Ceccano- Monumento caduti by Riccardo Giovannone
Ceccano- Monumento caduti by Riccardo Giovannone

Il monumento ai caduti si trova sul punto più alto di Ceccano in Piazza XXV Luglio e ed è stato eretto in ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

L'opera è composta da una fontana di forma rettangolare e dalle statue in bronzo di due soldati, collocati ai lati di una colonna.

Sul punto più alto della colonna si trova la scultura di una Minerva Alata.

Dopo la seconda Guerra Mondiale vennero aggiunti al monumento originario due cippi laterali in ricordo delle vittime militari e civili.

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Ceccano. Castel Sindici

Castel Sindici a Ceccano venne realizzato alla fine dell‘800 per volere dell’enologo e Cavaliere del Lavoro Stanislao Sindici.

Il progetto è stato fatto dal conte Giuseppe Sacconi, l’architetto che progettò l'Altare della Patria a Roma.

Il castello è stato costruito con la pietra calcarea locale su modello di una fortezza e venne realizzato al centro di un grande parco che ancora lo circonda.

L’edificio è stato usato inizialmente come cantina per la conservazione del vino che con gli anni è stato convertito in un luogo di ritrovo di importanti artisti che gravitavano attorno ai Sindici.

Si citano ad esempio i pittori romani Aurelio e Cesare Tiratelli.

Nell'elegante dimora è stato ospitato anche il celebre Gabriele D'Annunzio.

Nel 1928 la tenuta di Castel Sindici è stata dichiarata "Zona di Interesse Artistico Nazionale".

Nei locali sotterranei della cantina veniva prodotto il vino "Castel Sindici" venduto in Italia e all’estero.

Questo bianco frizzante era molto apprezzato, tanto da essere menzionato tra i vini pregiati del Lazio nella prima edizione del 1931 della "Guida Gastronomica d'Italia" del Touring Club Italiano.

E’ ancora oggi possibile vedere le botti di ceramica dove veniva conservato il vino.

Dal novembre 1943 l’edificio venne requisito dai nazisti che lo utilizzarono come sede del comando militare di zona delle S.S.

Il palazzo è stato acquistato dal comune ed è aperto al pubblico insieme al parco circostante ricco di piante secolari.

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Ceccano. Castello dei Conti de Ceccano

L’attuale castello dei Conti de Ceccano è il risultato di vari rimaneggiamenti che si sono avuti nel corso dei secoli.  

L’edificio si origina da una torre d’avvistamento del VIII secolo costruita sull’area dell’antica acropoli.

Nel Medioevo il castello assume grande importanza divenendo il centro della contea dei Conti de Ceccano, un potente stato autonomo.

Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 con l’estinzione della nobile famiglia il castello e i loro beni passarono alla famiglia dei Caetani.

Nel 1523, tramite Bolla Papale, Ceccano divenne feudo di Prospero Colonna.

Nei secoli successivi cominciò la fase di declino del castello che venne destinato a carcere e, dal 1734, venne totalmente convertito in luogo di pena e di reclusione per volere di Fabrizio Colonna.

Il tribunale generale dello stato venne trasferito a Ceccano, assieme all’archivio e alle carceri, dalla vicina città di Pofi.

Al castello si aggiunsero altri edifici per soddisfare le nuove esigenze di governo e creare il tribunale, l’infermeria, la cappella e dei ballatoi esterni per collegare le due ali del carcere (maschile e femminile).

Nel 1816 i beni dei Colonna vennero acquisiti dal Marchese Berardi. Tra le varie opere di rinnovamento il castello venne restaurato ed innalzato con l’aggiunta di finestre a trifora ed una merlatura sul tetto e sulla torre.

Con la chiusura del carcere nel 1973 il castello venne abbandonato. In seguito è stato acquistato dal Comune e parzialmente restaurato al fine anni ’90. Dal 2012 è visitabile nei fine settimana grazie all’Associazione Cultores Artium.

All’esterno il castello conserva molti elementi medievali.

Il rivellino, la torre di difesa dell’ingresso principale con pregevoli portali gotici e nella parte alta sono visibili le tracce di una piombatoia, il foro dal quale si gettavano liquidi bollenti sui nemici.

Nell’antica corte d’onore si notano resti della merlatura ghibellina che testimonia la politica favorevole all’imperatore dei conti di Ceccano.

In basso si trova un rosone ottagonale, un chiaro omaggio alla famiglia degli Svevia che avevano rapporti con i nobili ceccanesi. Il rosone è molto simile a quello di Priverno, Fossanova e Ferentino.

Nell’antica piazza d’armi, dominata dall’alto torrione, si trovano gli edifici aggiunti nell’epoca del carcere: il tribunale, l’infermeria e la cappella.

Negli ambienti interni sono visibili affreschi medievali, tra cui un raro calendario iconografico dei mesi dell’anno, che risale al XIII secolo, pitture sacre e graffiti realizzati dai detenuti quando la struttura era adibita a carcere.

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Priverno. Area archeologica ‘Antica Privernum’

L’area archeologica ‘Antica Privernum’ si trova nella piana di ‘Mezzagosto’ e corrisponde a una parte dell'antica Privernum. Si possono ammirare un tratto della cinta muraria di epoca romana, tre case patrizie di epoca repubblicana, un grande edificio termale e i resti del tempio Capitolium. Alcuni edifici avevano eleganti pavimenti con raffinati mosaici di età ellenistica.
Durante gli scavi del Settecento sono state ritrovate colossali statue degli imperatori Tiberio e Claudio e del generale Germanico che ora sono esposte ai Musei Vaticani.
 

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Priverno. Museo Medievale

Il Museo Medievale di Priverno si trova nell’antica Foresteria cistercense di Fossanova e propone momenti di vita medievale in un allestimento di grande suggestione. Il museo parte dalle ultime fasi di vita dell’antica Privernum in pianura e arriva alla sua ‘rifondazione’ in collina nel corso del XII secolo.
Nel museo sono esposti reperti, sculture e pitture che appartenevano alla cattedrale medievale dell’antica città di pianura. Una parte del museo è dedicata a Fossanova, e alla vita quotidiana dei monaci cistercensi.

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Priverno. Museo Archeologico

Il museo Archeologico di Priverno si trova nella piazza principale all’interno del Palazzo Valeriani Guarini di impianto medioevale e arredato in stile liberty all’interno.
Il museo è dedicato all’antica Privernum, ed è composto da 12 sale in cui si ripercorre la storia a partire dalla regina Camilla dei Volsci e in cui si possono ammirare i reperti ritrovati nell'area archeologica. Una sala è dedicata alle meravigliose statue che adornavano il teatro ed una alla condizione della donna nel periodo romano.
Nel salone centrale è esposto un pavimento a mosaico chiamato Domus della soglia Nilotica, che illustra un paesaggio sul Nilo.

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Priverno. Museo della Matematica

Il museo della matematica di Priverno è ospitato nel possente Castello cinquecentesco di San Martino, costruito dal cardinale Tolomeo Gallio del secolo XVI.
Il castello è ubicato al centro di un parco di 32 ettari con querce secolari di sughero. Nelle sale del museo sono esposti numerosi strumenti che hanno fatto la storia della matematica ed è possibile giocare con questi strumenti.

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Priverno. Fontana dei Delfini

La fontana dei Delfini si trova nella piazza principale di Priverno ed è stata realizzata dall'architetto Giuseppe Olivieri nel 1877 in occasione dell’arrivo dell’acquedotto a Priverno.

Il nome deriva da una scultura in cui si vedono delfini che sorreggono dei putti che a loro volta sorreggono una vasca in cui arriva l’acqua.

La fontana si trova a ridosso di una facciata ed era realizzata su due livelli: su quello basso si trovavano fontane che davano l’acqua alla popolazione e su quello elevato si trovava la parte monumentale.

Con la creazione della rete di distribuzione dell’acqua potabile nel paese, nel 1954 la parte bassa della fontana dei delfini è stata trasformata in un monumento per i caduti della prima guerra mondiale.

L’architetto Giuseppe Olivieri è stato il progettista anche delle fontane di San Nicola e Santa Chiara.

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