Il palazzo comunale di Vitorchiano è stato costruito intorno alla vecchia rocca e i lavori vennero affidati a un mastro costruttore lombardo, dopo la stipula degli accordi di sottomissione tra gli abitanti e Roma. Il palazzo è adiacente alla Torre dell'orologio.

La presenza del palazzo comunale nella piazza più antica sottolinea l'importanza della struttura, ancora oggi in uso .

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Il palazzo Fidelitas o Palazzetto della Cultura di Vitorchiano è di stile rinascimentale risale al XV secolo quando in tutta Italia si avvia una trasformazione delle città da centri difensivi a centri signorili.

Si eleva su tre livelli che hanno un'altezza decrescente e che sono separati da cornici marcapiano.

Sopra il portone di ingresso si trova una finestrella più piccola e nel decoro si riconosce lo stemma della città di Roma in peperino e la scritta FIdelitas incisa a grandi lettere.

Oggi è sede della Pro Loco, dell'ASD Team Albatross (società di pesca sportiva) e della scuola di musica.

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Il palazzo prende il nome dal nobile Colosi che lo fece edificare agli inizi del XVII secolo a Vitorchiano.

E' conosciuto anche come Palazzo Bovani, dal nome della moglie.

Il palazzo signorile è stato costruito su una precedente struttura del XI secolo.

Il cancello principale è sorretto da due pilastri sormontati da buoi, che rimandano al cognome della moglie, dal quale si accede ad un giardino all'italiana caratterizzato da disegni geometrici.

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La casa del rabbino è uno dei luoghi più caratteristici di Vitorchiano e prende il nome da un rabbino che vi aveva abitato nel Rinascimento.

È caratterizzata da una scala che porta al primo piano e che poggia su tre contrafforti lavorati e scolpiti con eleganza.

Tutta la struttura è realizzata in peperino, la pietra caratteristica del luogo.

Sull’ingresso della casa si nota un architrave con il simbolo eucaristico di un sole con la croce e i simboli dell’alfa e dell’omega, dell’inizio e della fine della conoscenza.

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Nel borgo medievale di Vitorchiano, la casa della maga/strega risale al XIII secolo.

L’edificio è caratterizzato da una scala di accesso che poggia su un caratteristico arco e termina su un balcone scolpito finemente in pietra peperino.

Nel passato questi edifici erano caratterizzati da una bottega al piano terra e da una abitazione al primo piano.

La porta di ingresso è incorniciata da un arco lavorato sul quale si nota lo stemma della potente famiglia romana dei Colonna, quella della vittoria nella battaglia di Lepanto.

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La Casa del Vescovo è uno dei più antichi monumenti di Vitorchiano e risale al XIII-XVI secolo ed ha un classico stile medioevale.

Forse era la residenza del vescovo di Bagnoregio nelle sue visite pastorali.

È costruita in peperino, la tradizionale pietra vulcanica locale, ed è caratterizzata da una scala in pietra che poggia su un arco e porta al primo piano.

Le porte di casa sono sormontate da due arcate a tutto sesto con un profilo in rilievo.

Da notare una particolare mensola in peperino scolpito accanto alla porta di ingresso.

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Il Teatro Manzoni è il fiore all’occhiello della città di Cassino e offre un ampio ventaglio culturale, spaziando dalla danza, alla musica, al teatro impegnato e ludico, a serate di beneficenza. 

La regina incontrastata degli spettacoli è la stagione lirica, con ospiti di respiro internazionale.

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Il museo dell’Abbazia a Cassino ripercorre la storia dell’abbazia, dall’arte medievale alla ricostruzione barocca, fino ai ritrovamenti archeologici del Novecento.

Fra le opere più famose c’è la Natività del Botticelli, uno dei più famosi artisti del Rinascimento.

Della sezione medievale fanno parte il chiostro, con il pozzo e la scalinata immagini simbolo dell’Abbazia, e la Cappella di S. Anna con i suoi preziosi dipinti.

L’archivio dell’Abbazia, aperto a studiosi e ricercatori, contiene i documenti di tutta la storia del Lazio meridionale a partire dal medioevo. Inoltre qui si possono trovare stampe e incisioni, corali, libri d’ore, incunaboli e cinquecentine.

Si prosegue con la sezione dedicata ai paramenti sacri, alle suppellettili ecclesiastiche e agli avori, donati all’abbazia nel corso dei secoli.

Il percorso espositivo si conclude con una mostra dedicata alla Battaglia di Montecassino e alla ricostruzione.

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