Fontana della Forma è la più antica di Cervaro e compare in un documento dell’abate Bernardo Ayglerio del 1273 in cui si parla dell’elezione dei sindaci rappresentante del popolo per la parte laica.

Si trova in Piazza San Paolo e fu ricostruita nel 1692 e nel 1962.

L’ultimo rifacimento ha modificato l’aspetto originario aggiungendo mattoni in terracotta.

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La fontana Fadoni fu costruita da Angelo Tornassi nel 1825 a Cervaro, quando chiese al sindaco l’eliminazione di un bosco comunale che deturpava la visuale e la salubrità del suo palazzo.

Il sindaco lo concesse in cambio della fontana. La fontana si trova in un parco con platani secolari ed ha una particolare architettura.

La parete di fondo è alta cinque metri e ha un’abside con una scultura dello stemma di Cervaro e la data del 1825.

L’acqua è raccolta da un lavabo e si distribuisce in due vasche laterali con tronchi di colonne granitiche cilindriche, probabilmente prese da una delle costruzioni romane lungo la vicina via Latina.

La storia narra che a questi tronchi di colonna venissero legate le donne che peccavano di lussuria, o fossero ritenute streghe, fattucchiere per essere fustigate.

Le colonne erano un monito per la condotta delle donne.

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Porta Capuana risale agli inizi dell’epoca imperiale ed è la sola opera Romana ancora integra.

In origine la città romana di Aquinum aveva quattro porte, ma due non esistono più e la terza è solo un cumulo di pietre ammassate alla rinfusa dopo il crollo.

Aquinum oggi è divisa fra i territori di Castrocielo e di Aquino. 

Sotto la porta è visibile anche un tratto della antica Via Latina, che si congiungeva poco più avanti con la Via Appia e che portava fino a Brindisi.

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L’arco di Marcantonio di Castrocielo ha sempre suscitato interesse e nel Rinascimento Antonio e Giuliano da Sangallo avevano provato a disegnare una ricostruzione.

Nell’originale Aquinum si trova l’arco onorario “di Marcantonio”, riportato in un passo di Cicerone, ed è uno dei più antichi esempi di arco onorario in Italia la cui costruzione risale al 41 AC.

E’ realizzato con blocchi di travertino locale ed è visibile solo la parte centrale.

Quella superiore è stata saccheggiata negli anni e quella inferiore è parzialmente sommersa da un corso d’acqua.

 

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Nel cuore della città romana di Cassino, in età augustea fu costruito questo teatro in opera reticolata bicroma sfruttando il naturale declivio del monte.

La cavea, destinata agli spettatori, presenta gradinate semicircolari percorse verticalmente da cinque scale ed è divisa in due settori, superiore e inferiore.

Nella parte più alta restano tracce di una galleria a volta. Due corridoi consentivano l’accesso diretto dall’esterno all’orchestra e nella scena si aprivano tre porte.

Il teatro romano è in grado di ospitare circa 2000 persone, e ancora oggi viene utilizzato per spettacoli soprattutto in estate quando ospita importanti manifestazioni culturali e teatrali di Cassino.
 

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