Torri medievali
Torri medievali

L’originario castello di Arcinazzo Romano è andato distrutto nel corso dei secoli e sulle sue fondazioni è nato l’attuale borgo medievale. Arcinazzo è sempre stata sotto il controllo diretto della chiesa, prima della vicina abbazia di Subiaco e poi della Camera Apostolica.

La mancanza di un feudatario non ha portato alla realizzazione di edifici di rappresentanza e palazzi signorili e la bellezza del borgo antico è proprio nelle piccole case nate una accanto all’altra.

Dell’originario sistema difensivo sono visibili due torri: una porzione di due lati di una torre proprio sul punto più alto di Arcinazzo Romano. Si dice che su questa torre alloggiassero gli emissari dell’abate che venivano a controllare i possedimenti della abbazia.

La seconda è invece stata trasformata nel campanile della chiesa di Santa Maria Assunta ma si può riconoscere perfettamente l’antica sagoma.

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Anzio è sempre stato un luogo di soggiorno per patrizi romani che vi avevano edificato le loro ville.

Una di queste ville repubblicane che risaliva al II secolo AC, è poi diventata imperiale e vi ha trascorso del tempo l’imperatore Augusto e Svetonio racconta che qui è stato acclamato Pater Patriae.

Quando si insediò sul trono, l’imperatore Nerone, che era nato proprio ad Anzio, decise di ampliare la villa e realizzare una sontuosa residenza che è stata utilizzata fino alla Dinastia dei Severi.

La dimora dell'imperatore si estendeva sul Capo d'Anzio lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e profonda circa 80 metri. Alle sue spalle si trovava il famoso Santuario della Fortuna Anziate.

Una leggenda narra che Nerone assistette all’incendio di Roma proprio da questa villa.

Dalla collezione privata di statue di Nerone provengono assoluti capolavori come la Fanciulla di Anzio, oggi nel Museo Nazionale Romano, e l’Apollo Belvedere, con cui i romani si ricordavano di aver conquistato la Grecia, che oggi si trova ai Musei Vaticani. La superba statua del Gladiatore Borghese, invece, è custodita al Museo del Louvre.

Nerone volle erigere una villa degna, per dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore. Si può riconoscere un enorme belvedere di forma semicircolare che si affacciava direttamente sul mare. Probabilmente ad Anzio si trovava la famosa Biblioteca imperiale che conteneva anche rari scritti di Pitagora.

I resti si trovano vicino alle rovine di un teatro.
 

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Fontana di Arturo Martini
Fontana di Arturo Martini

Al termine delle strette e tortuose vie del centro storico, Anticoli Corrado si apre su una delle più grandi piazze della Valle dell’Aniene, piazza delle Ville.

Al centro della piazza si trova una grande fontana moderna realizzata da Arturo Martini. La forma di questa fontana è molto particolare e ricorda quella di una stupa indiana poggiata su 4 teste di coccodrillo che si affacciano su una grande vasca circolare in marmo.

Questa storia è stata raccontata dall’artista Enrico Gaudenzi, che in quel tempo era un modello dello studio dell’artista americano Maurice Sterne dove si trovava Arturo Martini. Maurice aveva ricevuto una cartolina dall’India che raffigurava una stupa e Arturo Martini ne era rimasto incantato.

L’altra particolarità di questa fontana è che è una delle prime opere realizzate in cemento armato che, con il passare del tempo, ha cambiato colore e con il crescere del muschio ha assunto un particolare aspetto che lo fa sembrare peperino.


 

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Museo Comunale d’Arte Moderna
Museo Comunale d’Arte Moderna

Il Palazzo baronale è la sede del Museo Comunale d’Arte Moderna di Anticoli Corrado, è stato costruito nel XVII secolo. Il palazzetto è stato donato al Comune dal principe Marcantonio Brancaccio, compreso nell’area dell’antico castello trasformato in palazzo baronale.
Il museo è stato aperto come Galleria Comunale d’Arte Moderna nel 1935 in due locali in piazza delle Ville. Era nato da un’idea degli artisti Riccardo Assanti e Pietro Gaudenzi che volevano raccogliere le numerose opere d’arte eseguite sul posto da artisti come Kokoschka, Carena, Martini, Salvati, De Carolis. In tutto 74 opere fra disegni, pitture e sculture che con il tempo arrivarono a 200. Tra il 1963 tra il 1975 soggiornò il grande Rafael Alberti.
Oggi ci sono 600 opere e il museo ha avuto il suo primo catalogo ufficiale nel 1995.

 

 

 

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Allumiere. MUSEO ARCHEOLOGICO-NATURALISTICO “Adolfo Klitsche de La Grange”

Il museo ARCHEOLOGICO-NATURALISTICO “Adolfo Klitsche de La Grange” si trova a Palazzo della Reverenda Camera Apostolica e si divide in due macro sezioni: quella relativa alla presenza umana e quella naturalistica. Si possono trovare reperti che risalgono al Pleistocene, al periodo etrusco, romano e medioevale, Una sezione è al lavoro nelle miniere dal XV al XIX secolo.
La sezione naturalistica, invece, oltre alla fauna e alla flora del territorio, ha una importante sezione geologica sulle rocce, la geologia e la mineralogia.

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In una faggeta vicino Allumiere si trova il Santuario della Cibona, oggi abbandonato.

La sua interessante storia nasce con un affresco della Vergine fatto dipingere da Agostino Chigi in una piccola nicchia.

Nel 1636, il consiglio di Tolfa chiamò sette frati del Monte Scenario per realizzare un eremo, una chiesa e custodire il dipinto.

Molti racconti narrano dello spostamento di questo affresco nella nuova chiesa avvenuto nel 1647.

Si dovette procedere al taglio del muro e a costruire una apposita ‘macchina’ per spostare l’affresco nella nuova chiesa.

Una processione di uomini scalzi accompagnò il trasloco dell’affresco nella sua nuova sede.

Oggi l'affresco si trova nella chiesa dei Cappuccini di Tolfa.
 

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Allumiere. Palazzo della Reverenda Camera Apostolica

Il Palazzo della Reverenda Camera Apostolica di Allumiere è stato costruito intorno al 1580 da Papa Gregorio XIII ed ospitava gli uffici dell'amministrazione delle miniere di allume.

La Reverenda Camera Apostolica era l'organo finanziario dell’amministrazione pontificia e governava anche la giustizia.

Il palazzo ospitava anche la corte pontificia durante le visite alle miniere e per questo inizialmente fu chiamato ‘Palazzo del Governo’.

Il simbolo della reverenda Camera Apostolica (le due chiavi papali con sopra un ombrello aperto) è ancora ben visibile sulla torre con l’orologio sulla facciata dell’edificio.

Il Palazzo Camerale è stato acquistato dall’Amministrazione Comunale nel 1950 ed ospita il museo e la biblioteca.

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Anfiteatro di Albano Laziale
Anfiteatro di Albano Laziale

L’anfiteatro di Albano Laziale si trova nella parte alta di Albano Laziale, all’esterno di quello che un tempo era il recinto della Seconda Legione Partica.

La costruzione ellittica fu realizzata dalle maestranze della Legione Partica, agli inizi del III secolo DC, sfruttando il pendio del luogo.

Per cui una parte dell’anfiteatro è stata realizzata scavando nella roccia peperina, poi è stato realizzato un terrapieno per avere una superfice piana e poi le parti in muratura di chiusura dell’anfiteatro.

La parte realizzata in muratura aveva due piani (per un totale di 22 metri) e da una parte aveva le gradinate per il pubblico e dall’altra aveva i corridoi di accesso e dei magazzini.

La sua forma era ellittica e le sue dimensioni esterne erano di 113 metri e di 95 circa, mentre l’arena era di 67,5 x 45 metri.

Si accedeva all’arena da due ingressi trionfali e da tre secondari e l'anfiteatro poteva contenere circa 16.000 spettatori e un posto d’onore era riservato all’imperatore e alla sua corte e uno riservato all’editor, il ‘direttore artistico’ degli spettacoli.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, una postazione di tedeschi si posizionò nell’anfiteatro che venne pesantemente bombardato dagli alleati.

Oggi ospita una ricca stagione lirica e teatrale.

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