Cellino San Marco. Cimitero Monumentale

Il cimitero Cellino San Marco risale ai primi del novecento e il suo stile ricorda quello delle scuole elementari.

Fino ai primi dell’Ottocento i morti venivano seppelliti all’interno delle chiese e solo con un editto di Napoleone, questo sistema venne abolito e si dovettero trovare dei luoghi all’esterno del paese per la sepoltura.

A Cellino venne individuata un’area vicino la chiesa di San Marco che così divenne anche la cappella del cimitero.

L’ingresso monumentale è simmetrico caratterizzato da due grandi elementi cubici posti ai lati del cancello di ingresso.

Sono due costruzioni di una stanza che hanno una porta di ingresso e due finestre con fregi.

Appena si entra nell’area del cimitero si notano subito le prime cappelle gentilizie risalenti ai primi del novecento dallo stile architettonico molto elegante.

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La cappella di San Marco è stata il primo nucleo realizzato dai monaci Basilari al loro arrivo a Cellino San Marco.

Aveva annesso un piccolo monastero che ospitava i monaci.

E’ stata in funzione fino alla loro partenza e poi è stata abbandonata.

L’attuale chiesa quindi è frutto di un totale rifacimento nel XVII secolo e furono terminati nel 1716.

La facciata è realizzata con pietre di due colori che rimarcano le linee squadrate della costruzione. 

Sopra la porta di ingresso si trova una nicchia per il santo e due piccoli campanili sono posti ai lati del timpano.

Una certa morbidezza si trova nella parete esterna laterale dove si trovano due grandi archi di alleggerimento della struttura.

Una leggenda narra che è stato lo stesso San Marco a far ricostruire questa chiesa.

Infatti sul posto venne ritrovata una statua del santo e questi sarebbe apparso più volte ai passanti chiedendo di portare un masso di tufo per realizzare una nuova chiesa.

La statua del santo si trova sulla facciata della chiesa.

All’interno si trova la statua che ogni anno viene portata in processione durante la festa del patrono.

Nella chiesa si trova un bellissimo esemplare di altare barocco del 1716 realizzato secondo quello dell’antico convento dei cappuccini di Manduria.

L’altare ha due colonne ritorte che sorreggono la parte superiore, dove si trova un dipinto della Madonna, ed è un tripudio di foglie, fiori e putti.

Fra le cariatidi si riconoscono le figure di Santa Lucia e Santa Susanna, un tempo molto venerate in paese.

Oggi l’altare appare policromo e l’uso dei colori crea un suggestivo effetto di contrasto con le nude pareti in pietra della chiesa.

Ai lati dell’altare si aprivano due porte e si riconoscono le sagome ornate della parte superiore con due statue di Sant’Antonio e di San Paolo.

La chiesa si trova all’ingresso del cimitero monumentale di Cellino San Marco.

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Cellino San Marco. Chiesa di San Marco Evangelista e Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto

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La chiesa di San Marco Evangelista e Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto era la più importante di Cellino San Marco ed era una chiesa collegiale in quanto retta da un collegio di 6-7 preti.

La sua costruzione risale al XVIII secolo ed è stata poi restaurata molte volte nel corso dell’Ottocento.

L’interno della chiesa è a tre navate.

In quella sinistra si può ammirare l’altare di San Giuseppe, una imitazione barocca del secolo scorso con un dipinto del XVI secolo che rappresenta ‘l’annunzio della fuga in Egitto’.

L’altare principale, invece, è in marmi policromi del XVIII secolo ed ha un dipinto di Giovanni Scatigni del 1754 che rappresenta San Marco.

La chiesa ha una cupola centrale a base ottagonale con i ritratti dei 4 evangelisti.

All’esterno la cupola è rivestita di maiolica policroma e le conferisce un particolare stile che si contrappone all’austerità della facciata.

Accanto alla chiesa, nella parte posteriore, si trova un campanile in pietra dalle linee semplici costruito nel 1863 in sostituzione di uno precedente.

Sotto la chiesa si trova una galleria che lo collega al Palazzo Baronale.

Veniva usata per la sepoltura dei morti.

Solo un editto di Napoleone durante l’occupazione francese obbligò alla creazione di cimiteri esterni al centro abitato.

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Come tutte le città di mare, anche Civitavecchia ha dedicato uno spazio particolare ai pesatori per vendere il frutto della loro pesa. Il mercato del pesce si tiene in una palazzina che risale al 1904 costruita espressamente per questo scopo e si trova nel centro urbano a Piazza Regina Margherita.
 
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La biblioteca di Civitavecchia si trova nei prestigiosi ambienti del Palazzo dell’Ospedale Vecchio e raccoglie volumi a partire dal IX secolo. La biblioteca si è arricchita con le dotazioni di Carlo Calisse e di Alessandro Cialdi, a cui è dedicata.
Il suo patrimonio si è salvato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale perché i suoi volumi erano stati messi in salvo. La sezione dedicata alla navigazione e al mare è particolarmente prestigiosa e comprende testi a partire dal 1500 mentre la sezione locale si trova all’interno dell’Archivio Storico.
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Il Palazzo dell’Ospedale Vecchio è uno dei più antichi di Civitavecchia e la struttura iniziale venne costruita dai Cavalieri di Rodi, che soggiornarono a Civitavecchia fra il 1523 e il 1530 prima di stabilirsi a Malta e prendere il nome di Cavalieri di Malta. 
Il palazzo doveva essere una struttura infermieristica a supporto degli equipaggi delle navi. Inizialmente l’ospedale era diviso fra la sezione militare e quella civile che vennero poi unificate nel 1638 quando venne affidato all’Arciconfraternita del Gonfalone all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli).
Per questo incastonata nella facciata si trova la Chiesa di San Giovanni di Dio che in origine era la cappella dell’ospedale. Al suo interno si trovano interessanti affreschi e stucchi e, seppure è sconsacrata, è ancora utilizzata per cerimonie e matrimoni civili.
La struttura è poi stata ingrandita nel 1688 da papa Innocenzo XI, mentre il cardinale Imperiali intorno al 1700 fece costruire una Infermeria Presidiaria collegata con un ponticello all’ospedale.
Ha funzionato ininterrottamente fino agli anni ’70 quando è stato inaugurato un nuovo e moderno ospedale.
Oggi la struttura è dedicata alla cultura ed ospita numerose attività di prestigio come l’Archivio Storico e Notarile del Comune di Civitavecchia, gli uffici della Cultura e del Turismo e la Biblioteca comunale. 
L’infermeria Presidiaria è invece diventata la sede della Cittadella della Musica che è dotata di tre sale per concerti, camerini, uffici e il foyer si affaccia su un piccolo giardino.
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Dopo la caduta di Napoleone e la fine dell’occupazione francese, i Papi tornarono a governare Civitavecchia nel 1814 e Papa Gregorio XVI diede inizio ad una stagione di ammodernamento urbano con la costruzione del grande Teatro di Traiano.
Il teatro doveva sostituire il precedente teatro Minnozzi costruito in legno nel 1700, a rischio di incendio, e il progetto venne affidato all’architetto Antonio de Rossi. Il progetto doveva essere finanziato dal comune e dalla vendita dei palchi.
Il teatro aveva una forma a ferro di cavallo con 23 palchi distribuiti su 4 ordini, una platea e un loggione superiore. Sul grande sipario era dipinta ad olio dal pittore anconetano Vincenzo Podesti, 
la costruzione del porto di Civitavecchia con l’imperatore Traiano che offre sacrifici al Dio Nettuno, e il teatro era infatti dedicato proprio all’imperatore Traiano.
L’inaugurazione è avvenuta nel 1844 con la prima dell’opera lirica “Eustogia da Romano” di Donizetti, uno dei più famosi autori dell’epoca.
Il teatro è stato poi distrutto dai bombardamenti e ricostruito in modo totalmente diverso con una platea, una galleria e due loggioni laterali e mantenendo però la stessa forma della facciata neoclassica.
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La Marina di Civitavecchia è il tratto di lungomare subito a sud del porto e di Forte Michelangelo, la splendida costruzione cominciata dal Bramante e terminata da Michelangelo.
Dopo la cessazione del tronco di ferrovia che arrivava dentro il porto, l’area ha avuto una larghezza tale da permette la realizzazione di una elegante marina attrezzata in linea con le aspettative di tutti i visitatori che arrivano al porto di Civitavecchia.
Qui si trova anche la piscina comunale e il famoso stabilimento balneare del Pirgo che era stato uno dei primi in Italia e che prendeva il nome da un antico porto Etrusco. Lo stabilimento era costituito da una piccola isola artificiale raggiungibile attraverso un pontile e da cabine a forma di chalet ed era stato distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. 
È stato ricostruito secondo lo spirito del passato ma con linee moderne ed oggi è un elemento di valorizzazione della Marina.
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