Alatri. Campo di internamento delle Fraschette

Il campo di internamento delle Fraschette si trova lungo la strada in direzione di Fumone e venne aperto nel 1942, durante la seconda guerra mondiale.

Veniva utilizzato per il confino di prigionieri politici, sociali e di guerra.

Dopo la guerra è stato utilizzato per accogliere sfollati, profughi e dissidenti politici di varie parti d'Europa e d'Africa ed è stato chiuso a metà degli anni '70.
 

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Alatri. Chiostro di San Francesco

Il chiostro di San Francesco fa parte di un precedente convento francescano che oggi è utilizzato per rassegne artistiche e convegni ad Alatri.

L’edificio risale al medioevo e le linee 'originarie si ritrovano nelle volte, nelle arcate, nei pilastri in pietra e nella decorazione delle bifore.

Il convento venne chiuso nel 1873, dopo la caduta dello Stato Pontificio e venne ceduto nel 1876 al Municipio che lo utilizzò come carcere giudiziario fino al 1960.

Nel 1996, durante i lavori di sistemazione finale, in una intercapedine situata presso l'ingresso, è stato rinvenuto un affresco raffigurante Gesù Cristo in un labirinto ed alcune decorazioni geometriche. Si pensa siano riferite alla presenza dei templari o a sette gnostiche.

Oggi il chiostro ospita una collezione di arte moderna e la Biennale di Arte Contemporanea. Viene usato come sede di eventi e manifestazioni culturali.

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Alatri. Museo Civico Palazzo Gottifredo

Il palazzo è stato realizzato nel XIII secolo dal cardinale Gottifredo di Raynaldo che allora era i ‘goernatore’ di Alatri ed era anche un politico molto attivo nella mediazione fra il Papa e l’impero.

Il palazzo e la storia del cardinale sono narrati anche dal viaggiatore Gregorovius che narra come l’edificio appariva come realizzato collegando due torri medioevali e apparisse più come un edificio per difendersi che un palazzo signorile. Il cardinale arrivò ala veneranda età di novantannni e morì durante la peste nel 1287.

Il palazzo fu comunque danneggiato dal terremoto del 1349 quando andò persa la struttura ad archi ogivali della copertura.

Il palazzo ha subito poi modifiche e dal 1932 e' divenuto il Museo Civico Palazzo Gottifredo nel quale sono raccolti molti reperti romani, una sezione relativa alla protostoria e una sezione demo-antropologica in cui sono esposti strumenti e reperti della tradizione contadina ed artigianale del basso Lazio.
 

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La Grancia di Tecchiena si trova alle pendici di colle Monticchio dove originariamente si trovava una fortificazione dell’XI secolo.

Nel 1245, papa Innocenzo IV per sedare la rivalità tra Alatri e Ferentino decise di togliere ogni diritto sulla fortezza che entrò nei beni della chiesa e dal 1395 fu affidata ai Certosini di Trisulti.

I monaci vi fondarono una vera azienda agricola che nella seconda metà del XVIII secolo fu trasformata nel complesso della Grancia (granaio) in funzione fino agli inizi del Novecento.

La struttura ha uno stile settecentesco ed ha più corpi vicino ai quali si possono ancora vedere alcune rovine dell'antico castello. È di proprietà privata.

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Alatri. Protocenobio di San Sebastiano

Il complesso del Protocenobio di San Sebastiano si trova nelle campagne di Alatri, fra gli olivi.

Lla sua costruzione risale alla fine del V secolo per volere del prefetto delle Gallie Liberio.

Venne affidato all'abate Servando e che ospitava una delle più antiche comunità Cenobitiche d'Occidente, ossia le prime forme di monachesimo comunitario.

Proprio dall’incontro con l’abate Servando, San Benedetto fondò il suo ordine che diede origine al monachesimo.

Si pensa che proprio qui sia stata redatta la ‘Regula Magistri’ alla quale si ispirò san Benedetto da Norcia che qui soggiornò nel 528 nel suo viaggio tra Subiaco e Montecassino.

Il monastero è stato in uso fino al 1233, poi è stato affidato per due secoli alle suore di Santa Chiara ed infine dal 1908 è di proprietà privata.

Il monastero appare come una suggestiva opera architettonica dalle linee medievali, e la chiesa custodisce delle decorazioni duecentesche raffiguranti la vita di Cristo e della Madonna.
 

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La Fontana Antonini è stata realizzata nel 1869 dal conte Filippo Antonini, da cui prende il nome.

E' stata collocata all’inizio del quartiere medioevale di Piagge di Alatri.

Anche il disegno di questa fontana è stato affidato all’architetto Giuseppe Olivieri che ha scelto uno stile diverso per ognuna.

La fontana Antonini si sviluppa in verticale e richiama l’araldica della famiglia Antonini con draghi e stelle ad otto punte.

È realizzata da un vascone in marmo curvilineo poggiato contro una parete ornata come un portone a tutto sesto con lavorazioni di marmo in risalto su mattoni rossi.

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Alatri. Fontana di Porta San Pietro

Nel 1866 fu realizzato l’acquedotto di Trovalle che arrivava in paese con una fontana provvisoria ad Alatri.

Ancora una volta l’architetto Giuseppe Olivieri venne incaricato di realizzare una fontana monumentale che disegnò in uno stile semplice la Fontana di Porta San Pietro.

Un grande vascone rettangolare in marmo bianco appoggiato ad una parete anch’essa in marmo bianco sormontata da un grande stemma scolpito della città di Alatri.

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Alatri. Fontana Pia

Nel 1863 papa Pio IX realizzò un nuovo acquedotto per la città di Alatri che lo ringraziò dedicandogli una fontana monumentale nel 1870.

La Fontana Pia si trova nel centro del paese in piazza Santa Maria Maggiore.

Il progetto è stato affidato all'architetto Giuseppe Olivieri che ha realizzato una fontana scenografica con una grande vasca quadrangolare alla base dalla quale si eleva una struttura elicoidale.

Delfini e teste leonine danno vita ad un interessante gioco d’acqua.

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