Vico nel Lazio- Madonna del campo- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Madonna del campo- DAbbruzzo

Il santuario della Madonna del Campo a Vico nel Lazio è esterno al paese e risale al XV-XVI secolo su un precedente altare pagano, a circa un chilometro e a quota 762 metri slm.

Al suo interno la chiesa è coperta con una volta a botte, e ha un prezioso affresco della Trinità che raffigura un raro Gesù crocefisso.

Per la sua splendida posizione paesaggistica è una base di partenza per numerose escursioni verso i monti: La Monna alt. 1951, la Forchetta e Rotonaria.

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Vico nel Lazio. Chiesa di San Giorgio

Le prime notizie della chiesa di San Giorgio a Vico nel Lazio sono del 1191 e l’edificio è a navata unica con copertura a capanna costruita in due tempi: una medioevale e una cinquecentesca.

Le porte hanno un’architrave del Cinquecento e quella laterale ha un affresco di San Giorgio sul timpano.

Sopra l’altare maggiore si trova una scultura lignea di San Giorgio a cavallo che uccide il drago del XIX secolo realizzata da uno scultore altoatesino.

Sopra l’altare una tela di san Giorgio forse di Giuseppe Cesari.

All’interno si trova anche un Gonfalone dipinto a tempera sulle due facciate che raffigura San Giorgio, da una parte, e San Sebastiano e Sant’Antonio con il bambino dall’altra. ù

Il gonfalone è del 1907 ed è stato realizzato da G. Gaglia.

San Giorgio

La chiesa è sede della Confraternita di San Giorgio dal 1854. Il culto di S. Giorgio è particolare. I

l santo nasce introno al 280 DC in Cappadocia e diventa tribuno della guardia di Diocleziano.

Giovanissimo, fu martirizzato con decapitazione nel 303 a Lydda, in Palestina, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana alla quale si era convertito.

Il suo culto si diffuse ben presto sia in Oriente sia in Occidente, diventando protettore di città e nazioni, tra cui anche patrono di Vico nel Lazio.

San Giorgio è raffigurato dai vari artisti come un soldato a cavallo nell’atto di uccidere il drago, simbolo del male.

Qui questo Santo è particolarmente caro per aver salvato il paese dai bombardamenti inglesi, infatti e bombe caddero nella disabitata collina di San Nicola, a circa 200 metri a nord del paese. Viene festeggiato il 23 aprile e l'ultima domenica di luglio.

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Vico nel Lazio- Chiesa san martino piazza- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Chiesa san martino piazza- DAbbruzzo

La chiesa di San Martino a Vico nel Lazio risale al X secolo e nella sua costruzione sono stati utilizzati resti romani, come risulta dall’architrave.

L’edificio è stato poi restaurato nel 1887.

Al suo interno si trova una statua lignea raffigurante una Madonna con Bambino del XII secolo, di stile romanico con influssi bizantini, con tracce di colore originale.

La chiesa è sede della Confraternita della Orazione e Morte dal 1857 e sull’altare si trova una macchina per processione del 1897 con una statua in gesso della Madonna Addolorata del 1942.
 

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Vico nel Lazio- Chiesa Santa Maria- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Chiesa Santa Maria- DAbbruzzo

La chiesa di Santa Maria in Vico nel Lazio ha uno stile romanico con una copertura a volta ogivale, un bel portale esterno e un piccolo campanile a vela.

La chiesa risale all’XI secolo e in un documento del 1147 si riferisce che al suo interno erano custodite le reliquie dei SS Pietro e Paolo Apostoli.

La chiesa ha una sola navata che termina con un altare romanico, un coro e un dipinto del pittore Monacelli del 1864.

In questa area si può ammirare la Madonna dei Sette Veli, ossia una statua della Madonna che era ricoperta con sette vesti e che risale al XVIII secolo.

Tra le altre opere si nota un Cristo crocefisso scolpito in legno su una croce ricoperta di madreperla, prodotto dell’artigianato orientale del XVIII secolo.

Originariamente la chiesa era tutta affrescata mentre oggi si riconoscono solo alcune parti del XII secolo ed altre del XIII e XIV secolo.

Cripta

Al di sotto del presbiterio si apre una cripta, sorretta da possenti colonne, affrescata con due stili diversi, uno che richiama la cattedrale di Anagni ed uno realizzato da artisti di scuola romana del XIV secolo.

La chiesa è sede della Confraternita del Rosario che si occupa delle celebrazioni religiose.

La Madonna dei Sette Veli

Questa Madonna era un oggetto di culto soprattutto da parte dei pastori, che il giorno successivo alla celebrazione della festa della Madonna del Rosario, in ottobre, partivano per la transumanza delle greggi nella campagna romana.

La custodia della statua e l’organizzazione della festa è affidato alla locale Confraternita del Rosario.

Il suo nome deriva dal fatto che originariamente era ornata da sette vesti che venivano cambiate.
 

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Vico nel Lazio- Chiesa San Michele Arcangelo - Bettiol
Vico nel Lazio- Chiesa San Michele Arcangelo - Bettiol

La chiesa collegiata di San Michele Arcangelo a Vico nel Lazio originaria risale a prima del Mille e viene citata nella biografia di San Domenico da Sora.

San Michele Arcangelo era molto venerato nel periodo bizantino per le sue apparizioni in Francia, a Roma e in Puglia.

L’attuale chiesa è stata rifatta nel 1581 ed ha un particolare campanile che termina con un disegno eseguito con ferro lavorato.

Nel 1800 l’interno è stato trasformato a tre navate mettendo in comunicazione le cappelle laterali.

La navata centrale termina con un coro ligneo del XVIII secolo.

All’interno dell’altare si trova il corpo di San Prospero, che favorisce la pioggia, e sopra l’altare una pala che raffigura la Madonna in trono con Bambino tra Santi.

Il soffitto a volta è affrescato dal Gagliardi e dal Monacelli e sopra l’ingresso si trova una cantoria con un organo del 1700 realizzato dalla famiglia Spadari di Affile.


Cappella dello Spirito Santo

Al termine della navata di sinistra si trova la Cappella delle reliquie o dello Spirito Santo che contiene un prezioso paliotto d'altare bizantino del XII secolo, proveniente da Santa Maria Maggiore in Roma.

E’ stato portato a Vico grazie al prelato Nardini che lo messo in una cappella nella chiesa. Una parte dell’altare si trova in un museo a Londra.

Sopra questo altare si trovano candelabri in pietra scolpita di epoca barbarica mentre ai suoi lati si trovano due splendide colonnine tortili del XVI secolo, una croce di legno di ulivo completamente ricoperta di madreperla e il busto argenteo di San Giorgio con le iniziali I(nclita) M(artire) G(iorgio) P(atrono) scolpite e la data 1713 o 16.

Completano la collezione antichi reliquiari.

Sull’altare della cappella si trova una pala, un dipinto ad olio su tela che raffigura la SS: Trinità realizzato dal Cavalier d’Arpino alla fine del XVI secolo.

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Vico nel Lazio- Antico Frantoio- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Antico Frantoio- DAbbruzzo

A Vico si trovano almeno due frantoi che risalgono al medioevo.
I frantoi conservano ancora le attrezzature originali hanno una macina che veniva fatta ruotare grazie al movimento di animali. I frantoi sono della famiglia Capriati e Jacobelli.
A Vico è stato aperto un moderno frantoio, l'Olivicola degli Ernici, che svolge anche un ruolo di diffusione culturale.
 

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Vico nel Lazio- Caserma by Luciano dAbbruzzi
Vico nel Lazio- Caserma by Luciano dAbbruzzi

L’edificio è posizionato a fianco di Porta a Monte ed è stata realizzata assieme alle mura di Vico nel Lazio.

La Guardiola (Casermetta) era un elemento costruito con l'intento di proteggere e rendere più difficile la conquista della porta di accesso al castrum.

Il manufatto è a pianta rettangolare con tetto a capanna.

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Vico nel Lazio. Centro Storico

Il borgo di Vico nel Lazio è nato sopra un piccolo colle e conserva tutta la sua bellezza caratteristica in quanto appare come un tipico centro medioevale circondato da mura e torri.

L'accesso al paese avviene ancora attraverso le porte e la circolazione delle auto è praticamente inesistente.

All’interno delle mura si trovano anche le due chiese principali, Santa Maria e San Michele Arcangelo, San Martino, la sede del comune e il museo cittadino.

Tutti gli edifici del centro presentano decorazioni realizzate con pietra calcarea locale.

Tra i bellissimi edifici nobiliari quelli di Nardini Cappelli de Medici, Sterbini, Salomone, Milani, Capriati, Paroni Sterbini, Pelloni, Iacobelli e Velluti.

Il borgo è vivo e si possono incontrare bambini che giocano in strada secondo la migliore tradizione italiana.

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