

Affile è un incantevole borgo medievale che si trova sui monti che dominano la valle dell’Aniene e il suo antico passato è rappresentato da un tratto di mura poligonali nella parte più altra del centro storico.
Durante il periodo romano, il suo territorio era stato diviso in centurie affidate ai privati e l’organizzazione del centro è testimoniata dalla interessante cisterna romana, che raccoglie le acque di una sorgente, e anche alcuni resti romani (parti di iscrizioni o di colonne) che sono incastonati nelle mura dei palazzi del centro storico.
Al periodo romano viene fatto risalire il primo impianto di vitigni cesanese per la produzione di vino e da questo vitigno discende il Cesanese di Affile che oggi è alla base di denominazioni DOC e DOCG del più famoso vino rosso autoctono della regione Lazio.
Come molti borghi della zona, per le continue scorribande dei saraceni intorno a mille viene costruito un castello con due torri e una cinta muraria dove poteva rifugiarsi la popolazione. Alcune delle sue principali chiese costruite su resti romani restarono invece fuori dal centro protetto.
Oggi il castello non è più visibile ed è stato inglobato nelle costruzioni del centro storico mentre si possono riconoscere tratti delle antiche mura o delle antiche porte di accesso. L’antica cappella del castello è poi diventata l’attuale chiesa di Santa Felicita e la torre è stata trasformata nel suo campanile.
I primi feudatari sono stati la famiglia di Ildemondo di Affile che ha combattuto a lungo con esponenti della chiesa per il controllo di Affile e del vicino centro di Arcinazzo Romano (a quel tempo chiamato Ponza) prima che diventassero parte dei possedimenti del monastero di Subiaco.
Infatti, la storia di Affile è collegata alla vicinanza con il famoso monastero di Subiaco attorno al quale ancora oggi ruota la vita sociale del paese.
Sembra infatti che San Benedetto, prima di arrivare a Subiaco, sia passato per Affile e qui abbia fatto il suo primo miracolo.














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