I colori di Giuseppe Facchinello in mostra a Qualiano-Savona

La riviera ad est di Genova offre al visitatore bellezza nei suoi paesaggi e bellezza nella intensa attività artistica delle numerose gallerie d’arte, come quella “del Cavallo” a Valleggia di Quiliano, dove si è tenuta la mostra d’arte “Forma Segno Colore” di Giuseppe Facchinello.

Per la mostra Forma Segno Colore,  Giuseppe Facchinello, l’artista della ceramica di Nove famoso per i suoi colori espressionisti, ha creato nuove sculture ispirandosi alla vita marina aggiungendo un pizzico di ironia che le ha rese uniche ed originali.

La serie delle lische di pesce, con testa e coda fiammeggianti di vita con colori sgargianti e allegri, è solo un esempio della gioia di questo artista espressionista e di come sa rappresentare il contrasto apparente fra vita e morte.

Al centro della galleria, poi, spiccava una installazione dove gruppi di varie forme ceramiche, simili a sassi con dipinti surreali su un lato, sembravano riprendere lo spirito giapponese dei giardini Zen. Anche ad uno sguardo attento non si riconosceva il lavoro del maestro di ceramica e le forme sembravano vere rocce.

Così si è assistito al connubio di una forma artistica fedelmente rappresentativa della natura (il sasso) con dipinti allegorici fortemente rappresentativi dello spirito creativo umano (i dipinti sul sasso).

Finzione e realtà si sono intrecciati e l’unica certezza è stata che ognuno di noi avrebbe voluto un “sasso di ceramica” nel proprio giardino o nel proprio terrazzo.

La mostra Forma Segno Colore è stata curata da Vittorio Amedeo Sacco che aveva visto le opere di Giuseppe Facchinello nel 2011 a Vicenza ed era rimasto folgorato dalla vivacità dei suoi colori e dall’audacia delle sue forme.

La Galleria d’Arte del Cavallo di Valleggia di Quiliano si è creata una reputazione nella selezione di giovani artisti di talento ed è un punto di riferimento per chi ama scoprire le eccellenze mentre si gode una vacanza in una splendida località marina italiana vicino Savona.

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Piscina da terrazzo Pool from terrace

Una piscina di design sulla terrazza di Palazzo di Corso Europa con vista sul Duomo di Milano: non solo un gioiello di tecnologia sostenibile, ma un posto magico dove poter godere in modo inusuale della bellezza della città.

Silvano Spagna, architetto della sostenibilità e della tecnologia, ha avuto il piacevole incarico di intervenire su questo palazzo e lo ha fatto nel modo più poetico e tecnologicamente avanzato.

Arch. Spagna, la sua prima reazione quando ha ricevuto questo incarico?

Mi sono avvicinato a questa sfida con orgoglio e umiltà. Per prima cosa sono andato a parlare con l’originario progettista Luigi Caccia Dominioni, oggi centenario ma ancora lucido e in forma, per illustrare cosa avrei voluto cambiare. L’architettura deve essere rispettosa dei luoghi e delle persone!

Poi ho cercato in che modo massimizzare il confort delle persone.

Quali soluzioni ha scelto da un punto di vista ambientale?

Questo palazzo oggi è in Classe A+ ed è un esempio di eccellenza. Durante la costruzione abbiamo ospitato visite di progettisti e studenti e abbiamo collaborato con università milanesi. La principale novità è la geotermia (con 4 pozzi al centro di Milano) ma, dai muri agli infissi agli impianti, ovunque abbiamo scelto le migliori soluzioni.

Una piscina di design sul tetto, di fronte al Duomo..

L'idea è venuta in modo naturale: abbiamo portato tutte le tubazioni sul terrazzo che era diventato una sorta di “Beaubourg” e, contemporaneamente, avevamo scelto di realizzare un giardino pensile per creare un microclima di benessere.

I tubi avevano che passavano sul pavimento avevano creato una sorta di barriere naturali che potevano essere superate solo con pavimenti a diversa quota.
L’ideale per una piscina!

E cosa come ha coniugato la poeticità del giardino con la tecnologia di una piscina?

Grazie al modello costruttivo e alla leggerezza dei materiali (www.preformatiitalia.it) ho costruito diverse vasche e ho potuto realizzare una cascata proprio di fronte alla vista del Duomo e, con la geotermia, la piscina gode di acqua calda anche in pieno inverno.

Poi, per aumentare la poesia, per il rivestimento ho scelto lo stesso marmo con cui è stato realizzato il Duomo, il marmo Candoglia, questo contribuisce a rilassare e a creare benessere.

In conclusione, architetto Spagna, cosa è per lei l’architettura?

L'architettura deve essere rispettosa dell’ambiente (anche per i nostri figli) e dello stato dei luoghi, ma deve anche saper utilizzare le migliori tecnologie per aumentare il benessere delle persone.

per saperne di più: www.preformatiitalia.it

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alvar aalto opere

A un giornalista che gli chiedeva quali caratteristiche dovesse avere una città, Alvar Aalto rispose: “Non si dovrebbe andare da casa al lavoro senza attraversare una foresta”. Nell’immaginario collettivo finlandese la foresta è una presenza forte.

Secondo Aalto, l’architettura non deve sostituire né la foresta, né la fattoria, bensì porsi come completamento di entrambe. La natura costituisce per lui l’essenza della sua personalità e delle sue opere. Foresta “reale” come luogo dell’edificio, foresta “metaforica” come spazio interno dell’edificio.

“Minus 35° degrees”, mi dicevano gli amici di Helsinki, tanto era il freddo quella mattina, ma c’era il sole che brillava sui cristalli della neve scesa copiosa durante la notte. Come non pensare ai paesaggi di neve raccontati da Mario Rigoni Stern? Finlandia, dalla luce estiva infinita e dal buio invernale infinito.

Aalto aderisce dapprima al Funzionalismo che propone di migliorare le condizioni dell’abitare, ossia produrre industrialmente un’architettura residenziale socialmente accettabile, igienica e il più possibile a buon mercato. Dividere le funzioni della città in abitare, lavoro, tempo libero e traffico, è un’impostazione ancora attuale oggi.

Ma il suo mondo autentico è diverso. Dopo l’esperienza di Paimio, Aalto raggiunge un posto nella storia dell’architettura internazionale. Detesta leggi e regolamenti rigidi e comincia a parlare di equilibrio naturale tra individuo e collettività. Contesta il funzionalismo che manca di qualità umana.

Il soffitto in legno nell’auditorium della biblioteca di Vipuri, con la sua forma libera e organica è un’anticipazione di interventi successivi.

Desideravo da tempo vedere villa Mairea, che ha segnato la nuova fase dell’architetto finlandese. Villa Mairea a Noormakku, del 1937, grande ma anche intima, progettata con “amore” come ricorda Aalto. Il corrimano è curvo, gira attorno ai pali con estrema naturalezza. C’è molto di femminilità, di sensualità nelle forme che “muovono” lo spazio.

La scala sale, chiusa da pali di legno che sono in realtà come tronchi fitti che lasciano scorgere i gradini e la vetrata sullo sfondo; e fuori ancora alberi, bosco, luce.

Foresta dentro, foresta fuori. Utilizza preferibilmente il legno sia per i rivestimenti sia come materiale per gli arredi interni, in quanto permette un diretto contatto con la natura circostante e perché è la materia prima della sua terra. Bioarchitettura.

La natura organica, umana e al servizio dell’uomo si evidenzia qui in tutta la sua forza. Scrive Aalto: “La forma è un mistero, che sfugge alle definizioni, ma che porta benessere all’individuo, in maniera del tutto diversa da quella di un semplice aiuto sociale”.

Finlandia, terra radicata alla sua storia, alle sue fiabe.
per saperne di più: www.signoriniarchitetto.com

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Arte Armena a Cipro

Una Mostra di arte Armena è stata inaugurata a Cipro il 7 aprile 2014 al Museo Municipale Leventis di Nicosia.

La Mostra comprende la collezione della Famiglia Kalfayan di Salonicco in Grecia e si compone di opere che vanno del tardo 16° al 19° secolo, tra cui alcuni manufatti di valore storico e artistico relativi alla presenza degli Armeni a Cipro.

Qui gli Armeni hanno vissuto fin dagli Inizi del 6° secolo D.C. e la loro storia è parallela a quella della storia dell'isola.

La famiglia Kalfayan ha stretti legami con Cipro e il cuore di questa mostra era stato presentato al Museo della Cultura Bizantina di Salonicco. Ha poi continuato a far crescere con amore la collezione iniziata nel periodo tra le due guerre.

La collezione copre una vasta gamma di forme artistiche, sia per uso ecclesiastico che laico e comprende tessuti e prodotti tessili, prodotti ceramici di qualità nello stile Kϋtahyan, oggetti in porcellana in stile cinese e manoscritti. Vi sono inoltre anche le reliquie del Arcivescovado armeno di Cipro.

Le origini di queste opere sono tutti armene: da artisti, artigiani, chiese e collezionisti di Cipro.

per saperne di più: www.kalfayangalleries.com

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Vasca idromassaggio whirlpools

Vivere con l'acqua è un'esperienza di stile. Il desiderio delle persone di vivere vicino una spiaggia, un lago o un fiume è un segnale di quanto sia forte nell’uomo il legame con l'acqua. Oggi la necessità di controllare l’acqua e di viverla con gioia può essere risolto con la costruzione di piscine leggere, terme e bagni per tutte le nostre case e giardini.

Finora la mancanza di libertà di progettazione, per l’esigenza di costruire in loco la propria piscina in cemento, ha fatto sì che solo in pochi potevano godere lo scenario dei loro sogni.

Oggi nuove tecnologie e materiali permettono a tutti coloro che possiedono un terrazzo di poter sperimentare il piacere di una piscina all'aperto o di un centro benessere. Queste piscine leggere sono realizzate in EPS, un materiale leggero con caratteristiche ideali per l'acqua e che permette una facile modellazione.

Una società italiana, Preformati Italia di Mussolente, ha brevettato un nuovo modo di realizzare una piscina leggera stand-alone. La caratteristica principale è una parete sandwich con rinforzi in cemento armato e travi racchiuse in un materiale ad alta densità denominato EPS. Praticamente un sistema inverso a quello per l’isolamento termico delle pareti.

Il sistema modulare strutturale in EPS brevettato da Preformati ha liberato l'architetto dandogli la possibilità di creare forme che stimolano e risvegliano i sensi per piscine leggere e spa. Questi sistemi permettono all’architetto di immaginare una vasta gamma di funzioni per strutture dedicate al piacere e al tempo libero.

Enrico Puppi ha creato la sua impresa grazie all’esperienza maturata nell’azienda di famiglia specializzata nei materiali d’imballaggio. Da questa ha iniziato i suoi studi e le ricerche per nuovi materiali e design creando forme originali e divertenti.

Come la terrazza che si affaccia sul Duomo di Milano o le 'terme' coperte di Trento, oggi è possibile scegliere forme estremamente complesse, un po’ come avveniva per le meraviglie d’ingegneria e le sculture del Rinascimento. Con l’EPS le finiture possono essere realizzate da scultori e artigiani in fabbrica e poi essere montate direttamente sulla terrazza o all'aperto.

Una vasta gamma di colori e forme può essere integrata con sistemi di illuminazione per creare l'immagine desiderata, soprattutto per quanto riguarda l'intrattenimento serale. Scivoli e cascate d’acqua, bar-piscine, sedili, divani, vasche idromassaggio sono tutti creati con facilità e rifiniti in forme uniche.

La sostenibilità in ingegneria è possibile grazie a nuovi materiali e ai metodi di assemblaggio. Combinazioni e finiture create per fornire al cliente una soluzione elegante, personalizzata.

per saperne di più: www.preformatiitalia.it

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Roberto Scardella: Vivere con il Bronzo

Le sculture in bronzo di Roberto Scardella sono state descritte come dei collegamenti tra il mondo contemporaneo e quello antico, si inspirano per lo più alla magnificenza del cavallo o al bel portamento di una donna: si dice che si ‘Impennano e danzano’.

Roberto ci racconta le tecniche e le forze emotive che combina nelle creazioni delle sue sculture in bronzo. ‘Ho imparato l’arte, le tecniche e la dinamica dello scolpire il bronzo a Roma. La tecnica che utilizzo si chiama “colata a cera persa”, non molto differente dal processo utilizzato nel Rinascimento dai famosi scultori Fiorentini.

Inizio dal mio studio, dove concepisco il tema e lascio che la mia mano disegni: questi disegni mi ricreano la forza del cavallo, la sua energia e il movimento. Gli schizzi poi diventano sculture fatte del materiale più fragile che possa esistere: la cera. L’eccitazione di convertire questo materiale fragile e povero in una forte e nobile scultura in bronzo è davvero trascinante.

Poi vado con la mia scultura di cera a Verona, dove ci sono ancora artigiani che colano il bronzo. Lì, pazientemente rivestiamo il modello di cera con una speciale argilla semi-permeabile ad alta resistenza capace di sopportare i cambiamenti di temperature.

Sottili cannucce di cera collegano il modello incassato con il mondo esterno. La colata viene fatta raffreddare lentamente, per evitare fessurazioni, posizionandola in un grande forno riscaldato a 1000 gradi per cuocere l'argilla e fondere la cera.

E poi arriva la frase critica: la fusione del bronzo. Questa manovra richiede una grande abilità e sicurezza frutto di una lunga esperienza: è essenziale evitare bolle d’aria nello stampo e questo lo si ottiene riscaldando uniformemente il bronzo fuso. Il bronzo, fuso a 1100 gradi, viene tenuto da due uomini dentro una caldaia di colata, e dopo viene versato rapidamente dentro lo stampo fino a quando il livello del bronzo non riempie ogni canale di fuoriuscita.

Dopo molti giorni di raffreddamento, facilitato da correnti d'aria fresca, la scultura viene liberata dalla sua prigione di argilla rompendo lo stampo, che poi viene frantumato e l’argilla riutilizzata. Se tutto va per il verso giusto, la ‘creatura’ viene finalmente svincolata dallo stampo tagliando via le cannucce di bronzo e la superfice porosa viene rivestita da cera.

“Ci vogliono molti mesi per la creazione di un’opera”.

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Ceramica artistica di arredo in mostra

Dalle collaborazione con designer e architetti nasce una nuova linea di ceramica artistica di arredo della Dal Prà di Nove, una delle imprese storiche italiane nate lungo gli argini del fiume Brenta.

Grazie ad un banco di argilla scoperto quando il fiume Brenta cambiò il suo percorso, i cittadini di Nove hanno avuto a disposizione materiale di prima qualità con cui realizzare manufatti in ceramica. Per questo da Venezia i signori venivano proprio a Nove (e nella vicina Bassano del Grappa) a farsi realizzare stoviglie per la tavola e ceramica artistica di arredo.

Da oltre 100 anni la famiglia Dal Prà continua la tradizione della sua comunità realizzando nuove ceramiche di alta qualità per la casa, e ogni anno il catalogo si arricchisce di nuovi modelli, mostrati in anteprima nelle fiere a Milano e Parigi.

Tradizione e nuovi design convivono come due anime in questa impresa familiare condotta da Rita e da sua figlia Valentina Meneghini. Da una parte continuano la tradizione dei giardini di ceramica in miniatura da usare come centro tavola sia per cerimonie importanti che per pranzi all'aperto e incontri d'affari.

Nel corso di decenni sono stati elaborati decine di diversi giardini in ceramica a partire dalla prima serie arrivata fino sulle tavole della famiglia reale italiana dei Savoia.

L'altra anima dell'azienda è quella più vicina alle sue "conduttrici" e Rita e Valentina cercano e selezionano continuamente artisti con cui cercare una sintonia e creare nuove collezioni per gli amanti della ceramica artistica d'arredo. In particolare nella illuminazione classica di design e in quella nata dalle collaborazioni con artisti della tradizione locale, come nella lampada a forma di uovo con uccelli dipinti. Nei laboratori di Nove si può ammirare una mostra permanente delle ceramiche Dal Prà.

I laboratori dove lavorano gli esperti artigiani possono essere visitati e si può passare del tempo prezioso studiando soluzioni personalizzate per gli arredi più raffinati e per coloro che non vogliono aggiungere un tocco della loro personalità alle loro case. Ovviamente con la guida della famiglia Da Pra che dal 1897 disegna e realizza bellezza.

La loro profonda conoscenza dei raffinati oggetti in ceramica, del museo e della galleria di Dal Prà sono inestimabili per essere aiutati a selezionare dal vasto catalogo e dai nuovi eleganti design.
 

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Fiore di Firenze: il Giardino degli Iris a maggio

L’alto iris barbuto è stato il fiore nativo della Toscana per millenni e il simbolo floreale nello stemma di Firenze per 900 anni (anche se a volte erroneamente è indicato come il Fleur-de-lis).

Forse è arrivato in Toscana con gli etruschi i cui monumenti spesso ritraggono degli iris. E' cresciuto spontaneo lungo tutte le valli dell’Arno fiorendo da fine aprile fino alla fine di maggio. L'iris è, per gli ‘aficionados’, il fiore più elegante e bello.

I visitatori di Firenze possono vedere il Giardino degli Iris di Firenze tutto il mese di maggio e ammirare migliaia di fiori.

La maggior parte dei visitatori e anche dei nativi di Firenze hanno Piazzale Michelangelo sul loro itinerario. In piedi sotto la replica in bronzo del David che ha abbellito questa piazza per 150 anni, le persone si affollano per vedere la città e la 'cupola', l'Arno ei suoi ponti. A destra, alla fine del piazzale c’è un cancello e una placca senza pretese che conduce al Giardino degli Iris di Firenze.

Qui, potete aggirarvi lungo i sentieri di pietra che rotolano giù e intorno alla collina tra gli ulivi, e sentire 'una meravigliosa sinfonia di colori', virtualmente l’intero spettro completo dal viola profondo al bianco puro. L'unico colore non proprio replicato è il rosso di Firenze, un colore che finora è stato eluso dai coltivatori.

Questo fiore rosso però, non nasce dalla natura, ma dalla politica. Originariamente lo Stemma di Firenze era un iris bianco naturale (iris florentina alba) fino ad uno dei tanti colpi di stato nel 1266, quando i guelfi presero il controllo e invertirono i colori.

60 anni fa, con l'impianto di questo famoso giardino degli iris, è iniziato il progetto della Società Italiana dell'Iris di raccogliere gli iris più belli creati da ibridazione. Ogni anno a metà maggio c'è il Concorso Internazionale degli Iris dove vengono giudicate nuove varietà provenienti da tutto il mondo.

L'ambizione di ogni ibridatore è quella di vincere questa competizione, e quando stavo creando il mio giardino di iris a sud di Canberra in Australia, la famiglia Grosvenor, da cui avevo reperito la maggior parte delle varietà di molti dei centinaia di colori e forme, era molto orgogliosa dei loro successi nella competizione di Firenze.

La profondità, delicatezza e brillantezza dei colori degli iris stupiscono lo spettatore. In una mattina di inizio di primavera mi sono potuto emozionare per un alto grande iris nero che sgocciolava il suo colore ad ogni perla di rugiada. Il concorso degli iris di Firenze ha un premio speciale che riflette il desiderio di replicare il rosso di Firenze e di essere un testimone dell’origine degli alti iris barbuti.

Nel Giardino degli iris di Firenze troverete anche molte altre varietà di iris provenienti da tutto il mondo, tra cui gli iris d'acqua giapponesi. Per ulteriori informazioni e per scoprire dove è possibile iniziare il proprio magnifico giardino degli iris. www.irisfirenze.it.

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