Cellino San Marco. Monumento dell’Osanna

Il monumento all’Osanna si trovava un tempo davanti alle scuole elementari di Cellino San Marco.

Era stato realizzato durante il periodo fascista.

In seguito è stato spostato e collocato al centro di giardinetti realizzati a poca distanza dalla scuola.

È una base rivestita in marmo sormontata da una colonna a base quadrata che si rastrema e che termina con una croce.

Su uno dei lati della base in marmo è riportata la frase ‘Benedetto chi viene nel nome di Dio, Osanna nei cieli’ anno 1943.

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Cellino San Marco. Masseria Mea con cappella

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Dove si è svolta la vita di Cellino San Marco durante il medioevo, è una grande masseria con una cappella.

Le masserie sono ‘fabbriche dell’agricoltura’ pugliesi dove si organizzava la vita nei campi, si trasformavano e si conservavano i prodotti della terra.

Sono paragonabili a quelle che un tempo erano le ville di campagna dei romani, delle vere comunità dove vivevano le persone che lavoravano i campi e non a caso in queste zone si sono trovati resti romani e spesso si trovano monete.

Anche la cappella Mea dipendeva dall’Abbazia di Sant’Andrea dell’Isola a Brindisi come la Chiesetta di San Marco.

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Cellino San Marco. Villa Neviera o Torre del Rifugio

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La maestosa villa è stata costruita nel 1888 ed appartenuta al marchese Antonio De Viti - De Marco. Il suo nome ‘rifugio’ nasce dal fatto che ha ospitato Vittorio Emanuele III durante il suo soggiorno a Brindisi che per qualche mese è stata Capitale d’Italia. Infatti, subito dopo la firma dell’armistizio, la Famiglia Reale e il Governo Nazionale si rifugiarono a Brindisi. Qui, dal 10 settembre 1943 all’11 febbraio 1944, fecero sedute, promulgarono leggi che stamparono sulla gazzetta ufficiale, nominarono di nuovi ministri.
La villa è realizzata in tufo dal caldo colore ambrato che termina con una copertura piana e le ciminiere dei camini che appaiono come una torretta. La sua forma è squadrata con un movimento architettonico dato dal portico coperto con volte a crociera del vano di ingresso sul quale si trova un piccolo terrazzo. Il lato verso il bosco è invece arricchito da una bifora e da un soprastante un loggiato con una apertura ad arco neogotico e una decorazione floreale del parapetto in pietra.
Le due grandi sale destinate a salone e sala pranzo sono decorate con grandissimi camini arricchiti da frontone di marmo scolpito.

Storia della neve e del ghiaccio di Cellino San Marco
La neve e il ghiaccio hanno avuto da sempre un ruolo importante nella vita delle persone per ragioni di conservazione del cibo, per sorbetti e per motivi sanitari per curare la febbre, gli accessi e dolori muscolari.
La raccolta della neve era così importante che nello Stato Pontificio l’intero paese di Rocca Priora era stato posto sotto il controllo diretto del Papa per la sua abbondanza di nevicate e per la sua vicinanza con Roma. Il trasporto avveniva con particolari convogli a cui veniva dato ogni forma di lasciapassare per poterli far giungere alla capitale sfruttando il clima fresco delle notti estive.
Per creare una riserva del ghiaccio da poter usare durante i periodi estivi si usavano dei metodi particolari. Per prima cosa si preparavano delle buche nel terreno (nei paesi del centro nord Italia) o si allestivano dei locali interrati posti nel lato nord delle case che venivano chiamati ‘neviere’.
La preparazione del ghiaccio avveniva durante le nevicate in cui con molta solerzia le persone iniziavano a raccogliere la neve e ad immagazzinare la neve e a pressarla per trasformarla in ghiaccio. Poi ogni 40 cm circa veniva realizzato uno strato di separazione con cannucce o foglie in modo da rendere più facile il suo utilizzo durante l’estate.
Nel caso di Villa Neviera, la neve veniva stipata in un ambiente sotterraneo attraverso una bocchetta che si trova nel lato nord dell’edificio.
A Villa Neviera si trovava anche un pozzo d’acqua con una sorgente che forniva il centro di Cellino San Marco durante i periodi di scarsezza d’acqua.

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Cellino San Marco. Villa Valletta

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Villa Valletta prende il nome dalla famiglia che vi abitava in Cellino San Marco.

Probabilmente risale ai primi del novecento ed è stata costruita in stile liberty o floreale.

La villa è famosa per una statua di una giovane donna posta davanti l’ingresso e realizzata da Ricciotti.

L’artista ha voluto rappresentare la vendemmia mettendo un gran cesto con grappoli e foglie d’uva ai piedi della figura femminile.

Una storia locale racconta che la statua sia stata ispirata da una bellissima ragazza di San Pietro in Vernotico che era stata venduta dal padre al proprietario della villa in cambio di grano.

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Cellino San Marco. Ex Chiesa San Giovanni

Fra i tetti degli edifici di fronte al Palazzo Baronale di Cellino San Marco si può riconoscere un campanile a vela senza la sua campana.

Questo campanile segnala il luogo dove si trovava l’antica chiesa di San Giovanni.

E' stata la prima ad essere stata costruita nel primo nucleo di Cellino San Marco.

Probabilmente era la chiesa sia dei signori che del popolo.

E' stata costruita nel XVI secolo dalla famiglia Albrizzi.

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Cellino San Marco. Palazzo Bolognini

Palazzo Bolognini è stato costruito da Donato Stasi tra il 1853-1854 ed ha avuto una certa importanza perché ha ospitato il podestà di Cellino San Marco durante il periodo fascista.

Come tutti gli edifici del tempo, il pianterreno era adibito a scuderia mentre i piani alti erano quelli signorili.

Il palazzo si trova in un angolo ed ha due entrate in ciascuno dei lati su strada

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Cellino San Marco. Palazzo Scuole Elementari

Il palazzo delle scuole elementari di Cellino San Marco è stato edificato intorno al 1925, durante il periodo fascista.

La costruzione di due piani appare studiata architettonicamente secondo lo stile dell’epoca.

Il primo piano è caratterizzato da strisce di due colori che alleggeriscono la rigidezza della forma squadrata.

Tutte le finestre sono riquadrate con stucchi e sia gli angoli dell’edificio che la zona centrale del portone hanno fregi decorativi.

Sulla facciata al lato del portone di ingresso si vede lo stemma di Cellino San Marco.

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Cellino San Marco. Ex Palazzo del Comune

L'ex palazzo del comune si trova accanto alla chiesa di San Marco e Santa Caterina da cui è separato da una strada.

E' stato costruito nel 1880 dall’architetto Antonio Rubini.

Il palazzo si sviluppa su due piani separati da un marcapiano e termina con una piccola vela che ospita un orologio, di cui sono conservati i meccanismi originali, in corrispondenza del portone di ingresso.

Sopra il grande portone ad arco si trova un piccolo balcone realizzato secondo lo stile dell’epoca.

Il palazzo oggi ospita la Protezione Civile.

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