Il Museo della II Legione Partica è dedicato alla Seconda Legione Partica creata dall’imperatore Settimio Severo intorno al 196 DC per combattere i Parti, gli antichi Persiani.

Nel 202 il quartier generale della Seconda Legione fu stabilito ad Albano Laziale.

Questa scelta rappresentava un’eccezione alla regola generale secondo cui le legioni stazionavano ai confini dell’impero, ma questa legione aveva particolari doti belliche e fu eletta Guardia Personale dell’imperatore.

Il museo si trova nell’area dove Caracalla, figlio e successore di Settimio Severo, fece costruire le terme per i legionari.

Il museo inizia con una serie di fedeli ricostruzioni di equipaggiamenti e vestiari frutto dei risultati dell’archeologia sperimentale.

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Il Museo Civico di Albano Laziale ha sede nella neoclassica Villa Ferrajoli che è circondata da uno splendido parco e posta lungo la Via Appia.

La villa è stata risistemata nell’Ottocento dal Marchese Ferrajoli che ne ha curato la trasformazione neoclassica. La facciata richiama un tempio classico e presenta un grande frontone con una rappresentazione del mito di Cerere che insegna l’agricoltura a Trittolemo.

Nel 1948 la villa è stata acquistata dal Comune di Albano ed oggi ospita un museo, in alcune sale interne si possono osservare gli affreschi originali dipinti da Giovan Battista Caretti.

Il percorso del museo si snoda lungo 4 sezioni che partono dalla preistoria e arrivano al medioevo. 

Si inizia quindi con reperti del Villaggio delle Macine su palafitte del lago di Albano e si passa per l’età del ferro di Albalonga per arrivare poi a reperti delle prime ville di epoca repubblicana di Roma.

Le ultime sale sono dedicate ai ritrovamenti nelle catacombe di San Senatore.

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Porta Pretoria era l’ingresso principale all'accampamento della Seconda Legione Partica (Legio II Parthica) voluto tra la fine del II e il III secolo DC, dall'imperatore Settimio Severo e si trovava lungo la Via Appia.

Oggi la porta si trova proprio di fronte a Palazzo Savelli sede del comune di Albano.

Gli accampamenti romani erano luoghi fortificati circondati da possenti mura di cinta e la porta aveva tre aperture, una grande centrale e due laterali, e due torri di guardia.

Porta Pretoria era realizzata con grandi blocchi di tufo e originariamente le sue dimensioni erano di 35 metri per una altezza minima di 12 metri.

L’accampamento di Albano Laziale occupava una superficie di oltre 10 ettari e ospitava circa 6.000 soldati, che presero il nome di Legionari Albani, per cui era molto simile ad un paese di medie dimensioni.

Per molti anni la porta non è stata visibile perché inglobata in un palazzo del centro ed è stata ‘scoperta’ solo a seguito dei bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale.

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La tomba degli Orazi e Curiazi è considerata il simbolo di Albano Laziale e si trova al V miglio lungo l’antico tracciato della Via Appia.

Si tratta di una maestosa costruzione formata da due basi a forma di dado sormontate da coni tronchi in blocchi di tufo e rivestito in peperino.

Un tempo il monumento aveva un terzo elemento tronco conico di altezza maggiore.

La tomba risale al periodo tardo repubblicano di Roma e una leggenda dice che si trova nel luogo dove gareggiarono gli Orazi e i Curiazi, due coppie di tre fratelli che si sfidarono sotto il regno di Tullio Ostilio.

Roma e Alba Longa erano in competizione per il controllo dell’area e decisero di affidare le sorti della supremazia ad una sfida tra campioni, ciascuna in rappresentanza di una delle due città, per evitare spargimenti di sangue.

I Romani scelsero i tre fratelli Orazi mentre gli Albani scelsero i fratelli Curiazi.

Inizialmente due romani furono uccisi ma l’ultimo Romano adottò una abile strategia.

Finse di fuggire e fu inseguito da uno dei Curiazi, poi si voltò all’improvviso e colpì a morte l’avversario sfruttando l’elemento sorpresa.

Alla fine vinse l’Orazio su tutti gli altri Curiazi e Albalonga cadde sotto il dominio di Roma.

Non per molto perché la città tramò poi contro Roma e fu totalmente distrutta, tanto che ancora non sappiamo esattamente il luogo preciso dove un tempo sorgeva.

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Palazzo Savelli prende il nome dalla famiglia Savelli che per circa 4 secoli ha governato Albano Laziale.

E’ stato costruito inizialmente nel medioevo come fortezza lungo la via Appia e nel corso dei secoli è diminuito il suo ruolo difensivo e si è trasformato in un palazzo rappresentativo.

Negli anni si è allargato fino ad inglobare i ruderi di Porta Pretoria e la Chiesa di San Pietro Apostolo, dove si trovava la cappella della famiglia Savelli.

Con l’arrivo della Camera Apostolica, Palazzo Savelli ha mantenuto il suo ruolo ed è diventato sede del Governatorato.

In parte fu dato come residenza alla famiglia Stuart, che era pretendente al trono del Regno Unito e al figlio Benedetto, duca di York, che fu nominato cardinale vescovo di Frascati.

Quando fu decisa la costruzione della via Appia Nuova alla fine del ‘700, il palazzo è stato parzialmente abbattuto e rimase senza giardini lungo la Via Appia, mentre venne unito al vicino Palazzo Camerale da un piccolo ponte interno.

Oggi Palazzo Savelli è sede del comune: il salone d’onore è la sede del Consiglio Comunale e al piano terra si svolgono importanti mostre e manifestazioni culturali.

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Arco del Cardinale
Arco del Cardinale

L’arco del cardinale era stato eretto nel 1503 sul fiume Aniene in corrispondenza di un attraversamento del ponte. La costruzione venne eretta in onore del cardinale Colonna che per qualche tempo aveva cercato di espandersi anche ad Agosta.

Nel XVIII secolo il ponte è stato distrutto da una alluvione e poi ricostruito a circa cinquanta metri dal precedente. In seguito, anche l’arco è stato smontato e spostato nella sua posizione al centro del paese di Agosta.

L’arco è una semplice costruzione in mattoni intonacati con che termina con 4 merli. Il profilo dell’arco è evidenziato da blocchi lavorati di marmo.

Su una piccola nicchia è stata posta una statua della Madonna.

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Villino Carducci
Villino Carducci

Il villino Carducci è un elegante piccola palazzo che si trova al centro del borgo di Agosta. E’ stato realizzato riprendendo lo stile barocco con finestre sormontate da timpani e un portone incorniciato da un fregio.

Si trova su un punto rialzato e domina la via principale di accesso al borgo medievale del castello.

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Castello medioevale
Castello medioevale

Il castello medievale di Agosta è stato costruito nel punto più alto del paese ed è il cuore attorno al quale è nato il borgo. Un primo documento che attesta la presenza del castello è del 1051 e per la sua vicinanza con Subiaco, il castello ha sempre fatto parte dei possedimenti dell’Abbazia ed è sempre stato amministrato da un suo commendatario.

Oltre alle funzioni di guardia, il castello aveva quindi funzioni amministrative e deposito delle decime che la popolazione doveva dare dell’Abbazia.

Il borgo aveva poi un suo sistema di difesa con mura e torrioni di guardia e si entrava da due porte: della chiesa e quella di Santa Maria.

Oggi il castello è totalmente inglobato nelle abitazioni del centro, ma si possono riconoscere le sue forme originarie e quelle della corte che sono richiamate anche nel nome delle vie e delle piazze.

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