Il palazzo Baronale attorno al quale è nato il centro di Casape, Ha la classica forma di un forte con planimetria a quadrilatero.

Al primo piano si trova anche la ex Chiesa di San Pietro mentre al secondo si trovava l’appartamento residenziale.

Il castello è passato sotto il dominio di molte famiglie (Colonna, Barberini, Pio da Carpi, Brancaccio) e oggi è adibito a residenze.

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Capena. Orologio

L’orologio di Leprignano era originariamente nel campanile della chiesa nel borgo medioevale ed è stato spostato sulla torre introno al 1700 secolo.

Funziona ancora oggi con un meccanismo a pesi ed è del tipo detto “alla romana”: la divisione del tempo non è in ore 12 ma in 6 e ha una sola lancetta.

Questi orologi scandivano il tempo secondo le tradizioni della Chiesa fin dal XIII secolo: dall’Avemaria al tramonto.

Durante una giornata, la lancetta compiva quattro girii completi e per comprendere l’ora si usavano particolari rintocchi della campana detti “ribotti”.
 

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Capena. Museo Torre dell'orologio

Il Museo Civico ‘Torre dell'Orologio’, dedicato all'archeologia medievale, è un edificio di origine seicentesca su quattro livelli: al primo livello si trova un serbatoio idrico che, attraverso una conduttura seicentesca, ancora alimenta una fontana pubblica. Il secondo piano ospita parte del meccanismo dell’orologio a pesi ancora in funzione. Il terzo e il quarto livello ospitano l’Antiquarium.
La funzione dell’edificio è sempre stata pubblica e, probabilmente, era la sede della Cancelleria e dell’Archivio cittadino.
Molti dei reperti del Museo provengono da un sito nella rocca adibito a “butto” (immondezzaio), della comunità e dei Monaci. La maggior parte del materiale è quindi costituito da vasellame da mensa e da cucina è databile tra il Basso Medioevo e il Rinascimentale.
Lo stemma dei Monaci era un avambraccio con la mano che stringe un gladio in posizione verticale. Altri oggetti di uso comune in metalli diversi sono coltelli, forchette, fibbie, ferri da cavallo, speroni e monete di varia epoca.
Unica è la presenza di un ostensorio in ceramica del periodo barocco e di una insolita pressa per ostie per la Messa.

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Capena. Lucus Feroniae

Locus Feroniea è un importante sito archeologico a Capena vicino il casello autostradale di Fiano Romano. Il santuario era nato nel III secolo AC ed era dedicato alla antica Dea Feronia, protettrice delle liberte, le schiave delle matrone romane.

Il santuario era frequentato prima dagli Etruschi e dai Sabini e poi divenne parte di Roma durante la sua prima espansione nei territori ad est. Locus Feroniae era raggiunto dalla antica Via Tiberina che seguiva il corso del Fiume Tevere. 

Gli scavi dell’antica città romana hanno fatto emergere i resti del Foro rettangolare sul quale si affacciano una Basilica, due tempi e un viale pergolato pedonale con tabernae, negozi e botteghe. Dai mosaici ritrovati nei negozi si può risalire al tipo di attività che si svolgeva.

Al centro del Foro pare che ci fosse una statua dell'imperatore. La città era dotata anche di un anfiteatro con capienza di circa 5000 persone, delle terme con annessi frigidarium, tepidarium, calidarium e di una schola.

Il museo degli scavi conserva un gran numero di reperti di alto valore con statue ed epigrafi. Gli scavi della città confinano con quelli della VILLA DEI VOLUSII, che si trova all'interno dell'area di Servizio Feronia Ovest dell'Autosole (presso il casello Fiano Romano).

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Capena. Castello di Scorano

Il castello di Scorano a Capena si presume fu edificato dalla famiglia Orsini su antiche preesistenze Capenati, successivamente divenne proprietà dei Principi Massimo,

Dopo la morte del Principe Vittorio Emanuele Massimo, il Castello è stato venduto a privati.
 

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Capena. Palazzo dei Monaci

Il palazzo dei monaci nasce a Capena con l'ampliamento del castello medievale di Leprignano e inglobando un muro di origine romana.

Per anni è stato sotto il controllo dei monaci e da questi dato a varie famiglie.

Nel XVI secolo l'abate di San Paolo tornò ad esercitare il suo potere sul Castello di Leprignano, che è stato residenza dei monaci benedettini di San Paolo, e oggi è di proprietà privata.
 

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Nel sistemare il Palazzo Baronale di Canale Monterano, Bernini decise di collegare le due torri del castello con un porticato ad arcate, una loggia, che riprendeva i caratteri del vicino acquedotto romano.

Sotto la loggia Bernini realizzò una fontana poggiata direttamente sulla base rocciosa delle mura portanti del palazzo.

Sulla sommità della fontana pose una scultura di un leone che sembra scuotere la roccia con una zampa per far scaturire l’acqua.

La scultura del leone è divenuta uno dei simboli del paese e il pezzo originale è custodito nel municipio.

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Il castello nasce come roccaforte nel secolo VIII, quando Canale Monterano era sede vescovile, e al suo intorno si forma il primo centro abitato.

Sicuramente ha subito molte modifiche come testimoniano le diverse forme delle finestre sia nelle sue facciate che in ambienti interni.

Grandi lavori di ristrutturazione risalgono al 1679 quando il Principe Altieri affidò al Bernini anche la sistemazione del castello. 

Bernini realizza un portico in finto rudere che imitava il vicino acquedotto e la fontana.

È possibile risalire alla forma del castello all’epoca del Principe Altieri, fine del ‘600, da un dipinto del Barberi.

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