Porta San Marco
Porta San Marco

Porta San Marco si trova nella parte della muratura dove si trova il monastero di Santa Rosa in corrispondenza del passaggio del fiume Urcionio che un tempo divideva la città di Viterbo in zona nobile e popolare.

Il fiume Urcionio scorreva vicino le mura a Valle Faul e oggi è totalmente interrato.

La porta è stata realizzata nel 1200 e chiusa nel 1500 fino alla sua recente riapertura.

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Viterbo. Porta Fiorita

Porta Fiorita è una delle più antiche di Viterbo ed è inserita nel tratto di mura che risalgono a prima del Duecento. La sua caratteristica è di essere ‘ad angolo’ e oggi si passa attraverso la porta salendo un tratto di scale. 

Infatti la porta venne murata nel XV secolo perché la strada attigua si venne a trovare in una posizione ribassata, probabilmente a seguito di lavori che interessavano il fosso che circondava le mura in questo tratto.

Per il passaggio dei carri venne aperta la vicina Porta San Pietro e solo di recente Porta Fiorita è stata restaurata e riaperta al passaggio pedonale.

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Viterbo. Porta Faul o Porta Farnesiana

Porta Faul o Porta Farnesiana è una delle porte più caratteristiche di Viterbo perché è stata aperta in corrispondenza di una delle torri della cinta muraria nel 1568.

La nuova apertura si rese necessaria dopo la chiusura di Porta di Valle a seguito dello straripamento del fiume Urcionio e della conseguente distruzione di una parte della cinta muraria.

Si dice che il progetto sia stato fatto dal grande architetto Vignola che lavorava per la famiglia Farnese.

Per questo la porta in origine si chiamava anche Porta Farnese e fra i suoi decori si riconosce lo stemma con i gigli della famiglia Farnese accanto a quello del comune e del vice legato pontificio.

In seguito la porta è stata più conosciuta come Porta Favl o Faul perché conduceva alla Valle dei Favl.

Il nome FAVL ricorda la leggenda delle 4 città fondate da Noè (Fanum, Arbanum, Vetulonia, Longola) dalla cui unione sarebbe nata Viterbo.

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Porta di Valle o Porta Eviali o Porta Eulali
 Porta di Valle o Porta Eviali o Porta Eulali

Porta di Valle o Porta Eviali o Porta Eulali era una delle più antiche e collegava il centro di Viterbo con la Valle nelle vicinanze del fiume Urcionio ed era protetta dalla Torre di Branca. Nei primi del Cinquecento venne chiusa a seguito di uno straripamento del fiume che portò anche ad un crollo di un tratto di mura.

Per permettere il collegamento con Valle Faul, venne poi aperta la vicina Porta Faul.

Accanto all’ingresso si può notare l’antico abside della Abbazia di Santa Palomba andata totalmente distrutta nel corso dei secoli.

Oggi la porta è stata restaurata e riaperta al traffico pedonale.

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Porta del Carmine
Porta del Carmine

Porta del Carmine è una delle porte meglio conservate dell’antica cinta muraria del Duecento di Viterbo e viene citata per la prima volta nel 1290. Da questa porta è entrato papa Urbano V il 9 giugno del 1367 nel suo simbolico viaggio in cui riportava la sede papale da Avignone a Roma.

La porta appare con un doppio arco, uno più grande in peperino ed uno più piccolo in pietra intonacata. Sul lato interno, quello visibile dal centro della città, si può ammirare un bellissimo affresco di una Madonna con Bambino.

La porta prende il suo nome dalla vicina chiesa con convento dei Carmelitani Scalzi, un ordine di monaci contemplativi fondato nel Cinquecento.

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Porta Bove o Porta di Bonaventura non è più accessibile in quanto è stata inglobata da una abitazione privata e si apre in corrispondenza di una torre a pianta quadrata che oggi termina con una copertura piana senza merli.

Ci sono due ipotesi per il suo nome: la prima è che la porta risalga al 1215 quando era podestà un certo Bovo Oddonis Bovonis. La seconda ipotesi è che sia un omaggio al senatore e cardinale Bonaventura Papareschi, in carica come podestà nel 1255 quando la porta venne aperta, il cui stemma è scolpito nella porta.

La storia del cardinale Bonaventura è anche raccontata nella epigrafe che si trova nella parte esterna della porta, dove in genere vengono raccontate al visitatore le storie della città. Vicino allo stemma si riconoscono le feritoie da cui passavano gli argani di chiusura delle porte con il ponte levatoio. 

Un’altra epigrafe su un lato della porta ricorda un primo restauro del 1290 fatto dal podestà Rinaldo.

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Porta Romana
Porta Romana

Porta Romana è la prima porta che si incontra a Viterbo venendo da Roma e si trova lungo il tracciato originale della Via Cassia.

La porta risale al 1653 ed è stata costruita al posto della vicina porta di San Sisto, dal nome della vicina chiesa il cui campanile è stato ricavato da una delle torri della cinta muraria.

La realizzazione della porta è stata affidata al disegno di Francesco Maiolino e doveva essere un omaggio alla visita di papa Innocenzo X a Viterbo, come riportato dalla lapide sopra l’arco della porta. I decori della porta terminano con la statua di Santa Rosa, protettrice della città, due pinnacoli e gli stemmi pontifici.

Le schegge sui decori barocchi della porta sono una testimonianza dei bombardamenti del 1798 da parte delle truppe francesi.

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Viterbo. Porta Fiorentina

Porta Fiorentina a Viterbo è quella che si incontra percorrendo la via Cassia da Firenze e il suo nome originario era quello di Porta Santa Lucia. Dalla porta si arriva direttamente nella grande Piazza della Rocca con la magnifica fontana dove si affacciano la Rocca Albornoz e Palazzo Grandori.

La parte centrale della porta risale ad un rifacimento del 1768 sotto il pontificato di papa Clemente XIII il cui stemma si vede sulla sommità accanto a quelli del Comune e del Governatore Oddi. Lo stemma del comune è rappresentato dal leone coronato davanti ad una palma.

Nel 1886 la porta venne ampliata di nuovo con la realizzazione di due nuove aperture laterali per il passaggio dei mezzi e che venne finanziata dalla Cassa di Risparmio.

La porta è caratterizzata da un grande orologio che per anni ha scandito la vita cittadina.

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