Villa di Orazio by ARTnGO
Villa di Orazio by ARTnGO

Alla base di Colle Rotondo (forse Il Mons Lucretilis Oraziano) a Licenza si trovano i resti della Villa degli Ozi di Orazio in Sabina che il poeta aveva descritto con precisione. La villa gli era stata donata da Mecenate nel 33 AC.

Gli indizi che la hanno fatta identificare sono: la vicinanza di un santuario abbandonato della ‘Dea Vacuna’, la prossimità di una sorgente (Fons Bandusiae) e di un corso d’acqua.

Ma forse Orazio aveva due ville in Sabina: a Licenza e a Vacone.

La villa è suddivisibile in tre parti: l’abitazione, un criptoportico con l’ingresso principale e il nucleo termale.

Nel complesso, che segue il modello della ‘villa d’otium’, si trovano un giardino porticato, aree pavimentate con mosaici e vari cubicula (tra cui la probabile stanza da letto del poeta).

 

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Porte della città
Porte della città

L’ingresso al centro storico di Licenza avviene ancora attraverso le antiche porte del castello e se ne possono riconoscere due. La prima è in corrispondenza alla via principale che conduce all’antica corte del castello Orsini, oggi diventata piazza, dove si trova la sede del museo dedicato al poeta Orazio.

Questa porta si presenta come un arco incorniciato da travertino inserito nel tessuto delle mura della città, ed è decorata da un timpano in intonaco lavorato.

Una seconda porta si ritrova fra i vicoli del borgo antico e si può ammirare ancora lo stemma della famiglia nobiliare.

 

 

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Casa della cultura
Casa della cultura

La casa della cultura di Licenza si trova nella frazione di Civitella e raccoglie tutto il materiale che racconta la storia dei due castelli. Oltre al materiale di archivio si trova una raccolta di fotografie storiche, una biblioteca.

Una stanza è dedicata ad una collezione di farfalle e coleotteri che è stata donata al comune, e uno spazio che mostra vecchi utensili di camapagna.

La casa è anche sede della locale università agraria e di associazioni ambientalistiche nate attorno all’aquila reale di Licenza.

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Palazzo Orsini
Palazzo Orsini

Palazzo Orsini si trova nel centro storico sulla parte più alta del paese di Licenza, e nasce dalla trasformazione dell’originario castello. La storia dei castelli di questa zona nasce con la caduta dell’Impero Romano e la nascita dell’abbazia imperiale di Farfa. L’abbazia costruì un proprio sistema di difesa in ogni altura dalla quale controllava il territorio.

Con il termine della disputa tra papato e impero, persa da quest’ultimo, il potere dell’abbazia cessò e Licenza come altre fortezze passarono sotto il controllo dello stato pontificio. Licenza venne assegnata nel XIII secolo alla signoria della famiglia Orsini.

Si riconosce il mastio monumentale, il nucleo più antico, la cui facciata è stata aggraziata da finestre e varie aperture rinascimentali.

L'attuale aspetto risale al XVII secolo quando Roberto e Mario Orsini, vescovo di Tivoli, fecero effettuare numerosi lavori di ampliamento e decorarono gli interni con affreschi realizzati dal pittore Vincenzo Manenti.

Si riconosce l’antica corte del castello trasformata in una piazza rinascimentale di particolare bellezza che oggi è uno dei punti sociali del paese.

Palazzo Orsini oggi è in parte di proprietà comunale e ospita il museo Oraziano e un albergo diffuso.

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Guidonia Montecelio. Torre Littoria

L'immagine della massiva Torre Littoria di Guidonia Montecelio rievoca le torri medievali.

E' costituita da un unico volume di sei piani progettato da Calza Bini.

E’ collegata al palazzo per uffici mediante un passaggio aereo vetrato al primo piano e ospita uffici comunali.

La torre è rivestita in pietra lucida di Bagnorea che con il suo colore crea un contrasto con gli altri edifici della piazza.

Le finestre sembrano semplici forature nella muratura per aumentare l’effetto di rievocazione del passato medioevale.

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Il castello di Passerano si trova su una collina nella campagna di Gallicano nel Lazio, lungo la via Maremmana inferiore.

Con le sue torri merlate e le fortificazioni medioevali, questo è uno dei castelli meglio conservati del Centro Italia ed è al centro di una tenuta agricola ancora in produzione.

Risale al X secolo, quando esisteva un “fundus” Passerano di pertinenza del monastero di Subiaco (bolla di Leone VII del 936). Poi nel 1400 è passato alla famiglia Colonna, poi Ludovisi, Rospigliosi e infine ai Quintieri.

In questa rocca è stato imprigionato l’arcivescovo di Braganza, Maurizio Bourdin (nominato antipapa da Gregorio VIII) e vi hanno soggiornato l’antipapa Benedetto X, il Papa Nicolo II e Re Ladislao, dopo aver occupato Palestrina.

Il castello ha una doppia cinta di mura con merlatura di tipo guelfo che proteggono il “Palatium”, il centro con un grande cortile.

Sul lato Ovest si riconosce il possente maschio ellittico, ultimo baluardo di difesa in caso di attacco.

Fuori dal castello si trova una chiesa dedicata a San Benedetto.
 

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