Bagnoregio. Palazzo del Comune

La sede comunale di Bagnoregio fu trasferita da Civita dopo il disastroso terremoto del 1695.

L'edificio era originariamente il Palazzo di Giustizia, come riporta una lapide sull'architrave del vecchio ufficio del Sindaco.

Il palazzo ha conservato il suo aspetto medievale con una interessante scala di ingresso al primo piano.

Da notare una epigrafe del 1922 che attesta il cambiamento di nome del borgo dal giorno 18 giugno 1922 per volontà di re Vittorio Emanuele III.

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A Bagnoregio, Palazzo Cybo Gualterio era stato costruito nel 1559 dalla famosa famiglia genovese Cybo.

Giovanni Battista Cybo venne eletto papa con il nome di Innocenzo VIII nel 1484 fino al 1492.

Dopo esser passato attraverso diversi proprietari, nel 1801 entra fra i possedimenti della famiglia Gualterio.

Filippo Antonio Gualterio è stato un esponente del Risorgimento italiano e un Ministro del Regno d' Italia.

Nella cappella privata del palazzo si conservano alcune preziose reliquie di San Filippo Neri.
 

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Bagnoregio. Porta Albana

A Bagnoregio, Porta Albana è l’ingresso principale al centro cittadino costruito su disegno all’architetto Ippolito Scalza ed inaugurate nel 1589.

È dedicata al Cardinale Giovanni Girolamo Albani, governatore perpetuo di Bagnoregio.

Originariamente la porta si trovava subito dopo un pone sul fosso delle Renare ed è stata spostata nel 1906 di 10 metri per cambiare il flusso della circolazione dei mezzi.

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Labro. Il Teatrino

Incastonato tra la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la cappella di San Pancrazio si trova il Teatrino.
I lavori di sistemazione di questo spazio per mano dell’architetto locale Fabio Pitoni risalgono al 1985, si tratta di una piccola platea formata da un piano inclinato e coperta da una serie di archi tra loro controventati.
All’interno è stato recuperato e restaurato il vecchio palco del teatrino parrocchiale.

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Labro. Il Torrione

Arrivati nella parte più alta del paese si può godere di una vista meravigliosa sulla valle di Avanzana, sul Lago di Piediluco, sulle colline e sui monti che circondano questo piccolo centro abitato, e proprio qui sul Belvedere, orientato verso est, possiamo ammirare, immerso nel verde del prato antistante, il maestoso Torrione a pianta semicircolare che faceva parte del sistema difensivo del castello.

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Labro. Le tre porte

Camminando tra i vicoli di Labro, arrivati nel cuore del paese, incastonate nel sistema difensivo di mura, si trovano le tre porte.
Da queste tre aperture, che formano una sorta di piazza al centro del borgo, partono tre arterie che si snodano nel paese; una di esse conduce al palazzo Nobili Vitelleschi, le altre due seguono la prima cinta di mura di pietra.

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Labro. Porta Reatina

La porta, chiamata reatina per la sua posizione in direzione di Rieti, è l’effettivo ingresso nel centro storico di Labro.
Attraversato l’arco a tutto sesto ci si trovano davanti un groviglio di vie e viuzze che si inerpicano per il centro antico, totalmente pedonale.
La porta, come tutto il borgo, è costruita in pietra calcarea locale, al di sopra del fornice interno in una nicchia una scultura contemporanea della Vergine con bambino.

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Labro. Castello Nobili Vitelleschi

Quello che oggi viene chiamato Castello in origine non era altro che una parte, la rocca, di un insediamento fortificato la cui costruzione risale intorno al X-XI sec.
Le grandi dimensioni di questo insediamento portano nel Quattrocento ad una sua importante riorganizzazione per rendere più semplice la sua difesa, a questa sistemazione risale l’impianto attuale.
I nobili Vitelleschi diventano proprietari del castello solo nel Rinascimento, trasformando la rocca nel loro palazzo.

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