Santa Marinella. Castello Odescalchi

Il castello Odescalchi domina il porticciolo turistico di Santa Marinella e fu edificato nel XV secolo, inglobando l’antica torre cilindrica dellXI secolo che proteggeva il centro abitato.

Intorno al mille vi era un centro di devozione verso la martire cristiana Santa Marina.

Su questa area nel periodo romano si trovava l’antica Punicum e il castello è stato edificato in parte sopra la villa del famoso scrittore Ulpiano, uno dei 5 giuristi a cui dovevano far riferimento i giudici nei loro verdetti. Ulpiano visse nel III secolo d. C. e circa un terzo del Digesto è stato ricavato dai suoi libri. 

Il castello è stato poi fortificato nel XVII secolo con la costruzione dei bastioni e di tre torri angolari mentre le opere di un grande porto, che doveva supportare quello di Civitavecchia, non sono mai state completate.

Molte famiglie sis ono succedute al controllo del castello: i Prefetti di Vico, gli Anguillara, gli Orsini ed infine l’Ospedale di Santo Spirito. Oggi è privato e appartiene alla famiglia Odescalchi.

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Santa Marinella. Castello di Santa Severa

Il castello di Santa Severa a Santa Marinella nasce intorno al mille quando i conti della Tuscia per volere di leone IV costruirono un fortilizio con una alta torre cilindrica di avvistamento e la grande Torre Saracena.

Sul posto era stata edificata una chiesetta dedicata alla giovane Severa di Pyrgi, martirizzata proprio qui con i suoi fratelli il 5 giugno del 298 d.C. dall’imperatore Diocleziano

Nel castello si possono vedere proprio i resti di questa antica chiesetta in seguito andata distrutta probabilmente per un incendio.

La torre è chiamata anche Normanna. Ha tre piani con tre ambienti a pianta circolare e termina con un terrazzo piano ed una cornice con tre ordini di beccatelli ed è fornita di caditoie. 

Il castello ha una pianta rettangolare con torri angolari ed è collegata alla grande Torre Saracena (maschio del castello) da un ponte in legno. Il castello ha tre piani per un’altezza di circa 20 metri e un tempo era circondato da un fossato. Ha una superficie di 800 mq. 

L’aspetto attuale del castello risale, invece, al XIV secolo e il vicino borgo si è formato nei due secoli successivi. In questo borgo si può rivivere le emozioni della vita nel castello e nei musei si trovano tutti gli attrezzi e i mezzi usati dalla popolazione nel corso dei secoli.

Dal 1482 Papa Sisto IV lo ha donato all'Ordine del Santo Spirito e per un paio di secoli è stata un luogo di sosta e di soggiorno di molti papi: tra questi Gregorio XIII, Sisto V e Urbano VIII. In questo periodo sono state realizzate la chiesa di Santa Maria Assunta e il Battistero dedicato a Santa Lucia.

Nel 1943, il castello di Santa Severa è stato utilizzato dai Tedeschi come postazione militare strategica.

Oggi il castello appartiene alla regione e ospita un ostello, una sala conferenze e spazi dedicati a collezioni permanenti e mostre.
 

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Sant'Angelo Romano. Torre dell'Orologio

La torre dell’orologio di Sant’Angelo Romano è stata realizzata dalla trasformazione di una delle torri della cinta muraria che circondava il castello. La torre segna l’ingresso al centro storico e si trova in una delle piazze principali del borgo storico e ha segnato la vita sociale dei residenti.

L’orologio risale al XIX secolo ed è stato sistemato più volte negli anni fino all’ultimo intervento del 1990.

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Sant'Angelo Romano. Castello Orsini-Cesi

Il borgo di Sant’Angelo Romano si è formato attorno ad una antica fortezza romana poi diventata un castello. I primi signori del castello sono stati i Capocci che avevano anche dato il loro nome al borgo. Dal 1379, per un matrimonio di una Capocci con un Orsini, il castello arriva in dote a questa importante famiglia nobiliare romana.

Alla fine del Cinquecento, dopo alcune dispute e un passaggio di proprietà della Camera Apostolica, il castello viene acquistato dalla famiglia Cesi che lo trasforma in una vera residenza signorile mantenendo sempre l’aspetto del maniero.

In questo periodo il feudo viene trasformato in principato e il castello è sede di una importante attività culturale. Infatti, Federico Cesi è tra i fondatori dell’Accademia dei Lincei.

Il castello viene poi venduto alla famiglia Borghese, che non lo ha mai veramente abitato, fino al periodo Napoleonico che pone fine al feudalesimo. Passato Napoleone il castello torna di proprietà diretta della chiesa che lo governa attraverso un cardinale della Comarca di Roma.

Durante la Seconda guerra mondiale, i tedeschi avevano stabilito un loro quartier generale dentro il castello. 

Oggi è di proprietà comunale, ospita un museo archeologico ed è usato per celebrare matrimoni civili nella sala Celsi o sulle terrazze che si affacciano su Roma.

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Sant'Angelo Romano. Porta Capocci Orsini

Porta Capocci Orsini è una delle antiche porte del castello di Sant’Angelo Romano e prende il nome dalle prime due famiglie che si sono succedute al governo del feudo. A loro si deve la trasformazione della originaria fortezza romana nel castello capace di ospitare e proteggere la popolazione.

Era la porta principale e originariamente aveva protezioni in ferro che potevano scorrere e chiudere il castello.

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Nel 1390 inizia la prima vera trasformazione del castrum di San Polo dei Cavalieri in castello fortificato a pianta rettangolare, con una torre ad ogni vertice, e l’antico mastio al centro.

Nel 1558 il feudo e il castello furono acquistati dalla famiglia Cesi che trasformarono la fortezza in un palazzo baronale signorile residenza estiva della famiglia.

Le sale vennero affrescate dagli Zuccari (gli stessi di Villa d’Este a Tivoli) e vennero aperte finestre lungo le mura di difesa.

Qui, nel 1603 fu stabilita la prima sede dell’Accademia dei Lincei, fondata proprio da Federico Cesi e qui fu ospitato Galileo Galilei.

Nel 1656, con la peste che spopolò il paese, il castello passò alla famiglia Borghese ed inizia un declino tanto che ad un certo punto è stato utilizzato come granaio.

Il restauro inizia nel dopoguerra ad opera di privati ed ora il castello è ancora residenza privata ma è reso accessibile per eventi pubblici di particolare rilievo.

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Le origini del castello Brancaccio di San Gregorio da Sassola risalgono introno alla metà del X secolo, sorto come elemento di difesa del primo nucleo abitativo.

Venuta meno la sua funzione difensiva, esso acquistò man mano l'aspetto di dimora residenziale.

Alla fine del XV secolo la fortezza fu trasformato sempre di più in palazzo residenziale realizzando una nuova con la torre centrale a pianta quadrata, il ponte levatoio che dà accesso all'ampio ed elegante cortile interno.

All’interno venne realizzata una cappella e le sale vennero affrescate dai fratelli Taddeo e Federico Zuccari, due importanti esponenti del manierismo romano.

Dopo questo splendore, i proprietari risiedettero soprattutto in Sagna e il castello fu trascurato fino alla metà del secolo XIX quando il palazzo fu collegato al paese con una scala intagliata nel tufo.

Nel 1889 il castello viene acquistato dalla moglie del principe Brancaccio che lo amplia costruendo una nuova ala ad est e collegandola con quella ad ovest con due cavalcavia sulla strada principale del paese.

Fu sostituito il campanile con una torre quadrata e fu realizzata una torre tonda ad ad ovest in armonia con quella nuova ad est.

Le numerose stanze vennero abbellite con decorazioni e affreschi per la visita della regina Margherita nel 1899.

Oggi il castello è di proprietà comunale.

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La Fonte
La Fonte

Uno degli interventi di sistemazione del borgo di Sambuci voluto dal cardinale Camillo Astalli è l’arrivo dell’acqua potabile in paese nella Fonte, una fontana monumentale posta proprio al centro del paese.

La forma tripartitica di questa fonte del XVII secolo, con un elegante corpo centrale e due vasche laterali, sottolinea la sua doppia funzione. Elemento d'arredo e fonte di approvvigionamento con cannelli per bere. Anticamente una parte era destinata anche ad abbeveratoi per animali.

Le barre di ferro al di sotto delle cannelle servivano per poggiare le tipiche ‘conche’ in rame che le donne usavano per trasportare l’acqua alle loro case.

L'acqua potabile della fonte è quella della sorgente detta “delle Vigne” e da queste acque dipendeva tutto il paese.

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