ph Gavin Tulloch
Ventotene. Museo Storico Archeologico

Il museo si trova all’interno dell’ex Forte Borbonico ed è nato per valorizzare i resti romani provenienti dell’isola e da diversi relitti che testimoniano l’evidente legame tra Roma e Ventotene. All’ingresso è esposto un plastico dell’isola in età augustea.
Fra i reperti recuperati dal mare: anfore di diverso periodo e tipologia, ceppi d’ancora, un grande dolium e altri oggetti. Una sezione è dedicata alla villa di Punta Eolo e l’ultima ha plastici delle cisterne romane e degli impianti termali di villa Giulia.
Lo stemma borbonico e busto di Tiberio chiudono la visita.

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Museo della Migrazione - Ventotene - ph Sara Riello
Museo della Migrazione - Ventotene - ph Sara Riello

Il museo della migrazione si trova in un vecchio edificio utilizzato durante la seconda guerra mondiale come ponte radio e conosciuto come “il semaforo”. Ventotene è su una delle principali rotte migratorie di oltre 150 specie di uccelli tra l’Africa e il nord Europa, e dal 1988 è sito di studio e ricerca sull’avifauna. Una terrazza a strapiombo sul mare permette di guardare lo straordinario volo degli uccelli.
Ventotene è un importante tappa per la migrazione degli uccelli che in autunno e in primavera scelgono l’isola per fare una sosta durante il loro viaggio, dopo l’attraversamento del mare. Per questo l’isola è diventata “Riserva Naturale” nota a tutti gli appassionati di birdwatching. Un vero e proprio laboratorio che permette agli studiosi di conoscere e monitorare le condizioni e il numero dei migratori.
Gli uccelli vengono catturati con sottili reti in nylon, controllate ogni ora dai ricercatori, che ne registrano dati fisiologici e morfologici, come il grasso, il peso e le dimensioni. Ogni individuo viene inanellato con un anello, con un codice alfanumerico internazionale, e rilasciato in breve tempo, così da poter riprendere il suo viaggio e poter essere riconosciuto, in caso di ricattura, oltre i nostri confini geografici e politici.

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Segni. Cisterna romana

La cisterna romana di Segni, è una antichissima vasca utilizzata per raccogliere l'acqua.

Il manufatto è realizzato con grandi blocchi uniti tra loro con una malta particolare che dona impermeabilizzazione alle strutture.

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Segni. Ponte Scarabeo

Il ponte Scarabeo di Segni è un arco medioevale costruito con blocchi di tufo.

Una leggenda racconta che il suo nome derivi da un cartaginese che avrebbe offerto uno scarabeo d’oro ad una ragazza.

L’arco si trova al termine di un percorso realizzato sopra una parte delle mura poligonali della città. Su uno dei suoi lati si trova una meridiana.

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Segni. Borgo Medioevale

Il borgo medioevale di Segni offre molti scorci caratteristici in cui si possono osservare palazzi dagli stili differenti, magari con inserti chiaramente derivanti dalla Segni romana antica.

Da mettere in rilievo la loggetta medioevale e l'ex palazzo della Comunità, dove oggi si trova il museo archeologico.

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Segni. Seminario

Il seminario di Segni è stato realizzato da papa Eugenio III nel XII secolo come palazzo apostolico e luogo di residenza estiva per l’importanza di Segni e la sua posizione panoramica vicino la cattedrale.

Nei secoli vi hanno soggiornato papi importanti per la storia della Chiesa.

Oggi un'ala del seminario ospita l'Archivio storico Innocenzo III che raccoglie e mette a disposizione di studiosi le carte della Cancelleria vescovile di Segni, del Capitolo della Cattedrale, del Seminario e di alcune parrocchie della Diocesi.

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Segni. Palazzo Comunale ex Collegio dei Dottrinari

Il Palazzo Comunale di Segni (ex Collegio dei Dottrinari) è stato costruito nella seconda metà del '700 dall'architetto Domenico Simonetti di Como come Collegio dei Dottrinari a supporto alla attività della cattedrale.

La costruzione fu resa possibile grazie ad una eredità anche se il costo della struttura superò la disponibilità economica e i Dottrinari si ritrovarono con dei debiti.

L’edificio è composto da un corpo centrali e due ali che racchiudono un chiostro aperto su un lato, forse un indice della mancanza di fondi sufficienti a terminare l’opera.

La facciata è con semplici con finestre regolari sui tre piani e lunga 35 metri e si apre una piazza sorretta dalle mura poligonali dalla quale si gode una splendida vista su Monte Lupone.

Appena superata la porta di ingresso incorniciata da pietre si entra in un atrio con un ampio scalone che porta al piano superiore.

 

Il 7 marzo 2003 sulla facciata è stata disegnata una meridiana, dall’esperto in gnomonica Umberto Mascolo di Sermoneta, con la scritta: "Diem et horam excidii Nonis Martiis numero" in ricordo del bombardamento aereo del 1944.

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Il ninfeo di Segni è una fontana monumentale che risale tra il II e il I secolo a.C. realizzato dall’architetto Quintus Mutius come risulta da una targa posta sulla parete di fondo.

La fontana si trova in un piccolo ambiente ricavato sotto un grande arco e con un lato aperto.

Nelle nicchie della fontana si trovano decori con conchiglie e perline blu egiziano che disegnano fantastiche architetture marine.

È uno dei maggiori esempi testimonianze dell’arrivo dell’arte ellenistica a Roma. Per le visite ci si deve rivolgere al Museo Archeologico di Segni.

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