Il palazzetto Borghese di Morlupo fu costruito agli inizi del Seicento dalla famiglia Mattei e acquisito dai Borghese solo nel 1624.

Una costruzione semplice e lineare con poche decorazioni esterne, realizzata nel centro cittadino.

E' inserito nel tessuto urbano che per la sua posizione ha svolto spesso funzioni pubbliche.

Nell’Ottocento è stata la sede del comune e oggi è privata ed ospita mostre ed eventi.

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Il Museo dell’olivo di Moricone un museo multimediale interattivo che racconta il territorio attraverso la produzione dell’olio.

L'olio è studiato dal punto di vista temi botanico, storico, artistico ed etnografico.

Una applicazione virtuale consente di far crescere olivi e produrre magicamente un olivo virtuale.

Il museo è all’interno di una vecchia e suggestiva chiesa sconsacrata.

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Nella parte più alto del Monte Morrecone, nel X secolo si iniziò a costruire una fortificazione che intorno al 1200 aveva già preso l’aspetto di un castello acquistato dalla famiglia Savelli.

I Savelli governarono Moricone e tutta questa grande area fino al 1600 quando, a causa di una crisi finanziaria, vendettero al principe Marco Antonio Borghese (1611).

Il principe ha dato il castello in uso a Suor Colomba Serantoni (1701-1781), fondatrice dell'ordine delle “Oblate di Santa Chiara” che qui risiedette e istituì un educandato per giovani ragazze.

Oggi la parte comunale è sede della biblioteca e dell'archivio storico di Moricone.

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Il palazzo baronale di Montorio Romano era nato come rocca a difesa degli attacchi nemici.

Nel corso dei secoli, finita la fase difensiva è stato trasformato in residenza nobiliare.

Ha sempre ha ospitato le nobile famiglie che alternativamente hanno posseduto Montorio.

La sua caratteristica è quella di avere tre diversi ordini di finestre diverse tra loro.
 

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Monterotondo. Museo Archeologico

All’interno di Palazzo Orsini a Monterotondo è stato allestito il museo archeologico lungo un percorso di 11 stanze con un bookshop.

È esposta una selezione dei circa 3.000 reperti archeologici della collezione del Comune di Monterotondo.

Le stanze affrescate del palazzo aggiungono valore ai reperti e all’esperienza del visitatore.

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Porta Garibaldi di Monterotondo è stata progettata dall'architetto Frontoni nel 1722 e faceva parte delle mura che circondavano la città.

È l'ultima delle quattro porte d'accesso al centro storico rimasta e il suo antico nome di Porta Romana Vecchia è stato cambiato dopo la conquista della città da parte di Garibaldi il 26 ottobre 1867.

Per poter entrare in città, arrivando dalla Valle del Tevere, Garibaldi dovette bruciare la porta che chiudeva l'accesso al centro.

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Monterotondo. Palazzo Orsini-Barberini

Il palazzo baronale di Monterotondo nasce dalla trasformazione della precedente rocca ad opera della famiglia Orsini.

Attraverso il portale che adorna l'ingresso si accede ad un cortile interno in cui si trova il vaso della cisterna con lo stemma papale mediceo e quello degli Orsini.

Dal grande cortile circondato da colonne ottagonali si accede con una scala al primo piano decorato con affreschi cinquecenteschi.

Gli affreschi di Girolamo Siciolante da Sermoneta, rappresentanti episodi del mito di Adone e le divinità raffaellesche. Nella terza sala, opera del fiammingo Paul Brill, si trova una veduta di Monterotondo, con altri paesaggi e scene di caccia.

Mentre nell'ultima sala, sul soffitto a botte compaiono degli apprezzabili decori sul tema amore e tempo.

Nel 1867 ospitò Giuseppe Garibaldi e il suo stato maggiore trasferiti.

La torre, che domina l'intera Valle del Tevere, non è l'originale ed è stata ricostruita dopo il terremoto del 1915 di Avezzano. Il palazzo oggi è sede del comune e ospita il museo archeologico.
 

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