Museo della città e del territorio
Museo della città e del territorio

Nel complesso monumentale di S. Oliva, il Museo della città e del territorio di Cori propone la storia del territorio dei Monti Lepini dalla preistoria all'età moderna.

Il paesaggio contemporaneo viene letto ed interpretato, nella sua dimensione storica, come stratificazione di eventi naturali e culturali, prodotto dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente.

L’allestimento si sviluppa su tre piani e comprende: una collezione di circa 800 oggetti originali e più di 30 copie di vasi, bronzi, statue, iscrizioni e monete.

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Cori. Ponte Romano della Catena

Il Ponte Romano della Catena di Cori ha una struttura ad arco ed è alto circa 20 metri.

Risale al I secolo AC e attraversava il fosso della Catena vicino Porta Ninfina.

Il ponte ha le fondazioni in pietra mentre l’arco è in tufo. In precedenza vi era un altro ponte a tre arcate che attraversava il fosso.

Il ponte ancora esiste ma è stato interrato per poter realizzare un parcheggio interrato negli anni ‘70.

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Cori. Piazza Pozzodorico o Pizzitónico

La grande Piazza Pozzodorico o Pizzitónico nasconde un grande segreto: è la copertura di un edificio romano del II secolo AC.

La piazza è una struttura composta da quattro ambienti, probabilmente laboratori e magazzini, e una cisterna che raccoglieva l’acqua piovana.

Questo complesso si trovava su un terrazzamento inferiore a quello del Tempio dei Dioscuri in modo che la sua copertura avesse anche lo scopo di allargare la piazza del Foro.

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Cori. Monumento ai caduti

La particolarità di questo Monumento ai caduti di Cori è che è stato realizzato nel 1931 proprio sopra le mura ciclopiche di Cori dall'architetto Angelo Ternavasio.

Il monumento rappresenta una vittoria alata che sorregge una lampada votiva e si trova a piazza 4 novembre e ricorda i caduti della Grande Guerra.

Una lapide ricorda anche i caduti della Seconda Guerra Mondiale.

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Cori. Via del Porticato (le Sipportica)

L'antica Via del Porticato (le Sipportica) segue un tratto del tracciato della antica cinta muraria nei pressi di Porta Ninfina.

Durante il medioevo, dal XII, la via fu coperta come un porticato da case e torri mentre nel XVII secolo venne costruito il maestoso Palazzo Chiari con l’ingresso proprio a metà del porticato.

Ai lati della via si aprivano botteghe, taverne e magazzini mentre dall’altro lato delle aperture permettevano di vedere cosa accadeva al di fuori delle mura.

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Cori. Porta Ninfina

Cori aveva 3 porte che prendevano il nome dal paese a cui era diretta la strada: Porta Ninfina verso Ninfa, Porta Signina verso Segni e Porta Romana verso Roma.

Tutte le porte erano di tipo ‘sceo’, cioè avevano una apertura sghemba che obbligava gli eventuali nemici ad entrare con il fianco destro scoperto e non protetto dallo scudo.

Le tre porte sono andate distrutte ma Porta Ninfina, originariamente del Vi secolo AC, è stata ricostruita nel 1984 in occasione del Carosello storico dei rioni.

Le tre porte danno il nome ai rioni di Cori che si contendono il palio durante le rievocazioni storiche.

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Cori. Torri difensive

Durante il periodo repubblicano, i romani rinforzarono le mura di Cori e costruirono quattro torri di controllo: tre a Cori Monte e una a Cori Valle.

Le torri hanno una forma semicircolare e quella meglio conservata si trova a Piazza Signina ed è detta la Torre di Silla. 

Altre torri a pianta quadrangolare sono state costruite nel medioevo e avevano una funzione di controllo e di abitazione.

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