Il palazzo vescovile di Poggio Mirteto sorge dove un tempo si trovava la rocca medioevale.

Finita la fase difensiva, nel corso del XV e XVI secolo la fortificazione è stata trasformata in un palazzo.

La trasformazione è avvenuta con l’aggiunta di parti e l’apertura di finestre nelle spesse mura.

powered by social2s

La rocca di Poggio Catino si trova sulla collina di Moricone a Poggio Catino ed era il nucleo fortificato attorno al quale nacque il borgo.

Durante il 1600, con gli Olgiati, ci fu una rinascita economica, un incremento di produttività e migliori contratti agrari.

Il nucleo fortificato fu ampliato e trasformato in palazzo signorile e vennero realizzate nuove opere nel borgo come l'acquedotto e la ricostruzione della Chiesa.
 

powered by social2s

Il castrum di Poggio Catino inizia con una torre Longobarda, che con la rocca costituirà il nucleo fortificato.

La torre doveva controllare la via Tancia, la strada alternativa alla Salaria.

Ha una sua originale pianta pentagonale, è alta più di 20 m ed è ancora ben conservata.

Si possono vedere anche i due torrioni d’angolo delle mura.

powered by social2s

Il Museo di “Santa Filippa Mareri” raccoglie parte dei reperti, dei documenti e dei ricordi dell’antico Monastero di San Pietro de Molito, fondato dalla Baronessa Santa nel 1228 e abbandonato perché sommerso nel 1940 con il borgo San Pietro, dalle acque del lago artificiale del Salto.
L’antico monastero rivive attraverso suoi frammenti decorativi (capitelli, formelle, cornici, stemmi, mascheroni, campane dei secoli XII-XVIII) e l’imponente portone ligneo a formelle del 1511.
In una sezione viene raccontata la vita delle clarisse, con bauli contenenti il corredo, e con gli attrezzi della loro vita domestica e di lavoro, come gli strumenti della farmacia e gli attrezzi per la filatura e la tessitura.
Testi antichi e importanti pergamene del XII secolo (bolle papali, atti notarili, manoscritti, codici miniati) possono essere ammirati nella biblioteca monastica,
 

powered by social2s

La rocca di Petrella Salto è divenuta famosa per due fatti di sangue.

Nel 1511 il conte Gianfrancesco Mareri non aveva rispettato la promessa di una dote a Giacomo Facchini che aveva sposato la sua figlia naturale. 

Per questo motivo il genero si vendicò e, entrato nella Rocca con più di duecento armati, strangolò nel letto il conte e la contessa e fece uccidere tutti i suoi figli e i suoi ospiti.

Dalla strage si salvò solo la piccola figlia Maria Costanza che, gettata dalla rocca, rimase impigliata con le vesti ad un ferro sporgente dalla stessa e fu salvata dagli abitanti di Petrella Salto.

Il secondo tragico evento avvenne nel 1598 quando Beatrice Cenci organizzò l’uccisione del padre, il conte Francesco, con il consenso dei fratelli e della matrigna.

Beatrice venne condannata a morte e giustiziata a Castel Sant’Angelo.

powered by social2s

Il palazzo baronale, chiamato anche Palazzo Inferiore, viene costruito a Petrella Salto nel secolo XIV dai Mareri che.

Nel 1532 l’edificio è venduto, insieme all’abitato, al cardinale Pompeo Colonna e nel 1662 a Maffeo Barberini.

Attualmente ospita la Biblioteca Comunale, la Pro-Loco e alcune attività commerciali.

Su un portale del palazzo, nella via XX Settembre, è visibile lo stemma della famiglia Colonna.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.