Toni Venzo: scolpire un nuovo battito cardiaco

Incontriamo Toni Venzo e ci racconta come la storia e viaggi di un'opera d'arte possono essere molteplici. Si possono trovare in musei o mostre itineranti oppure possono essere acquistate da collezionisti o regalate a pochi fortunati.

La storia di queste 4 sculture in legno di Toni Venzo, da Pove del Grappa, è unica e inizia qualche anno fa quando una signora fu costretta a tagliare un grande cedro dal suo giardino a cui era molto affezionata. Non voleva separare la sua famiglia da questo albero e così ha chiesto Toni Venzo di immaginare come creare quattro sculture per lei e i suoi figli. Ora queste sculture vivono in ciascuna casa dei diversi membri della famiglia.

Molti di noi sono legati a un particolare albero che portiamo con noi dall'infanzia, o abbiamo il ricordo di un giardino in cui si siamo stati portati appena nati. Un albero è un essere vivente: un essere da guardare, toccare e annusare, ci dà emozioni. Gli alberi respirano e si relazionano con noi.

La vita ci riserva molti cambiamenti: ad un certo punto lasciamo la casa dei genitori e possiamo anche cambiare paese e spostarci lontano dai luoghi in cui risiedono le nostre radici. L'albero, però, ha radici che non possono essere spostate, soprattutto se è cresciuto insieme a noi e soprattutto se è diventato molto grande.

Tuttavia, si può far rivivere le proprie radici portando una parte dell’albero nella nostra vita, magari un ramo o un pezzo del tronco. Si può far rinascere l'albero nella forma di una scultura.

E questo è quello che è successo a questo cedro. La signora è andata da Toni Venzo e gli ha raccontato del suo amore per l'albero e per i suoi figli. Toni ha creato per lei una serie unica di sculture “umane”: sono 4 sculture che possono essere interconnesse tra loro in modo tale da diventare una, e quando sono separate rimangono ancora connesse.

Queste quattro figure umane portano scolpite nei loro dorsi il segnale di un battito cardiaco. In questo caso il segnale del cuore si trasforma in un cardiogramma così le statue sono unite da una vita comune. Insieme hanno una forza maggiore, ma anche separate il battito cardiaco crea per sempre un legame tra loro.

La sensibilità dello scultore non si limita alla forma.Toni ha deciso di non modificare il legno e di lasciarlo senza trattamento in modo che tutti i membri della famiglia possono godere dello stesso profumo anche a distanza. Laccare o lucidare le sculture, anche con elementi naturali, potrebbe limitare il potere espressivo del suo profumo e, quindi, lasciare la scultura senza verniciatura è una caratteristica fondamentale che la rende diversa da tutte le altre sculture in legno. Toni Venzo sente la vita del bosco e sa che continuerà a spargere il suo profumo ancora per molti anni.

Continueremo a seguire le sculture nei loro viaggi verso le case dei vari membri della famiglia cercando le loro risposte emotive.
 

powered by social2s
Grandi artigiani nascosti nel sud un tocco di Puglia nel cuore

Le fiere di Artò e Artissima di Torino, ai primi di novembre di ogni anno attirano visitatori non solo dal Piemonte, ma da tutto il mondo.  

La qualità delle arti e delle opere sono rinomate per stimolare il senso visivo e sfidare le menti artistiche. Energitismo ricerca queste mostre con l’obiettivo di trovare nuovi artisti e artigiani dalle sorprendenti qualità da poter inserire nelle nostra collezione e scoperte. Quest'anno, ad Artò, c'è stata una mostra di artigiani Pugliesi che ha attirato molta attenzione, anche da Energitismo.

Torino potrebbe sembrare un posto insolito per trovare uomini che fanno tesoro delle sabbie bianche e del calore della Puglia, ma a Torino i creatori pugliesi hanno trovato almeno due motivi per cercare i Piemontesi. Il primo, e il più noto, è Slow Food, una cultura per la quale il sud è rinomato. Qui la creazione di un capolavoro culinario disegna i ricordi sulle sabbie del tempo, freschi frutti di mare e semplici erbe naturali e spezie dall’est. La creazione e il consumo non sono soggetti a fretta superflua, il vero “cibo lento” e i pugliesi si apprezzano mentre mostrano la loro arte in cucina.

Il secondo motivo, una presentazione meno ricordata delle eccellenza della Puglia, la abbiamo trovata questo anno ad Artò. Vi vogliamo recensire solo due delle persone che abbiamo incontrato e proviamo a dimostrare la meraviglia delle loro opere. La prima era una mostra di tradizionali ceramiche da Grottaglie.

Tutti sono rimasti attratti da un ingegnere civile, Antonio Vestita, che adesso si può definire orgogliosamente un ingegnere della ceramica, come il narratore di questa storia. Antonio crea sculture basate su intricati mosaici di ceramica che egli dipinge sempre molto pazientemente nel suo laboratorio. Usa smalti colorati con grande cura replicando e creando disegni storici del passato. Ogni opera è una creazione individuale. Le sue opere in ceramica, esposte in gallerie e musei, sono integrate da strutture tridimensionali per creare riflessi e rifrazioni dei colori.

Accanto Antonio Vestita, con gioia troviamo Antonio Dattis che pazientemente sta intagliando il collo di una riproduzione di un antico liuto. Intorno a lui ci sono grandi lavori di riproduzioni di strumenti musicali, repliche dell’arte e del suono dei più intricati strumenti a corde degli ultimi 500 anni. Le opere di Antonio non sono una coincidenza; conduce profonde ricerche per trovare i disegni originali e le istruzioni per realizzare gli strumenti. Ricerca i suoi strumenti in foto e in antichi dipinti che li rappresentano. Le sue opere si possono trovare in alcuni dei grandi musei e in collezioni. Cercate, e troverete un vero pezzo da collezione.

powered by social2s
Scultore di anime degli alberi

Alcuni uomini amano stare vicino ad un pendio e sentono il bisogno di scalare il pendio per essere parte della montagna e conoscerla meglio. Altri amano stare fra i rami e parlare con gli alberi, trovando la pace nella forza dei tronchi, nel dolce mormorio delle foglie e nel loro respiro. Questi uomini tutelano la foresta che dona la vita all'uomo come all’animale, all’uccello o all’insetto. Un uomo può diventare scultore di anime degli alberi.  

Toni Venzo è uno di questi uomini: è cresciuto tra le colline sopra Campese vicino a Bassano del Grappa. Suo padre amava la foresta e i suoi arbusti, ed era inevitabile che l'anima degli alberi inspirasse il suo essere. Il padre di Toni trascorre ancora molto tempo nei boschi di ciliegio per nutrire la sua anima con il profumo, i suoni, la vista e il tatto dei suoi alberi.

Toni è diventato uno scultore di anime degli alberi, prediligendo il ciliegio e altri imponenti alberi. Come può un uomo diventare uno scultore se non attraverso l'amore dell’oggetto con cui lavora? In piedi in un bosco, lo scultore sente il respiro diverso e la natura di ogni albero; sa che il suo fine è quello di dare una grandezza perpetua ad ogni albero che tocca. Potremo definire: “Woodcarving with feeling” - scolpire con sentimento.

Il suo primo taglio come scultore di anime degli alberi è quello che crea la tragedia, ossia l’abbattere un suo amico con rispetto e ammirazione per la sua lunga vita in cui ha visto troppe guerre e poca pace. Poi avvolge il tronco tra le sue braccia, mantenendolo fresco e al riparo dal sole radioso, lasciandolo dormire per anni per poi prepararlo alla sua rinascita.

Lo scultore scruta attentamente l'albero e infine decide quando è pronto per essere trasformato in un corpo scolpito. Egli può sedere con il tronco per ore, respirando i suoi delicati e unici aromi, lasciando che il tronco emani i suoi sogni di grandezza. Quando percepisce la figura che nasce dal tronco, allora è tempo di raccogliere i suoi attrezzi, portare il suo amico in studio - e iniziare a scolpirlo togliendo la parte ruvida della corteccia e le schegge di legno aromatico.

Ad ogni taglio, la vita ritorna gradualmente nel legno, rivelando allo scultore sempre più l'anima dell'albero, fino a quando, insieme, la statua e l'uomo formano un'opera d'arte immortale dello scultore di anime degli alberi.

powered by social2s
Un tocco di Medici in Veneto: Finanza e Arte per Ivano Costenaro

A Bassano del Grappa andiamo a visitare una mostra fotografica sull’Australia di Ivano Costenaro ed entriamo in un mondo particolare con tanti rimandi al passato ma proiettato nel futuro. E’ un’assicurazione ma è anche una galleria d’arte.

Ivano ci racconta: 'L'assicurazione è il mio lavoro, l'arte è il mio piacere.'

Questo ci ricorda l'approccio dei Medici al settore bancario - astuti e prudenti, leali e personali - caratteristiche che sembrano essere alla base della filosofia aziendale di Ivano Costenaro. “Perché senza una base finanziaria solida, come si può essere un imprenditore nel campo dell’arte?”

Naso Mediceo, ma testa e chioma con una crescita molto più creativa, Ivano appare come tutt'altro che un tradizionale uomo d'affari nel settore assicurativo. Sentiamo l'importanza del suo impegno personale per i clienti che è alla base della sua attività assicurativa nel corso degli ultimi decenni. E ancora una volta ci sono i ricordi dell'impegno dei Medici per il “Populo Minuto”.

Se non tutto il personale e i clienti che visitano questo sorprendente ufficio di Bassano capisce perché ogni stanza è piena di arte moderna non è così importante, perché lo faranno, alla fine. L’arte permea l'aura degli uffici e una grande sala è stata dedicata alle mostre d'arte. L'ultimo di queste è stata una rappresentazione personale del tour di Ivano Costenaro nell’entroterra dell'Australia e delle inaspettate somiglianze fra l'arte aborigena con l'arte del suo caro amico, Federico Bonaldi, scomparso nel 2002.

Ma come è arrivato all'assicurazione e all'arte? Certamente non attraverso l'educazione formale, da cui è fuggito a 15 anni, Ivano è disposto a raccontarci la sua scoperta dell'arte. In cima alle mensole nella sala riunioni c’è un piatto dipinto. Quasi a 30 anni fa , prima della forzata austerità attuale, nella sua attività assicurativa aveva avuto un cliente che, a corto di soldi, gli ha proposto uno scambio con un piatto creato da Tono Zancanaro da Padova. A quel tempo c'era una mostra locale delle sue opere e Ivano ha deciso di testare la veridicità dell'affare proposto (come un buon broker dovrebbe).

Con questo tocco Mediceo, è stato preso dal fascino dell’arte e, infine, ha accettato l'offerta. Una rosa non fa estate, ma può diventare una persona un amante delle rose, e Ivano è diventato ben presto un appassionato dell’arte moderna. Questo si comprende dalla vasta selezione di opere, pezzi da museo e da collezione negli uffici, e dalle mostre periodiche che ospita. Con giustificato orgoglio, ci informa che l'ultima mostra ha visto la partecipazione di oltre 500 persone all’apertura.

Ma il lavoro ha distolto Ivano dalla conversazione, e ci ha lasciato donandoci dei libri sugli artisti e sulle mostre che lo hanno ispirato. Uscendo dall’ufficio notiamo i grandi crogioli provenienti dalle raffinerie d'oro, forse in attesa di fiori in primavera.

powered by social2s
9-Images-from-Beirut-the-art-of-Raed-Yassin2.jpg

Ad Artissima in Torino siamo stati attratti da Raed Yassin nello spazio della Kalfayan Gallerie, una galleria Greca che ha esposto i lavori e le opere non solo di artisti greci ma di quelli provenienti dall’area del Mediterraneo.

 Al centro dello stand vi erano tre vasi apparentemente di una dinastia cinese che, ad una vista più approfondita, rivelavano scene di battaglia della guerra civile libanese, realizzati quando l'artista lavorava a Jingdezhen, la capitale della porcellana artistica cinese.

L'artista è Raed Yassin, e queste opere formano la sua 'dinastia Yassin', un progetto che nasce dal suo lavoro "Cina" (2012) reso possibile grazie al sostegno del Abraaj Group Art Prize.

Citando il sig. Kalfayan:

'Le opere " Yassin Dynasty " sono in parte degli oggetti belli, in parte dei documenti storici e in parte dei prodotti di massa. Riecheggiano l'antica tradizione di raccontare le vittorie delle battaglie su vasi e ceramiche a beneficio dei posteri, e richiamano il fatto che diversi oggetti dipinti da diversi maestri erano accumunati dalla stessa immaginaria 'dinastia'.

Le raffigurazioni sulle opere esposte sono quelle delle battaglie decisive per i cambiamenti territoriali, demografici e politici in Libano, le cui conseguenze sono ancora tangibili oggi. Questa fusione tra elementi tradizionali, storici e artigianali crea un'opera concettualmente complessa e un lavoro a più strati di lettura’.

Raed Yassin è nato nel 1979 a Beirut, dove vive e lavora. Si è laureato all'Istituto di Belle Arti di Beirut. Oltre ad essere un artista multidisciplinare, è anche un musicista e ha inciso una serie di album.

Raed ha esposto le sue opere in numerosi musei, festival e showroom in Libano e in tutto il mondo, tra cui alla Kalfayan Gallerie, alla Boghossian Foundation - Villa Empain a Bruxelles, al Singapore Art Museum, al Mori Art Museum di Tokyo, al New Museum di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi e alla Delfina Foundation di Londra (dove attualmente si trova).

 

Kalfayan ha lanciato una nuova mostra di Raed Yassin all’interno della loro galleria d'arte di Atene dal titolo "Commissioni Amnesiac", che si inaugurerà Giovedì, 13 Febbraio 2014. Questa mostra d'arte parla dei temi della narrazione personale e collettiva e della memoria che tenta di sfidare uno strumento di sopravvivenza comune, quello dell’amnesia selettiva.

powered by social2s
Finiture 100% naturali per le porte Tondin

Abbiamo visitato il laboratorio di Luca Tondin, vicino Venezia, per capire quali sono le migliori tecniche per le finiture del legno delle porte. Il benessere psicofisico delle persone è dato da svariati fattori che devono essere combinati tra di loro. Quindi, se non rifiniamo correttamente anche un materiale naturale come il legno, questo può causare fastidio alle persone.

 Luca è il presidente di un’azienda a conduzione familiare, produttrice di porte e finestre e, in questi ultimi anni, è diventato il punto di riferimento per l’ecologia e per il trattamento del legno. Lo abbiamo intervistato per capire il suo punto di vista.

Luca Tondin, cosa sono le finiture naturali?

Le finiture naturali sono prodotti per il trattamento delle superfici composti al 100% da elementi completamente naturali e realizzati con le materie prime più pulite e sostenibili al mondo: le piante e i minerali. Questi sono alla base della realizzazione delle tinture e cere utilizzate per le finiture dei vostri mobili, pavimenti e in questo caso anche delle vostre porte interne e serramenti.

Perché usare finiture al 100% naturali?

Perché sono sicure per chi le produce, per chi le utilizza e per chi abita in casa. Le finiture naturali, infatti, sono completamente prive di solventi e hanAbbiamo visitato il laboratorio delle porte Tondin, vicino Venezia, per capire quali sono le migliori tecniche per le finiture del legno delle porte. Il benessere psicofisico delle persone è dato da svariati fattori che devono essere combinati tra di loro. Quindi, se non rifiniamo correttamente anche un materiale naturale come il legno, questo può causare fastidio alle persone.

Luca è il presidente di un’azienda a conduzione familiare, produttrice di finestre e porte Tondin e, in questi ultimi anni, è diventato il punto di riferimento per l’ecologia e per il trattamento del legno. Lo abbiamo intervistato per capire il suo punto di vista.

E sulle porte interne e i serramenti?

Le finiture naturali costituiscono un’eccellente protezione per i vostri preziosi interni, siano pavimenti, mobili o serramenti, oltre che un’indiscussa scelta per la qualità della vostra vita. In una abitazione, il legno trattato con queste finiture non rilascia alcun tipo di esalazione artificiale contribuendo a ridurre l’inquinamento domestico; anzi, contribuisce positivamente al bilanciamento della naturale umidità della casa, garantendone una regolare traspirazione, essenziale per il benessere di chi la abita.

Le finiture naturali, inoltre, aumentano la resistenza delle superfici in legno, mantengono un’eccellente stabilità di colore nel tempo e sono di facile manutenzione. Alcune finiture inoltre contengono oli speciali al loro interno, come per esempio l’olio di arancio, facendo sì che le superfici trattate rilascino un gradevole profumo di agrumi.

Le finiture 100% naturali sono disponibili in una vasta gamma di colori e sfumature, con un’ampia scelta di finiture, dalle più neutre alle più eclettiche. Non sono pericolose per i bambini, e sono anche testate come resistenti alla saliva e al sudore, inoltre permettono facilmente la manutenzione periodica grazie ad una ritonificazione che può essere effettuata in modo semplice e veloce.

Come selezionare finiture per porte al 100% naturali?

I componenti usati per realizzare le finiture naturali sono davvero innumerevoli. Ci sono di vegetali e minerali proveniente da ogni parte del mondo ma tutti attentamente selezionati in base alla loro origine e sostenibilità. La maggior parte provengono da agricoltura biologica. Tipici esempi di tali ingredienti sono oli essenziali e resine arboree, argille, cere e coloranti organici naturali, che vengono poi trasformati in un’abbondante varietà di materie prime attraverso uno sviluppo scientifico alta qualità. Questi diversi elementi primari vengono poi utilizzati per realizzare i coloranti e cere per le finiture della casa.
 

powered by social2s
Ezio Zanardello: grande artista e tecnico della ceramica

La ceramica è una delle prime forme d’arte, tanto che in tutti i musei del mondo (da quelli di archeologia a quelli di arte) sono esposti manufatti in ceramica. Ogni cultura ha un proprio stile riconoscibile e questo stile è fortemente legato alla storia di un certo territorio. Durante la vita di grandi regni, in prossimità delle città importanti e delle sedi del potere, ci sono sempre luoghi e paesi in cui si realizzavano ceramiche.

Ad esempio, attorno alla Repubblica di Venezia sono cresciuti due importanti centri legati alla ceramica: Nove e Bassano del Grappa. Nel corso di questi ultimi anni, le aziende manifatturiere della zona hanno avuto un interessante percorso culturale. Il boom industriale italiano aveva trasformato le antiche botteghe artigiane in industrie con produzioni di massa creando un appiattimento culturale e lasciando in disparte coloro che preservavano le tradizioni storiche e che continuavano a fare ricerca ed innovazione.

Successivamente, l’ingresso nel mercato al dettaglio delle industrie cinesi e la competizione sul prezzo ha danneggiato le imprese “pigre” e costretto alla chiusura molte realtà industriali. Ma una moneta ha sempre due facce, e la seconda faccia della moneta è stata la rivalutazione di tutti quelli che avevano sempre continuato a sperimentare e a custodire la memoria storica

Una di queste persone è il fondatore di Ahura, Ezio Zanardello, una impresa che sorge sulle rive del Brenta e che oggi è guidata dalla seconda generazione. La passione di Ezio per la ceramica è travolgente e traspare in ogni sua parola e nella sua storia personale. Negli anni passati Ezio ha acquistato tutti gli stampi tradizionali abbandonati da imprese in dismissione, ed oggi conserva la vera memoria storica del suo paese.

Avere la possibilità di essere guidati da Ezio fra le stanze del suo magazzino storico è una esperienza indimenticabile che auguro a tutti di poter compiere.

Ezio, come ti sei avvicinato alla ceramica?

La ceramica fa parte delle tradizioni del mio paese, ma nel mio caso l’amore per Lei è nato piano ed è cominciato quando avevo 8 anni ed affiancavo mia madre nel suo lavoro di dipingere piatti. Nella mia adolescenza ho avuto un rifiuto e giurai di non voler essere più coinvolto nel settore della ceramica. Ho fatto di tutto, dal postino all'impiegato per una impresa del gas, ma per aumentare i guadagni la notte continuavo a dipingere.

Ad un certo punto ho superato il mio pregiudizio e con mia moglie abbiamo fondato la nostra impresa. E l’amore per la tecnologia mi ha portato a creare una stabilimento che è anche una eccellenza tecnologica sotto il profilo dell' efficienza energetica.

In questi anni hai raccolto nel tuo archivio stampi e pezzi di molte aziende che hanno chiuso. Abbiamo visto la passione nei tuoi occhi mentre ci hai permesso di visitare questa collezione. Perché fai tutto questo? Cosa ti spinge a preservare le tradizioni?

Non so spiegarlo di preciso. Da una parte sento una forte spinta verso l’innovazione e la sperimentazione di nuove forme e colori, dall’altra amo la bellezza e non vorrei disperderla. Riesco a vedere la bellezza nelle forme classiche tradizionali, nei nuovi design o nelle sperimentazioni di un giovane artista. Vorrei che tutti ne potessero godere ma poi penso anche che “tutto passa” e che non bisogna essere troppo ancorati al passato.

Riuscire a godere della bellezza è un percorso personale e richiede una apertura dello spirito. E’ un percorso e non un fine e per questo mostro il mio archivio solo a quelli che hanno intrapreso questo percorso.

La creatività e la bellezza sono un percorso personale o possono essere condivise?

La creatività è generalmente un fatto personale, ma quando diventa un processo condiviso può raggiungere dei livelli altissimi. Se pensiamo alle botteghe artigiane (che siano quelle del passato o che siano i laboratori delle imprese di oggi), il lavoro è un processo collegiale. La scelta dell’impasto, la colatura dell’argilla, la cottura, la pittura, e anche il modo di trasmettere questo valore al cliente finale, fanno parte essenziale del processo creativo e sono un patrimonio di sapienza di diverse persone che collaborano insieme per realizzare il capolavoro.

Se manca una di queste conoscenze non si può raggiungere l’eccellenza. Arte e tecnologia devono andare “a braccetto” senza farsi la guerra ma sfidandosi reciprocamente per raggiungere nuovi traguardi e trasmettere nuove emozioni. I miei collaboratori sono il principale patrimonio della nostra impresa.

Il tuo sembra un “amore distaccato” per il territorio e le tradizioni e la famiglia. Cosa significa?

Forse significa continuare a far vivere alcuni dei miei maestri attraverso la storia e la riproposizione delle loro realizzazioni. Ma senza nostalgia: la vita è nel futuro ed il passato ci può dare ispirazione, ci può spingere verso una innovazione continua ma non può tornare. Il tempo cambia le forme espressive e il modo di comunicare, le possibilità offerte dalle tecnologie moderne aumentano le nostre possibilità espressive: e tutto questo ci proietta nel futuro. Ma il passato costruisce il senso e da sapore e spessore anche alle nostre innovazioni attuali.

I miei figli stanno subentrando in azienda e il passaggio generazionale corrisponde anche ad un passaggio culturale del modo di fare impresa in Italia. Posso dare consigli ai miei figli ma ho anche molto da imparare da loro e dal loro modo di relazionarsi con il mondo. Ma è la mia storia, e quella di tutti i miei maestri, che può dare il senso alla loro impresa e li può aiutare ad essere condottieri. Il bello di avere le nuove generazioni è proprio la libertà che mi sto riguadagnando nel curare la filosofia della nostra impresa e la libertà creativa che posso continuare a sperimentare in questa mia continua “ricerca del bello”.

powered by social2s
Litografia - Stampe e Arte a Vicenza

Nel 1791 Senefelder accidentalmente inventò la litografia a ‘pietra’ (Lito-pietra dal greco) come tecnica di riproduzione di disegni d’arte. Il principio e la tecnologia sono semplici ma richiedono un grande lavoro manuale e una bravura artigianale.

La litografia si basa sul principio che olio e acqua non si mescolano. Così, un disegno fatto in cera si può riprodurre accuratamente se il fondo della pietra viene lavato con acqua e sapone e se gli inchiostri utilizzati sono a base di olio.

Il segreto della litografia è quello di utilizzare lastre di un particolare tipo di calcare assorbente. Queste lastre sono relativamente spesse per aumentare la resistenza alla rottura, tanto che il montaggio del sistema è affidato a due uomini, e la superficie superiore viene lucidata con un’altra pietra per ottenere una finitura liscia e piana su cui creare la matrice negativa del disegno.

L’eleganza della litografia è che la qualità delle opere dipende dalla qualità dei materiali e dalla precisione delle belle matite e dei pastelli in cera utilizzati dall’artista per creare l’immagine speculare. In origine, la litografia è una tecnica di stampa solo in bianco e nero, ma nel 1837 Godefroy Engelmann, in Francia, introdusse una tecnica per creare litografie colorate. La tecnica richiede più fasi di produzione, una per ciascun colore. In litografia, la pazienza è una virtù, infatti si possono impiegare fino a 40 giorni per creare un’opera.

La Litografia produce opere d’arte di alta qualità senza gli effetti “d’aggiunta” di altre tecniche, per cui è rimasta in uso nella stamperie anche se oggi sono in pochi ad avere l’abilità di praticarla. Il picco dell’arte litografica è avvenuto tra il 1850 e il 1950, quando molti grandi artisti come Van Gogh, Matisse, Picasso e Salvador Dalì produssero litografie, come fece anche Nelson Mandela.

L’artista crea la replica speculare (o originale) di un disegno su pietra e poi autorizza la stamperia a farne un certo numero di copie firmate. Picasso e Dalì sono arrivati al punto di commissionare altri per produrre le copie. La possibilità di creare 100 copie ha fatto nascere un mercato redditizio per l’artista, per le copisterie e le litografie.

Dal 1880 la tecnica è stata utilizzata per la produzione di annunci pubblicitari colati e per spettacoli e mostre. Ogni litografia è, in effetti, un’opera d’arte originale realizzata con grande cura artistica e artigianale e può avere piccole variazioni, che aumentano con il numero di stampe, che creano effetti artistici sempre nuovi.

La limitazione della pietra litografica è il numero di stampe che si possono fare, per cui le gallerie che intendono vendere un molte copie di stampe si sono rivolte alla fotografia. In aggiunta, il pubblico oggi non è educato al valore delle litografie in pietra. È necessaria una rinascita per questa meravigliosa tecnologia di stampa che è mantenuta in vita da famiglie di litografi che lavorano su presse tradizionali.

Nascosto nel cuore di Vicenza vi è un meraviglioso laboratorio artigianale di litografia gestito da un uomo, Giancarlo Busato, conosciuto più all’estero che nella sua città natale. Trovate le sue opere in Messico, Brasile e perfino in Australia.
Come trovarlo e godere della sua arte? Questa è un’altra storia.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.