Viterbo. Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa

Il museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa si trova all'interno di un palazzetto medioevale nel centro di Viterbo e racconta la storia della macchina con l’esposizione di modellini delle varie macchine dal 1690 fino ai giorni nostri.

Ricordiamo che la macchina viene cambiata ogni 5 anni con un concorso pubblico per la migliore proposta artistica.

I modellini sono in scala e le macchine reali sono alte oltre 30 metri (con la statua in cima) e pesano oltre 5.000 chili.

Al piano terra si possono vedere anche filmati delle processioni degli anni passati mentre al secondo piano una sala è riservata alle riunioni del Sodalizio dei Facchini che sono coloro che trasportano la macchina durante la processione.

I colori del loro abbigliamento sono il bianco in ricordo della purezza di Santa Rosa e il rosso in onore dei numerosi cardinali che accompagnarono la prima processione, quella in cui fu traslato il corpo della santa.

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Monte Porzio Catone. Area Archeologica del Tuscolo

Tuscolo è il nome di una città di cui si possono trovare le rovine in una vasta area compresa fra più comuni di Monte Porzio Catone e Rocca Priora.

La storia è ancora incerta e la sua fondazione viene fatta risalire a Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe. Per certo Tuscolo era una città etrusca ed è stata abitata dal VII secolo AC.

Il suo declino corrisponde all’ascesa di Roma, a questa area diventa il luogo di villeggiatura prescelto da molti illustri personaggi romani tra i quali: Cicerone, Silla, Catone l'Uticense, Catullo, Tiberio, Nerone, Commodo, che in questa zona edificheranno splendide ville.

Nel medioevo, l’area passa poi sotto il controllo dei Conti di Tuscolo, alleati dell’imperatore Enrico III, che dominava tutta la campagna romana e sempre in guerra con il papa per il potere.

Durante l’ultima battaglia in cui fu definitamente sconfitta la famiglia Tuscolo, la città venne rasa al suolo il 17 Aprile 1191 e da allora non risorse mai più.

Diretti discendenti dei Conti di Tuscolo furono i Colonna, che ereditarono i possedimenti ma non riportarono in vita la città.

Le rovine della città occupano una vasta area e comprendono anche un teatro costruito nel I secolo AC sfruttando il naturale pendio del colle.

Sono visibili due cisterne (una della quale usata come fonte fino a pochi anni fa), le mura, alcune strade con basalto e la Rocca, situata sul punto più alto dove sorgeva l'acropoli romana con i templi di Giove e dei Dioscuri. Qui si trovava il palazzo baronale e la vista arriva fino al mare.

Da segnalare una antica strada romana chiamata "strada dei sepolcri" che testimonia l'usanza romana di seppellire i morti lungo le strade che uscivano dai luoghi abitati.

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Il museo della città di Monte Porzio Catone raccoglie frammenti di storia di questa area raccolti a testimonianza del passato. E' ospitato in quattro sale del nucleo seicentesco del duomo.

La collezione comprende qualche reperto archeologico romano, una bolla papale medioevale, maioliche del XVI-XVIII secolo, quadri seicenteschi.

Incisioni e materiale documentario originale del XVII e XIX secolo del Grand Tour sono integrati da plastici e descrizioni.

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ph R Clemens
Monte Porzio Catone. Villa Mondragone

Villa Mondragone a Monte Porzio Catone nasce come una costola di Villa Vecchia nel 1567.

E' stata costruita sulle strutture di una antica villa romana appartenuta ai consoli Quintili.

Al termine dei lavori viene ceduta al cardinale Ugo Boncompagni che, divenuto papa Gregorio XIII, la usò la regolarmente come residenza.

Qui nel 1582 promulgò la bolla papale ‘Inter Gravissimas’, che riformò il calendario come quello che oggi è in uso e che prende il nome proprio dal papa: il Calendario Gregoriano.

Il nome della villa viene proprio dallo stemma del papa che aveva un drago.

La villa ebbe il suo massimo splendore con il cardinale Scipione Borghese, divenuto papa Paolo V, e con la sua famiglia.

Nel 1626 papa Urbano VIII decise di lasciare Villa Mondragone in favore di una residenza papale a Castel Gandolfo.

Nel 1858 la villa è stata l’ambientazione del romanzo ‘La Daniella’ di George Sand.

Nel 1865 il principe Borghese donò la villa ai Gesuiti che la trasformarono in un collegio di prestigio. Qui nel 1912 W.M. Voynich acquistò dai Gesuiti il famoso Manoscritto Voynich.

Durante la seconda guerra mondiale la villa ospitò la popolazione locale e poi fu chiusa. Oggi l'edificio è il centro congressi dell’Università di Roma Tor Vergata.

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Monte Porzio Catone. Villa Vecchia

Villa Angelina o Vecchia a Monte Porzio Catone è una delle 12 Ville Tuscolane realizzate dalla nobiltà papale nel XVI secolo in questa area.

La sua storia inizia nel 1558 con una piccola costruzione da parte del Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano che voleva una sua casa di riposo e produzione agricola vicino alla villa di papa Paolo III.

Poco dopo la villa passa prima al cardinale Farnese (che la chiamò Angelina in onore del suo titolo cardinalizio di Sant'Angelo) e poi nel 1568 al cardinale Marco Sittico Altemps.

E’ proprio Altemps che la trasforma in una vera villa e i lavori vengono seguiti dagli architetti Giacomo Barozzi e Martino Longhi e da numerosi pittori. Gli affreschi sono però andati perduti durante i bombardamenti della II guerra mondiale.

All'interno della villa viene realizzata una cappella dedicata a San Gregorio, in onore del pontefice, e una serie di abitazioni per gli addetti ai lavori agricoli.

Queste vengono realizzate sui ruderi di una villa romana con tratti di strada romana, nell’area chiamata Barco Borghese.

Nel XX secolo i Padri Gesuiti ricostruendo la villa la trasformano e la cedono ad un istituto di suore.

Oggi Villa Vecchia è un albergo di proprietà privata.

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Monte Porzio Catone. Villa Parisi

La villa Parisi di Monte Porzio Catone fu iniziata nel 1604 da Monsignor Ferdinando Taverna, governatore di Roma sotto il pontefice Clemente VIII.

Nel 1614 passa al cardinale Scipione Borghese nipote di papa Paolo V.

Villa Taverna confina con Villa Mondragone e Villa Vecchia. Il cardinale Borghese aggiunge due parti laterali, il ninfeo e il portale delle armi.

Negli anni successivi i Borghese aggiungono decorazioni interne ed esterne di importanti pittori come Heldman il Bavarese e Taddeo Kuntze.

Qui vi ha abitato a lungo Paolina Buonaparte, moglie del principe Camillo Filippo Ludovico Borghese (1775-1832)

Nel 1896 la villa fu venduta a Saverio Parisi, la cui famiglia ne è ancora proprietaria.

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Monte Porzio Catone. Palazzo Borghese

Per dimostrare la loro posizione sociale, i Borghese realizzarono a Monte Porzio Catone un palazzo seguendo l’esempio dei tanti castelli medioevali che caratterizzano i comuni intorno Roma.

La costruzione è proprio all’inizio del centro abitato, imponente ma austera e senza particolari decori. 

Questo palazzo non è mai stato realmente abitato, tanto che per un certo periodo è stato anche come un fienile.

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Foro Romano
Foro Romano

Il Foro Romano, il centro della città romana doveva trovarsi in prossimità dell’attuale centro di Piazza Mazzoli ove si trovano il duomo e il municipio di Veroli.

Sotto il municipio si trova la ‘Veroli sotterranea’ con un criptoportico, una rete di ambienti che collega il municipio e il duomo e che un tempo doveva far parte del Foro di Veroli, il cuore sociale e politico della città romana.

Si tratta di quattro di ambienti a pianta rettangolare e coperti da una volta a botte sono collegati da aperture basse, arcuate e strette poste al centro del lato corto.

Queste apertura sono realizzate pietre squadrate mentre la parete sono rivestite con pietre più piccole e disposte secondo l’opus incertum.

Il complesso dei quattro ambienti ha una larghezza di 3,80 metri per una lunghezza complessiva di 22 metri e risale al II secolo a.C. Gli ambienti sono stati ripuliti e vi si accede dal museo civico.

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