Castello di Piombinara
Castello di Piombinara

Il castello di Piombinara si trova nella parte nord del paese di Colleferro ed è riportato nella mappe Vaticane.

Fino al periodo della guerra era caratterizzato da una torre andata distrutta con i bombardamenti.

E’ interessato da diversi scavi archeologici condotti dal museo cittadino che mostra i reperti.

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Colleferro - Citt Morandiana by Anna Diliberto
Colleferro - Citt Morandiana by Anna Diliberto

Colleferro nasce come un insediamento privato a servizio della fabbrica di munizioni e di bombe che era nata intorno al 1916.

A tutti gli effetti si considera Colleferro come una ‘città di Fondazione’ e il suo progetto urbanistico principale fu realizzato nel 1937 dall’ingegner Riccardo Morandi.

A lui si deve anche il progetto della chiesa di Santa Barbara, patrona della città, che è stato uno dei primi esempi di uso del cemento armato come elemento espressivo.

La particolarità di questo insediamento urbanistico era la tecnologia usata per costruire le abitazioni che avevano una grande efficienza termica e il modo in cui la struttura urbanistica rifletteva la struttura sociale della fabbrica.

Vi erano diverse zone per operai, quadri e dirigenti che si riflettevano anche negli stili architettonici e urbanistici.

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Piglio. Torre del Piano

Torre del Piano è situata in località Vico di Piglio, in un punto strategico per l’incrocio di diverse vie di comunicazione, ai confini tra Piglio, Acuto e Anagni.

La costruzione risale al 1080, ha una base quadrata ed è alta circa trenta metri.

Alla base è anche presente una piccola cappella coeva alla torre.

Ornata di merli che si elevano in cima alla fortificazione, con quattro torrette circostanti interamente in pietra, nei tempi antichi, serviva da collegamento per segnalare l’arrivo delle truppe nemiche attraverso una catena di altre torri disseminate nella Ciociaria.

L’origine militare è testimoniata dalle feritoie, ancora visibili, da dove la guardia della Torre sporgeva le armi per difenderla dagli attacchi dei nemici.

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Piglio. Casa Massimi - Berucci

Dopo un periodo di chiusura, ha riaperto al pubblico l’antica e storica casa Massimi - Berucci.

Questo palazzo è da sempre al centro della vita e della cultura del paese di Piglio.

Qui anticamente si trovavano il frantoio e il serbatoio per conservare l’acqua del paese e distribuirla nei periodi di bisogno.

Nella casa, che attualmente è una delle poche abitazioni sopravvissute all’incendio del 1799, si può ammirare uno dei rari esemplari di carta da parati sette-ottocentesca. 

Sono dei quadri stampati che riproducono storie mitologiche in paesaggi dal caratteristico stile neoclassico.
 

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Piglio. Castello Inferiore

La parte inferiore del castello, il “Palatium inferius” è la parte meglio conservata e si trova sul lato nord dell’abitato di Piglio.

Attualmente si sviluppa su due piani, piano terreno e ammezzato, con la sistemazione esterna ottocentesca, e protegge la porta principale di accesso di Piglio.

Il Palatium inferius o Castellutium, aveva una Corte, la Platea, su cui si affacciavano degli edifici di cui uno caratterizzato da "Camere Pinte", cioè decorate con pitture.

Il Castello inferiore è citato nei documenti sin dal 1365, periodo in cui i “De Antiochia” erano i signori del luogo.

Si ritiene però che la parte più antica sia stata edificata prima del 1329.

Infatti in questo anno, nelle decime di riscossione veniva nominata una "Ecclesia S. Petri de Castello Vetulo de Pileo", chiesa che doveva trovarsi all'interno del Castello, ma di cui non restano tracce.

Nella parte inferiore del Castello è situato l’ingresso al paese, costituito da un grande fornice, denominato Arco della Fontana, con una bellissima trifora tardo-romanica sulla destra.
 

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Piglio. Castello Colonna Superiore

II castello Colonna di Piglio sorse intorno all'anno 1000 ed è costituito da due parti differenti, edificate in epoche diverse e con un dislivello fra loro di circa 25 metri.

La parte alta del Castello, il “Palatium superior” è la più antica, si trova su una spianata alla sommità di una collina ed era il centro fortificato attorno al quale si sviluppò il Borgo Medievale.

E’ costituita da un torrione a sperone verso la montagna e da una cortina di torri lungo il lato nord.

Comprendeva, secondo le antiche descrizioni, una rocca con una loggia, una cisterna, una piazza d’armi e il palazzo baronale.

Questo aveva un salone di rappresentanza, la “Sala Palatii”, dove venivano celebrate le solenni investiture da parte del Signore feudale.

La costruzione è sicuramente anteriore all'anno 1000.

E’ infatti citata in una Bolla di Papa Urbano II del 1088, che la include tra le proprietà della diocesi di Anagni.

Attualmente è sede dell'Antiquarium comunale e vi sono conservati i reperti archeologici rinvenuti nel corso di scavi effettuati nel territorio, tra i quali spicca una statua di donna con veste tipicamente romana, priva della testa e delle braccia, risalente al I-II secolo AC.

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Mura poligonali o ciclopiche
Mura poligonali o ciclopiche

La storia di Alatri inizia con la sua acropoli circondata da imponenti mura realizzate con megaliti, ossia grandi massi posti a secco con incastri perfetti gli uni sopra gli altri.

Secondo la leggenda Alatri e altre città del Lazio meridionale furono fondate dal Dio Saturno nel XV secolo AC, altre le connettono al popolo dei Pelasgi intorno al VIII-VII secolo AC.

Altri autori fanno risalire le mura al popolo degli Ernici e le datano al IV secolo AC.

Vengono chiamate mura poligonali o ciclopiche, questo ultimo nome è in relazione con un antico popolo che si dice avesse una imponente statura o anche megalitiche.

Alcuni dei suoi massi superano la lunghezza di 3 metri con una altezza di due.

Le mura di Alatri sono lunghe circa 4 km e in alcuni tratti raggiungono una altezza di 15 metri. Un tratto di mura serviva a sostenere l’acropoli a cui si accedeva attraverso due porte.

L’architrave della porta principale è lungo più di cinque metri, alto 1,60 e profondo 1,65 ed è ritenuto il più pesante megalite nella penisola italica.

Sulla porta minore sono scolpiti tre falli e lungo il muro si trovano tre nicchie la cui funzione è ignota.

Durante il periodo romano e il medioevo le mura sono state ampliate e hanno cinque porte di ingresso: Porta San Pietro, Porta Portati, Porta San Nicola, Porta San Francesco e Porta San Benedetto che l’unica che conserva una struttura con architrave.

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Alatri. Acropoli

L'acropoli è il simbolo di Alatri, il cuore del centro storico, ed è una area piana sopra un colle cinto da mura megalitiche.

Si suppone che l’acropoli sia stata realizzata prima delle mura.

L’acropoli è chiamata “Civita” ed ha una forma trapezoidale e al suo interno si trova un basamento quadrato di blocchi megalitici sul quale oggi si trova una chiesa.

Originariamente su questo basamento si trovava un antico tempio probabilmente dedicato al Dio Saturno, il mitico fondatore di molte città del Lazio Meridionale.

Il tempio è stato ricostruito nel giardino del Museo Nazionale di Valle Giulia a Roma.

Come è accaduto per molti templi pagani, le aree sono poi state utilizzate dalla chiesa cattolica per realizzare chiese e luoghi di culto. Sull’acropoli di Alatri oggi si trova la Cattedrale della città dedicata a San Paolo Apostolo.

Su di una roccia affiorante nella parte più alta dell'Acropoli, nel 2008 è stato rinvenuto un graffito che rappresenta un templum (triplice cinta), perfettamente orientato astronomicamente.

Le relazioni fra la disposizione dell’acropoli e la disposizione astronomica degli astri era nota anche al visitatore tedesco Gregorovius.

Venne apposta in visita ad Alatri e che nei suoi appunti scrisse di essere rimasto più impressionato dall’acropoli che dal Colosseo di Roma.

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