Marino. Palazzo Colonna

Palazzo Colonna è il palazzo storico oggi sede del comune di Marino.

Si ritiene che sia stato progettato nel 1532 dall'Architetto Antonio da Sangallo trasformando un precedente castello dell’XI secolo. I lavori sono proseguiti fino al Seicento.

Nel 1944 fu distrutto dai bombardamenti ed è stato ricostruito nel 1958 ma non vi è traccia della magnificenza degli interni.

Il palazzo era immerso nel "Giardinaccio", un parco arredato con fontane e gruppi scultorei oggi quasi completamente scomparsi.

Si è conservato il casino di caccia, abitato prima da Alberto Moravia e poi dallo scultore Umberto Mastroianni che qui morì nel 1999.

Gli ambienti del piano terra sono decorati da bellissimi affreschi di gusto classico, riquadri paesaggistici con vedute fluviali e scorci marini.

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Il complesso delle Monache Camporesi di Marino è realizzato nel 1893 in stile gotico e romanico, con torrioni agli angoli che ricordano reminiscenze architettoniche francesi.

E’ della comunità religiosa dell'Ordine delle Piccole Sorelle dei Poveri che lo hanno adibito all'accoglienza degli anziani.

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Mandela. Castello dei Marchesi del Gallo

Il castello di Mandela è stato realizzato intorno al mille eppoi trasformato in palazzo baronale nel XV secolo e, dell'originario edificio, si riconosce una torre a pianta quadrata.

Al suo interno sono conservati affreschi, dipinti e mobilio del '700. Il giardino all'italiana del castello, appena al di fuori dal paese, è divenuto un parco comunale.

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Il castello Orsini di Magliano Romano risale al periodo medievale e alla necessità di controllare le la valle del Nocchia. Fu iniziato dal monastero di San Paolo fuori le Mura a Roma per poi passare attraverso numerose famiglia, Anguillara, Orsini, Cesi, Chigi.

L'attuale castello risale al 1241 quando tutto il centro del paese fu spostato nella posizione attuale dopo una sanguinosa guerra contro Viterbo.

Il forte si trova al centro del paese di Magliano Romano e nel tempo ha subito una notevole trasformazione nel tardo cinquecento, quando molte rocche diventarono palazzi residenziali.

Notevoli il portale bugnato d'ingresso, lo scalone monumentale interno, i camini del piano nobile. Oggi è di proprietà privata. 
 

 

 

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Obelisco della croce
Obelisco della croce

Nel centro di Licenza si trova un monumento molto particolare dalla forma affusolata chiamato l’obelisco della croce perché termina appunto con una croce.

È stato realizzato dal vescovo Mario Orsini, la famiglia che governava Licenza, in corrispondenza di una delle porte del castello.

Ci sono diverse storie che raccontano la sua edificazione forse dovuta alla salvezza dalla peste o forse come monito contro i banditi. Altre storie raccontano di un elemento che celebra il ramo Orsini di Licenza.

L’obelisco è composto da diverse pietre sovrapposte e si riconoscono i diversi colori rossastri e chiari dei graniti.

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Veduta di Civitella
Civitella

Civitella è un piccolo borgo medievale che si trova su una altura di fronte quella del borgo di Licenza dove domina tutta la valle dell'omonimo fiumei ed è sede del parco dei Monti Lucretili. La sua costruzione risale al periodo dell’incastellamento, quando le popolazioni si rifugiarono in castelli posti su alture.

Per molti anni la sua storia ha seguito quella di Percile, infatti i castelli furono acquistati dal ramo della famiglia di Napoleone Orsini nel 1288, poi il castello risulta appartenere alla famiglia Orsini fino alla metà del Cinquecento.

Poi gradualmente, gli Orsini vendettero molti dei loro castelli alla famiglia Borghese, tra cui quello di Civitella agli inizi del Seicento. Civitella aveva un nucleo urbano, una chiesa principale ed una cappella dedicata a San Sebastiano a protezione dalle pandemie ma il castello è stato poi abbandonato e oggi si vedono solo poche tracce.

Con il periodo napoleonico, nel 1809 Civitella diventa comune autonomo per un breve periodo. Dal 1814 diventa frazione di vari comuni ed infine dal 1898 è frazione della vicina Licenza. Quando dovevano tracciare il confine del comune di Civitella, Insieme agli abitanti di Licenza decisero che due squadre sarebbero partite all’alba dai rispettivi castelli e il confine sarebbe stato il loro punto di incontro.

In realtà, la storia locale narra che gli abitanti di Civitella arrivarono fin sotto il castello di Licenza e si scelse poi per vie amministrative di mettere il confine dove oggi si trova il cimitero di Licenza.

Oggi il borgo di Civitella è animato da poche persone durante il periodo invernale ma è molto attivo con la casa della cultura e associazioni naturalistiche locali.

Dal suo punto più alto in corrispondenza della piazza della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a 735 metri slm si gode un panorama a 360 gradi sui Monti Lucretili, dei Monti Ruffi e i Monti Simbruini e si distinguono i comuni di Percile e Saracinisco. Qui si trova la fontana della sorgente Pavanello.

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MUSAQ museo dell'Aquila Reale  
MUSAQ museo dell'Aquila Reale   

L’area del Monte Pellecchia a Licenza ospita una delle ultime coppie di Aquile Reali (Aquila chrysaetos) che ancora vivono nel Lazio.

Tra le 19 specie di uccelli rapaci che nidificano in Italia, l’Aquila reale è sempre stata rappresentata come simbolo di forza, eleganza e libertà. L’area di nidificazione del Monte Pellecchia è nota da più di 150 anni e da oltre dieci anni viene tutelato con campi di sorveglianza.

Per questo motivo a Licenza è stato fondato il MUSAQ, un museo scientifico naturalistico e un laboratorio. Gli allestimenti sono stati curati dal CNR e oltre alla sezione divulgativa è stato realizzato un laboratorio CSA – Centro di Sperimentazione Ambientale dove si sperimenta il rapporto tra uomo e ambiente.

Nella sezione digitale, i visitatori possono sperimentare le emozioni del volo grazie ad un simulatore che riproduce l’esperienza di volo delle aquile.

 

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Antiquarium
Antiquarium

Palazzo Orsini è anche la sede dell’Antiquarium di Licenza, che raccoglie soprattutto materiale proveniente dagli scavi nella villa di Orazio.

Il museo espone parti di affreschi, piccole sculture di animali, mosaici, vasi, piccoli oggetti di terracotta, lucerne, chiavi, strumenti chirurgici, mattoni con marchi di fabbrica, tegoloni, frammenti architettonici e scultorei.

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