Cori. Cinta muraria

La cinta muraria di Cori si snoda lungo un percorso di quasi 2 km e si possono notare le differenti età in cui è stata realizzata.

La più antica, quella delle mura poligonali o ciclopiche, risale al VI secolo AC, durante il periodo dei Volsci, ed è caratterizzata da enormi massi posizionati a secco con molta precisione.

Alcune parti sono state restaurate intorno al IV secolo AC e vengono chiamate con il nome di mura poligonali di III maniera.

Nel II secolo AC, durante il periodo romano, alcuni tratti sono stati sistemati con cortine e sono state aggiunte torri di controllo.

Le mura avevano tre porte di tipo sceo (Romana, Ninfina, Signina), ossia sono state progettate per attaccare i nemici sul fianco destro, dove non avevano lo scudo. 

All’interno delle mura, il terreno era stato modellato con una serie di terrazzamenti dove era stata posta l’acropoli e, successivamente, il foro e i templi.

Le mura di Cori sono famose per essere state disegnate e incise da Giovanni Battista Piranesi nel 1764

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Cori. Tempio dei Dioscuri

Il Tempio dei Dioscuri è stato costruito fra il IV e il II secolo AC nell’area del Foro.

Oltre a luogo di culto, aveva dunque anche la funzione di tesoriera della città e ciò che resta sono due colonne in stile corinzio che sorreggono un tratto di architrave.

Qui sono riportati i nomi dei committenti dell'opera e alle divinità a cui il tempio era dedicato.

Il tempio è stato inglobato e dalle sue rovine sono nati diversi edifici privati e una chiesa, dedicata a San Salvatore.

Alcuni resti sono conservati nel chiostro della vicina chiesa di Sant'Oliva.

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Cori. Tempio di Ercole

ll tempio di Ercole domina la città di Cori dall'alto e venne eretto intorno all’80 AC per volere di due magistrati locali, il cui nome è inciso sull'architrave della porta.

Il tempio deve il suo stato di conservazione alla trasformazione nella chiesa di San Pietro, distrutta dai bombardamenti alleati nel 1944, e di cui è ancora visibile il campanile.

L'edificio ha quattro colonne sul fronte principale e richiama fortemente la tradizione italica, derivante dagli etruschi.

Nei secoli ha attirato un gran numero di studiosi come Gian Battista Piranesi che gli ha dedicato una serie di incisioni dalle quali è stata ricostruita l’antica forma.

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Formia. Mostra Permanente dei Pinocchi

Nel centro medioevale di Maranola di Formia è stata allestita la mostra permanente dei Pinocchi in legno d’ulivo di Franco Viola.

Attraverso le emozioni della favola di Collodi si ripercorrono le nostre origini attraverso l’evoluzione dei giochi, dei mestieri e delle tradizioni.

Pinocchio è la scusa per raccontare il mondo del passato e gli antichi mestieri scomparsi facendosi aiutare dal mitico burattino.
 

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Formia. Museo Archeologico Nazionale di Formia

Il Museo Archeologico Nazionale di Formia si trova al piano terra del settecentesco palazzo comunale, in un’ala nota come Stallone dei Borboni.

Il percorso parte dal I secolo AC e arriva al II secolo DC, che corrisponde all’età giulio-claudia, il periodo del massimo splendore di Formia.

Sono esposte una ricca serie di statue di membri illustri della società formiana e della famiglia imperiale (Gens Giulio-Claudia) provenienti dall’area dell’antico Foro.

Molto materiale è stato trovato nelle numerose ville del litorale.
 

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ph noemi.filosa
Formia. Villa di Mamurra

L'antica villa romana di Mamurra è stata costruita sul promontorio di Gianola di Formia.

Si possono vedere i resti di un edificio ottagonale, 2 cisterne romane (la cisterna maggiore e la cisterna delle 36 colonne), una scala coperta (conosciuta col nome di grotta della janara), resti di ambienti termali e una piscina per l'allevamento ittico al porticciolo di Gianola.

La villa è distribuito su tre terrazze digradanti verso il mare ed è stata costruita intorno al 50 AC. Apparteneva a Lucio Mamurra, un cavaliere romano nativo di Formia.

Il ninfeo è chiamato anche tempio di Giano.

Il porticciolo romano, invece, è stato costruito nel 1930 dal marchese Carlo Afan de Rivera, proprietario di una villa per l'ormeggio di piccole imbarcazioni personali.

Tra i frequentatori i reali d´Italia, appassionati di pesca, che si recavano a Villa Guja (odierno Albergo Miramare).

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L'edificio conosciuto come Torre dell'Orologio di Formia ha una caratteristica forma ottagonale.

E' l’antica Porta degli Spagnoli, l'ingresso al borgo di Castellone.  

L'orologio maiolicato in cima alla torre risale al settecento.

Delle dodici torri originarie ne sono rimaste soltanto due: Torre dell’orologio e la Torre del Castellone.

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