Appena fuori dal borgo medievale di Bolsena nei pressi di Porta Fiorentina si trova il monumento ai caduti della prima guerra mondiale, monumento che caratterizza ogni comune italiano.

Un angelo su una colonna slanciata si erge su una base circolare su cui sono incisi i nomi dei caduti con una targa di commiserazione per le pene della guerra.

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Bolsena. Porta Fiorentina

Porta fiorentina a Bolsena deve il suo nome al fatto di essere in direzione di Firenze e fu fatta costruire in stile rinascimentale nel 1559 come riportato in una targa in marmo sopra la porta stessa.

La aveva fatta costruire Tiberio Crispo che era stato cardinale e poi Governatore di Bolsena (1553-1562) il cui palazzo si trovava proprio a poca distanza da questo ingresso.

Anticamente era chiamata anche Porta di San Giovanni ed è l’ingresso all’antico borgo medioevale del castello.

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Bolsena. Porta Santa Francesco

Porta San Francesco è l’ingresso al borgo medioevale di Bolsena per chi viene da Roma.

Prende il suo nome dal complesso monastico che si trovava vicino e che oggi sono stati trasformati nel teatro e nell’auditorium comunale.

La porta è di stile rinascimentale e risale al 1548, come riportato nella iscrizione su una grande targa in marmo sopra la porta.

E' l’entrata più monumentale alla città, forse perché era quella che passavano i papi in visita alla città.

Accanto all’entrata, la porta presenta due nicchie che potevano ospitare elementi decorativi.

La porta è realizzata in peperino e in marmi policromi nella parte alta.

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Bolsena. Fontana di San Rocco

A Bolsena, la fontana di San Rocco si trova vicino l’ingresso da Porta Fiorentina nella piazza rinascimentale di San Rocco dominata da Palazzo del Drago.

E’ stata fatta costruire nel 1450 dal cardinale Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo de’ Medici e futuro papa Leone X, perché si diceva che l’acqua della fonte era miracolosa.

La storia racconta che proprio San Rocco avrebbe bevuto le acque di una fonte che si trovava in questa area e sarebbe guarito da una ferita alla coscia. L’evento viene ricordato ogni 16 agosto con una messa.

La fontana ha 8 cannelle e ancora oggi ogni anno la storia di San Rocco santo si celebra una messa con la benedizione delle acque il 16 agosto, il giorno dedicato al santo.

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Bolsena. Palazzo Cozza Caposavi o Palazzo del Drago

Piazza San Rocco di Bolsena è chiusa da un lato da Palazzo Cozza Crispo (ora Palazzo del Drago).

Il palazzo idealmente abbraccia la Fontana di San Rocco e prende il nome dall’abate Cozza dell’Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata che lo aveva abitato.

La sua costruzione risale al Cinquecento ad opera degli architetti Simone Mosca e Raffaello da Montelupo.

Il palazzo è poi stato ridisegnato nel Settecento dall’architetto Domenici.

Al suo interno si trovano interessanti affreschi in stile manierista sia nel salone di ingresso e le sale adiacenti che nel piano nobile.

Il palazzo è dotato di giardini e terrazze che si affacciano sul lago ed è una residenza privata visitabile.

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Il Museo Civico di Pofi raccoglie reperti archeologici di epoca preistorica (dal paleolitico inferiore al neolitico), romana (I - II secolo AC) e medievale.

Il materiale più significativo è una zanna di "Elephans antiquus", un frammento di ulna e tibia di un "Homo Erectus" di 430.000 anni.

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Il palazzo dei Colonna di Pofi nasce da una trasformazione di una parte dell’antico castello, nella parte fra le due torri. Il castello era stata la struttura attorio al quale era nato il borgo medievale.

L'edificio era stata abbandonato nel corso del Settecento ed è stato ceduto dai Colonna dopo la prima guerra mondiale.

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Il castello di Pofi originariamente comprendeva tutto il centro storico ed è oggi visibile solo in parte in quanto integrato in nuove costruzioni.

Per molto tempo è stata la residenza ufficiale dei Colonna.

Si può distinguere l’antica corte, alcuni edifici e la grande torre in stile romanico con un orologio.

La torre venne eretta su una cappella preesistente intorno al 1300 durante una prima grande trasformazione del castello per opera di Filippo Colonna. Forse la torre era un posto di guardia e di vedetta della vallata.

Il castello è realizzato in scura pietra basaltica e comprendeva alcuni forni, il mulino e due torri, dette "Torre Maestra" e "Torre Vecchia", nel cui interno si trovavano delle cisterne.

Nel bastione pentagonale si trovava il municipio mentre il Bastione ospitava le carceri.

Nel 1827 i resti del castello furono acquistati dalla città per ospitare gli uffici comunali.

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