Artena. Museo archeologico Roger Lambrechts

Il museo archeologico dedicato a Roger Lambrechts è situato nell'ex Granaio Borghese, un palazzo rialzato dal fronte strada, fatto costruire dalla famiglia Borghese nel XVIII secolo, che ha mantenuto la sua funzione originaria fino agli anni cinquanta. Di proprietà del Comune è anche la sede del consiglio comunale e ospita particolari avvenimenti culturali.
Il Museo illustra le differenti forme di insediamento che si sono succedute nel territorio nell’antichità. Fra i tanti reperti spiccano la rarissima ascia di pietra lavica di età neolitica e una bella fibula bronzea di età arcaica. Molti i reperti di fase medio-repubblicana: splendide terracotte, sostegni fittili, pesi fittili di telaio, utensili, armi e molto vasellame, tra cui si distinguono gli splendidi piattelli con decorazione a figure rosse, più comunemente conosciuti come “piatti di Genucilia”.
Particolare curioso è che uno dei pesi ritrovati ha una iscrizione con il nome di Gaia. Si tratta di una importante testimonianza della comunità presente, che in età medio-repubblicana usava un alfabeto e una lingua latina. Tra i reperti databili fino al VI secolo DC, spicca un frammento di scodella in ceramica sigillata africana importata dalla Tunisia, nel quale è raffigurata una delle dodici fatiche di Ercole.
 

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Artena. Palazzo Borghese

Il palazzo Borghese di Artena fu edificato nel XIII secolo dai Conti di Segni, poi passò ai Colonna, che furono per secoli in conflitto con il papato.

Dopo la distruzione ad opera di Papa Paolo IV il palazzo fu interamente ricostruito.

Ma a causa delle grandi difficoltà finanziarie della famiglia, nel 1614 tutto il feudo fu venduto al Cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V.

A lui si deve l’ampliamento e la definitiva sistemazione del palazzo, che trasformò in un complesso monumentale.

Per farlo si avvalse dell’opera dell’architetto fiammingo Jan Van Santen, ovvero Giovanni Vasanzio.

Questi ingrandì ed unì le due distinte strutture originarie del palazzo in un unico edificio mediante la costruzione di una monumentale galleria a tre piani.

Progettò anche la doppia scala circolare ed il grande camino decorato con una testa di Medusa attribuita al Bernini.

Si narra, infatti, che il Bernini rimase molto affascinato dalla luce che penetrava nel palazzo prima del vespro, di colore rosso carminio, tanto da realizzare, nella camera a oriente, il caminetto dalle fattezze di volto umano con un'espressione stupita.

All’interno del palazzo sono ancora conservati alcuni affreschi di Paul Bril, pittore fiammingo molto apprezzato a Roma per i suoi paesaggi, porte di legno eseguite dall’architetto romano G.B. Soria e la statua di Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte, sposata con Camillo Borghese, proprietario del palazzo.

Di fronte al palazzo, Vasanzio creò la piazza principale del paese, con una spettacolare terrazza panoramica che è un vero balcone sulla valle del Sacco.

Il palazzo appartiene ancora ai Borghese, e può essere visitato previa autorizzazione.

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Alvito. Castello Cantelmo

Il primo nucleo del castello Cantelmo di Alvito interno risale al 1000 con un forte realizzato sul monte Albeto e dominava la Val di Comino.

Pssò subito sotto il controllo dei Conti d'Aquino che lo trasformarono in una cittadella militare.

Nel 1349 un terremoto fece crollare il forte e perì tutta la famiglia dei D’Aquino.

A questi subentrano i Cantelmo che costruiscono una nuova fortezza facendo vivere ad Alvito un periodo di vero splendore.

Il castello ha subito altri terremoti ed oggi resta in piedi la spessa cinta muraria e i possenti torrioni lungo il perimetro.

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Mura di Alvito by Chrysochloa
Mura di Alvito by Chrysochloa

Originariamente la cinta muraria di difesa comprendeva il castello e il borgo di Alvito a valle.

Aveva quattro porte nella valle, due nella zona del Peschio e due nel castello.

E’ ancora visibile in molti tratti.

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