzi medievali più belli di Viterbo e d’Italia e si trova nel centro del Quartiere Pellegrino, il cuore di Viterbo antica. Con i suoi movimenti e le sue scale ed archi richiama un quadro di Escher e l’occhio si muove in continuazione da un elemento decorativo ad un altro senza sosta percorrendo tutta la piazza.

La costruzione risale al XIII secolo, uno dei periodi di maggiore ricchezza quando la città ospitava il papato con tutta la sua corte. Il palazzo a tre piani e la vicina torre devono il loro nome alla potente famiglia guelfa degli Alessandri. La torre annessa al palazzo aveva una funzione difensiva in quanto il quartiere Pellegrino si trovava al di fuori del circuito delle prima mura di cinta di Viterbo.

Il palazzo doveva essere distrutto ed è stato solo grazie ad una bolla di papa Innocenzo IV del 1252 che scriveva di non distruggere questo palazzo per il suo alto valore artistico.

Per il suo carattere artistico e storico, il palazzo ospita diverse manifestazioni durante l’anno.
 

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Viterbo. Palazzo Farnese

Il palazzo medievale dei Farnese risale al XIII secolo ed è stato realizzato dalla famiglia dei Tignosi, nobili ghibellini di Viterbo. Si trova proprio accanto al ponte che unisce il borgo di Viterbo (piazza della Morte) con il castello (oggi Palazzo dei Papi) e che è stato costruito su fondazioni etrusche.

Nel 1431 Viterbo era minacciata da Fortebraccio e Giacomi di Vico e diede incarico di difenderla a Ranuccio Farnese che allora era il tesoriere della Chiesa. Ranuccio dovette prendere la cittadinanza di Viterbo e acquistare una casa. Scelse questa abitazione e la storia racconta che proprio qui nacque il futuro papa Paolo III che vi abitò con sua sorella Giulia, la favorita di papa Borgia.

Poiché il palazzo è costruito su un terreno scosceso, le sue facciate sono molto diverse tra loro: quelle che danno verso valle hanno tre piani e sono caratterizzate da ordini regolari di aperture con bifore medievali ai piani nobili e aperture rettangolari nel sotto tetto.

La facciata lungo la strada che porta in piazza duomo, invece, ha due piani con una loggia a piano terra e un grande balcone con balaustre in legno al piano superiore. Il balcone poggia su un pilastro e non ha le caratteristiche decorazioni dei profferli di Viterbo.

Durante il pontificato di Paolo III, la famiglia Farnese per le sue cariche istituzionali si spostò a Palazzo Sisto e il palazzo Farnese iniziò una fase di declino.

Nel 1561 venne acquistato da Ludovico Chigi e poi è diventato sede della amministrazione ospedaliera.
 

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Viterbo. Palazzo Comunale o del Podestà 

Uno dei lati corti di Piazza Plebiscito è chiuso dal Palazzo del Podestà caratterizzato dalla sorprendente Torre dei Priori. La torre è alta 44 metri e risale al 1489 dopo che la precedente era crollata mentre la parte superiore in ferro con una campana è stata aggiunta agli inizi dell’Ottocento.

Il palazzo risale al 1264 per essere la residenza del podestà e fu costruito su un terreno con il cimitero di pertinenza della vicina chiesa di Sant’Angelo in Spatha.

L’edificio è stato poi rimaneggiato e ampliato nel Quattrocento, per creare la residenza del Rettore del Patrimonio di Pietro, ed è stato collegato con il vicino Palazzo dei Priori da un loggiato dove oggi si trova parte della Pinacoteca. 

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Viterbo. Palazzo Comunale o dei Priori 

Il palazzo dei Priori ospita la sede del comune di Viterbo e fu costruito a partire dal 1264 su quello che un tempo era il terreno di pertinenza della vicina Chiesa di Sant’Angelo Spatha.

Il suo stile attuale è frutto di un riammodernamento rinascimentale del a metà del Quattrocento in cui l’edificio venne alzato di un piano e collegato al vicino Palazzo del Podestà. Oggi in questo collegamento si trova la Pinacoteca di Viterbo. In questo periodo il palazzo doveva ospitare il Governatore del Patrimonio di San Pietro.

La facciata attuale è caratterizzata da un lungo porticato di archi a tutto sesto posto davanti all’edificio. In corrispondenza degli archi (ma non in modo simmetrico) ci sono due file di aperture, più grandi al piano di rappresentanza con la forma della ‘croce guelfa’ e ad arco più piccole al piano soprastante della servitù. Nel mezzo della facciata si distingue lo stemma di papa Sisto IV Della Rovere (1481) a cui si deve il finanziamento dei lavori.

Dalle finestre del Palazzo dei Priori si gode una perfetta visione del passaggio della Macchina di Santa Rosa il 3 settembre e per questo nella piazza vengono allestite delle tribune mentre una delle finestre è dedicata solo agli ospiti più illustri.

Da una porta sotto il porticato rinascimentale, si accede al cortile interno del palazzo e al giardino che arriva verso porta Faul. Sul terrazzo che domina la valle si trova una elegante fontana del 1626 mentre uno scalone porta al primo piano. 

Tutto il primo piano è occupato da 4 saloni affrescati: uno dedicato ai miracoli della Madonna della Quercia, una detta Sala Erculea affrescata da Baldassarre Croce con immagini della Tuscia, una che ospita il Consiglio della Città e l’ultima sala, detta delle bandiere, affrescata con i paesaggi della Tuscia.

La sala del Consiglio ha tutti gli scranni in cui da secoli si siedono le persone che governano la città ed è stata affrescata nel 1558 dal maestro Teodoro. Le immagini rappresentano scene mitologiche in cui racconta la storia di Viterbo e gli stemmi di papi Borghese e Chigi che erano residenti a Viterbo.

Secondo una leggenda Viterbo sarebbe stata nata dall’unione di 4 castelli fondati da Noè.
 

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