Il castello di Rocca d’Arce era importante perché imprendibile perché praticamente inaccessibile per la natura del sito.

Era importante per la sua posizione geografica “chiave” nei conflitti tra l’Impero Bizantino, i Normanni, il Sacro Romano Impero, il Papato, i Guelfi e i Ghibellini, oltre che tra i vari castellani, i signori, i duchi, i conti e gli abati dell’Italia Centrale.

Il castello domina l’ampia valle del Liri e del Sacco, chiamato quest’ultimo fiume Tolero nel Medio Evo e Trerus ai tempi dei romani, che costituiva il passaggio più importante tra il Nord e il Sud della Penisola.

Il lato Nord si trova su uno strapiombo di un paio di centinaia di metri, una rupe calcarea dalle pareti lisce e verticali. Ad Est lo strapiombo era collegato ad una serie di faraglioni per mezzo di apposita muraglia.

A Sud e a Ovest l’ascesa al castello era impedita da una rete di fortificazioni.
 

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La torre di Rodoaldo faceva parte della fortificazione di Pontecorvo e oggi è utilizzata come torre campanaria della cattedrale.

E’ una struttura tozza e massiccia, a pianta quadrata.

E' stata costruita con grandi blocchi di travertino provenienti dalla cinta muraria della vicina Aquino.

All’interno della città si trovano un tratto di 300 metri delle mura longobarde, residui della cinta muraria del castello.

L’unica porta antica rimasta dopo la guerra è quella di Porta Santo Stefano, che presenta un passaggio coperto con fornice a tutto sesto.

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Monte San Giovanni Campano. Castello Ducale

Per la sua posizione strategica, il castello di Monte San Giovanni Campano ha svolto per secoli la funzione di difesa dei confini meridionali dello Stato Pontificio.

Infatti il castello è diviso in una parte militare, e poteva contenere sino a 700 uomini, e una per le residenze.

La costruzione risale alla fine del secolo XI e nel 1157 ne divenne proprietario il Conte D'Aquino, vassallo del Papa Adriano IV.

Nel 1184 il castello è stato danneggiato da un terremoto. Tra il 1244 e il 1245 vi fu rinchiuso San Tommaso D'Aquino e qui venne la sua purezza venne tentato da una donna.

Il santo resistette e la sua stanza fu trasformata in cappella. La scena è descritta in un capolavoro del pittore spagnolo Diego Velàzquez: "La Tentazione di San Tommaso" (1632) esposto nel Museo Diocesano di Orihuela (Alicante) in Spagna.

Nel 1495 il castello fu distrutto dalle truppe di Carlo VIII, re di Francia e nel 1595 divenne Sede del Governatore Pontificio, quando Papa Clemente VIII ne rientrò in possesso.

Altri due forti terremoti causarono gravi danni: nel 1703 e nel 1915, che portò alla demolizione di due piani del Palazzo.

Oggi sono visibili due torri, una parte della mura di cinta e un palazzetto e la parte inferiore è diventata un giardino che si attraversa per andare alla Cappella di San Tommaso.

Qui si trova una tela del Solimena e un trittico cinquecentesco di scuola napoletana, sulla parete di fondo si notano tracce di affreschi e la pavimentazione è in piastrelle cotte e smaltate del Cinquecento.
 

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Con i suoi circa trenta metri di altezza, il campanile di Giuliano di Roma è l'edificio più alto del paese e domina la Valle dell’Amaseno.

Era il maschio del castello dei Colonna e risale al XV secolo.

Il castello originariamente aveva un muro di cinta ai cui angoli svettavano quattro torri cilindriche di circa undici metri.

Ha quattro campane e il campanone viene fatto suonare a mano soltanto nelle grandi feste.

La torre dal XVIII secolo ha un orologio.
 

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Il castello Succorte era stato realizzato a Fontana Liri intorno all'anno mille in una altura per scopi difensivi e di controllo della valle.

Intorno al castello si è sviluppato il borgo di Fontana Liri Superiore.

Del castello resta la torre principale ben visibile da lontano. Un grande affresco del grande salone è stato staccato ed è ora conservato nel palazzo comunale.

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