Santuario della Madonna degli Angeli
Santuario della Madonna degli Angeli

Il santuario della Madonna degli Angeli si trova ad un paio di chilometri dal centro storico di Canterano in località "Maonna" che prende il nome proprio dal santuario.

Si dice che la prima piccola chiesetta sia stata costruita nel luogo dove la madonna apparve ad una pastorella e le chiese di costruire una chiesetta. La leggenda dice che la pastorella tornò in paese a raccontare quello che le era accaduto ma non venne creduta e si ammalò dal dolore. I genitori della pastorella si impegnarono allora personalmente a costruire la chiesetta chiedendo alla Madonna di salvare la ragazza e la popolazione la elesse come patrona del paese.

Si narra poi di un altro miracolo fatto dalla Madonna a fine Ottocento quando salvò il raccolto di granturco da una invasione di bruchi.

La devozione dei fedeli per la madonna è nata sin dal Settecento e ha dato origine alla festa che ancora oggi è la più importante e la più sentita da tutti gli abitanti di Canterano che si svolge due volte l’anno.

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Chiesa di San Rocco
Chiesa di San Rocco

La piccola chiesa di San Rocco si trova vicino il borgo di Canterano ed è integrato con la roccia della montagna.

L’edificio ha una facciata a capanna che termina con un campanile a vela con una campana e si accede al portone attraverso una scalinata che sembra proprio scavata nella pietra.

L’interno della chiesetta è costituito da un'unica sala rettangolare con una copertura in legno.

San Rocco era il protettore della peste e queste chiese venivano poste prima dell’entrata del borgo per proteggere la salute dei cittadini.

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Il Museo della Civiltà Contadina si trova nel piano interrato di Palazzo Sforza a Proceno.

Il museo raccoglie materiale utilizzato nei lavori tradizionali di una volta.

Si possono vedere antichi attrezzi e carri utilizzati nel passato per trasportare merci trainati da animali.

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Su una parete del palazzo di Proceno un monumento ricorda i caduti della Grande Guerra, la prima guerra mondiale.

Il monumento ammonisce sulla stupidità del male.

Una lastra con i nomi dei caduti e un rilievo di una aquila sopra le armi.

Ai suoi piedi una base in peperino e una urna in marmo per mettere dei fiori nelle ricorrenze.

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La sede del comune di Proceno è in un elegante ma sobrio palazzo che risale all’unità d’Italia. Un palazzo a tre con aperture regolari incorniciate e piani separati da marcapiani in peperino.

Un balconcino segnala l’ingresso principale e in corrispondenza di questo, sul tetto, un piccolo campanile a vela con un orologio che segna le ore.

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È la porta che si trova lungo il lato nord del paese di Proceno e per questo si chiama Porta Fiorentina.

Originariamente il borgo aveva tre porte, proprio come aveva promesso il re etrusco Porsenna alla dea Uri che lo aveva salvato dal cinghiale.

La fortificazione risale al IX secolo e negli statuti del 1734 si possono leggere gli orari di chiusura ed apertura della porta: dall’alba al tramonto.

Ad esclusione dei periodi della raccolta del grano e della vendemmia in cui si concedevano altri orari.

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