A Casalvieri si contano decine di fontane e sorgenti e attorno a molte di esse sono nate storie e leggende come quella della fontana delle 'Mani Erte'. 

La fontana si trovava vicino la casa dei Sette Fratelli, 7 briganti che hanno impaurito una generazione di abitanti di Casalvieri alla fine dell’Ottocento.

Le “mani erte” stanno a significare proprio che chiunque si avvicinava alla loro casa doveva alzare le mani per dimostrare di non essere armato.

La particolare storia racconta di come tre di questi fratelli riuscirono a sfuggire alla cattura da parte dei gendarmi che li avevano accerchiati mentre mangiavano in una osteria. 

I briganti si trasformarono in lupi mannari e scapparono a quattro zampe riuscendo a seminare panico e paura tra i gendarmi e gli abitanti del paese.

 

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ph Claudia Bettiol
Casalvieri. Palazzo Rezza

L’imponente palazzo Rezza di Casalvieri è in stile cinquecentesco rinascimentale e si trova all’estremità della collina su cui si adagia il borgo antico. 

Ha una struttura massiccia e aperture regolari su tutti i lati. 

È stato costruito dalla famiglia dei principi Boncompagni che aveva in affidamento il feudo di Sora.

È visibile nel borgo di Casalvieri e dalla variante che rappresenta l’inizio del Tracciolino, la strada che porta a Roccasecca.

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FOTO CLAUDIO PASQUAZI
Valmontone. Museo Archeologico

Il museo di Valmontone raccoglie i reperti recuperati durante i lavori per la costruzione del Treno Alta Velocità fra Roma e Napoli.

Infatti la linea ferroviaria segue il tracciato delle antiche vie romane sono state trovate diverse stazioni di posta con terme annesse e villaggi pre-romani.

Di particolare pregio un sarcofago romano e parte di un corredo funebre della ‘Fanciulla di Valmontone’ con un pettine in legno e un grande pendente in cuoio e bronzo.

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All’incrocio tra Via XI Settembre e Via Casilina, in prossimità della stazione ferroviaria di Valmontone, è stato eretto un meraviglioso monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.

Fu eretto con il contributo di tutti i valmontonesi ed inaugurato nel 1926 alla presenza di tutto il popolo, progettato dall’Architetto Jacobucci mentre eseguì i lavori Mastro Costantini Luigi.

Sul monumneto, è riportata tale iscrizione: “Valmontone ai suoi figli caduti per la patria - anno MCMXXVI”

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La fontana del Colle fu eretta a Valmontone in stile barocco ed è formata da un piedistallo che sostiene quattro vasche circolari agli angoli che sono decorate con teste di leone.

Sul piedistallo si eleva una colonna sul cui capitello troneggia una statua in bronzo del Labicano, il guerriero romano simbolo di Valmontone dal XIX secolo.

La fontana è stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, eccezion fatta per una delle vasche e il piedistallo: il monumento fu restaurato e ricostruito 1968.

La colonna attuale è di epoca imperiale ed è un regalo della città di Roma.

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Ventotene. Area archeologica di Villa Giulia

L’area comprende la grande Villa Imperiale voluta da Augusto per le vacanze lontano da Roma. Una costruzione in perfetta armonia con la natura. È stata costruita sul promontorio di Punta Eolo e occupa un’estensione di 300 metri di lunghezza per 100 di larghezza. Ancora oggi sono riconoscibili i giardini, le stanze, le cisterne.
La costruzione terminava con una grande esedra che si affacciava sul mare e con una serie di gradini che arrivavano ad una terrazza che percorreva tutto il perimetro della villa.

Giulia, la prima donna esiliata

La villa imperiale voluta da Augusto è stata trasformata in breve tempo da dimora imperiale di riposo a residenza forzata imperiale di Giulia, la figlia dell’imperatore romano. Giulia è stata vittima delle stesse leggi morali indette dal padre. Venne accusata di mal costume per essersi mostrata in pubblico con un suo amante, e fu esiliata a Ventotene nella villa che poi prenderà il suo nome.
L’adulterio molto spesso in epoca romana veniva usato come scusa per liberarsi di un avversario politico scomodo! Giulia è infatti vittima del complotto di Livia, la seconda moglie di Augusto e madre di Tiberio, che poi diventerà il secondo imperatore di Roma. Augusto non aveva figli maschi e i suoi unici eredi sarebbero stati i nipoti, figli di Giulia, che però morirono in circostanze misteriose.
In questa villa è stata esiliata anche Ottavia, la prima moglie di Nerone vittima di un’altra combutta fra donne. A scegliere il suo destino è stata Poppea, la seconda moglie di Nerone che, non contenta dell’esilio forzato della sua rivale in amore, decise di farla morire annegata nell’acqua bollente proprio nel caldario di Villa Giulia. L’ultima donna imperiale a trovare rifugio forzato nell’isola fu Flavia Domitilla nipote di Domiziano che fu accusata di eretismo.

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