Le valli del Sorbo ricadono all’interno del Parco di Vejo e sono un’area attraversato dal fiume Crèmera caratterizzata dai suggestivi valloni tufacei tipici della campagna Romana. Qui si trovano bovini e cavalli che pascolano allo stato brado.

Il fiume Cremera è sbarrato in corrispondenza dell'antica Mola (un mulino ad acqua ora diroccato), da una diga con salto di 18 metri, e le sue acque formano un piccolo laghetto circondato da querce secolari.

Nei pressi della Mola è presente un antico ponte in pietra.

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Castel San Pietro Romano. Monumento naturale Valle delle Cannuccete

Il monumento naturale Valle delle Cannuccete è un’area naturale protetta della Regione che comprende un bosco con alberi secolari di aceri, cerri, carpini a Castel San Pietro Romano.

Qui si trova la quercia dove amava sostare Pierluigi da Palestrina.

Questi alberi sono scampati al taglio per un vincolo a protezione di alcune sorgenti che, grazie a un acquedotto in parte sotterraneo alimentavano l’antica Preneste e servivano i pellegrini al tempio della Fortuna Primigena di Palestrina.

Un luogo di particolare interesse geologico-ambientale è l'ampia e profonda dolina di Fossa Lupara, chiamata il "vulcano" per somiglianza ad un cratere.

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La Riserva Naturale di Monterano presenta un particolare connubio tra aspetti geologici, floristici, faunistici e presenze storiche.

Al suo interno si trovano alcuni resti sepolcrali etruschi e le rovine dell'antico abitato di Monterano, con il convento e la chiesa di San Bonaventura.  Le zone collinari intervallate da aspri valloni tufacei, modellati a dall'azione erosiva del fiume Mignone, creano paesaggi suggestivi.

Da un punto di vista geologico, si osservano affioramenti di un particolare tufo rosso a scorie nere. Le memorie del passato vulcanico dell’area si ritrovano nella risalita di diverse acque termo minerali, ricche di zolfo, e gas residui che danno luogo ad attività solfatariche.

I vapori della solfatara creano un suggestivo paesaggio lunare di grande bellezza al loro intorno.

All’interno della riserva si trova una particolare conformazione rocciosa a forma di uomo, che viene chiamata ‘l’indiano’, che sembra cambiare espressione con il cambiare della luce.
 

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Parco Regionale dei Monti Simbruini
Parco Regionale dei Monti Simbruini

Camerata Nuova fa parte del parco Regionale dei Monti Simbruini, il più grande della Regione Lazio a confine con l’Abruzzo.

Il nome Simbruini deriva dal latino ‘sub imbribus’ (sotto le piogge) a sottolineare la caratteristica principale dell’area: l’acqua. In questo parco passavano quattro acquedotti che alimentavano la città Roma.

Il parco è famoso per la varietà della sua fauna e della sua flora.

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Il Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano è stato istituito nel 1999 per preservare e valorizzare il territorio dai laghi di Bracciano e Martignano fino ai Monti Sabatini.

Al suo interno si trovano due importanti Monumenti Naturali: la Caldara di Manziana, caratterizzato dalla presenza di acque sulfuree e di boschetti di betulle, e la zona umida delle Pantane e Lagusiello di Trevignano Romano, area di rifugio per gli uccelli acquatici.

I boschi sono caratterizzati da castagneti e querceti, con la presenza di importanti faggete sotto quota, mentre il paesaggio rurale presenta ampi spazi aperti.

La ricchezza di ambienti naturali favorisce la presenza di numerose specie animali, dai mammiferi di grosse dimensioni (cinghiali, mufloni e daini) fino al gatto selvatico e al lupo.

Gli uccelli di bosco e i rapaci sono numerosi anche se la presenza più rilevante è costituita dalla fauna migratoria con circa 10.000 uccelli acquatici.

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Torre delle Caldane di Anzio è stata eretta intorno alla metà del Cinquecento, come le altre torri costiere della costa del Lazio, e doveva difendere le vicine miniere di zolfo.

La torre è a pianta circolare ed era originariamente più alta dell'attuale.

La Riserva naturale Regionale Tor Caldara è un’area protetta ed un esempio di macchia mediterranea caratterizzato dalla prevalenza di lecci (Quercus ilex), querce sempreverdi con foglie verde scuro e coriacee, da numerose sughere (Quercus suber) e da alcuni esemplari di Quercus crenata, una rarità botanica.

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Il paese di Varco Sabino fa parte della Riserva Naturale dei monti Cervia e Navegna e comprende una parte del Lago del Salto che si è venuto a creare nel 1940 con una diga sul fiume Salto.

La diga è altra 90 metri e dalla sua sommità si gode un incredibile panorama.

Su uno sperone roccioso, detto Unicorno del Salto, vicino la diga, una lapide incisa nella roccia ricorda le vittime durante i lavori di costruzione.
 

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Nelle vicinanze di Vacone si trova il Pago (l'antico Pagus) il bosco sacro alla dea sabina Vacuna, cantato anche da Plinio.

Questo suggestivo bosco è ancora al centro della vita sociale di Vacuna anche per le numerose manifestazioni che vi si svolgono.
 

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