Dal 2005 archeologi di università inglesi e italiane conducono delle campagne di scavi sul territorio che hanno permesso il ritrovamento di numerosi reperti. I ritrovamenti abbracciano un periodo storico vastissimo che parte dalle guerre sociali dell'epoca della "romanizzazione della Sabina" fino ad arrivare al periodo medioevale.
Molti reperti provengono dalla Villa dove nacque l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano.

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La rocca di Cittareale è un capolavoro di architettura militare ed era adibita a funzioni di difesa del territorio.

Cittareale era un punto strategico vista la sua posizione al confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio.

Nel corso dei secoli la fortezza ha subito diversi interventi per adeguarla alle nuovi armi come la polvere da sparo.

La rocca, nella particolare forma e nell'immensa estensione con cui si presenta oggi al pubblico, è quella ricostruita dagli aragonesi nel 1479.

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Nel Museo dell’Olio della Sabina vi è una sezione in cui cinque artisti di fama mondiale – Alik Cavaliere, Gianandrea Gazzola, Maria Lai, Hidetoshi Nagasawa e Ille Strazza – hanno interpretato tramite la scultura e la musica, l’olio e la sua tradizione nella civiltà contemporanea.
Fra gli altri strumenti, il museo ospita una rara collezione di presse olearie sabine che testimoniano l’evoluzione delle produzioni in questa regione nell’arco di quattro secoli.
A Canneto (fraz. di Fara in Sabina) c’è l’olivo più grande d’Europa con un’età stimata di circa 2.000 anni e un tronco che misura circa 7.20 metri di circonferenza.

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In questo castello di Castel Sant'Angelo posto su una altura lungo la Via Salaria, è stata ospitata per un breve periodo Beatrice Cenci (proveniente dal suo castello di Petrella Salto), la protagonista di un storia di assassinio nel medioevo e divenuta famosa in libri, opere teatrali e musicali.

Il castello era circondato da mura merlate e torrioni di cui oggi resta una sola torre e la base di un’altra.

L’antica torre è il simbolo del paese e domina l’intera valle del Velino. Alla torre si arriva percorrendo un caratteristico sentiero all’interno del paese tra vicoletti e archi in pietra.

L’entrata al castello avviene tramite Porta Antica che ancora richiama alla vita medioevale.
 

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Il palazzo Forani a Casperia nasce alla fine del secolo XVI come evoluzione del castello e ingloba uno dei cinque torrioni rimasti.

Il palazzo ha più di cinquanta stanze e una cappella.

A ricordo della potente famiglia guelfa degli Orsini ai lati del portale di ingresso del palazzo si trovano due statue di orsi.

Durante la dominazione napoleonica i Bruschi, la famiglia allora proprietaria, restaurarono il palazzo secondo lo stile impero. Misero colonne nell'ingresso, stucchi decorativi e nuovo arredamento interno.

Dopo varie famiglie, dal 1929 il palazzo passa alla famiglia Forani che fa una ristrutturazione interna e una sistemazione del parco collinare.

Nel 2003 segue una parte del palazzo è stata trasformata in case vacanze.

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Casaprota. Palazzo Filippi, torre e castello

Il castello di Casaprota è il nucleo principale attorno al quale si è formato il borgo e si trova nella parte più alta del paese.

La costruzione risale agli inizi del X secolo e la prima citazione, che riguarda una disputa sulla proprietà, si trova in un documento della fine del 1100, durante il pontificato di Celestino III.

La cinta muraria è stata costruita verso il XIII secolo dalla famiglia Soderini.

Nel XVI secolo, finito il ruolo di protezione del borgo, il castello viene trasformato in palazzo con l’apertura di finestre e ampliamenti per la zona di rappresentanza.

L’aspetto finale e sobrio ed elegante ma non sfarzoso. Alle spalle del castello si eleva una torre circolare trecentesca.

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