La galleria d’arte Alceo Morelli del comune di Roccagorga è ricavata in una antica ala del corpo del palazzo baronale.

E’ caratterizzata dalla compresenza di spazi con alte pareti bianche e piccole ‘grotte’ in pietra cui si accede dal corridoio, alte solo un paio di metri.

Una ambientazione ideale per allestimenti suggestivi.

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La Rifolta era un immenso vascone ellittico costruito nella metà del 600 dalla famiglia Ginetti come serbatoio idrico per assicurare l’acqua alla popolazione e, ancora di più, per dare “motore” ai molini baronali attraverso l’acqua reflua.

La Rifolta di Roccagorga è un monumento scenografico basato sul gioco dell’acqua di notevole valore architettonico e artistico.

Nel 2000 La Rifolta è stata trasformata in un grande teatro all’aperto ricollocando le strutture e le statue che la componevano.

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Il Museo è curato dall’Ufficiale Giuseppe Centra e raccoglie una innumerevole mole di testi, cimeli e documenti fotografici. Il pezzo più importante è il diario di Francesco Baracca.
Il viaggio comincia con la mostra permanente sul Generale Umberto Nobile e segue con le bacheche sulle due guerre mondiali. Una sezione è dedicata alla ricostruzione fotografica e documentaria dell’incidente aviatorio del 1936, quando un Savoia Marchetti dell’Aeronautica militare si schiantò per un’avaria sul centro abitato di Roccagorga.

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Il museo nasce per individuare, conservare e mettere a valore i patrimoni culturali e le tradizioni popolari delle comunità Lepine. Sono state svolte ricerche sul campo per selezionare e perpetuare la memoria collettiva. Attraverso installazioni, scenografie d’atmosfera e pannelli informativi, il museo cerca di stimolare la capacità critica del visitatore.
 

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Il Centro nasce dall’esigenza di recuperare la memoria storica di questa importante esperienza collettiva che ha interessato questa area dei Monti Lepini quando intere famiglie lasciarono il paese per sfuggire alla fame.
Su un lato del centro si nota un grande bassorilievo per tutta la lunghezza della parete raffigurante un transatlantico, come l’imponente Rex, che aveva portato molti emigranti al di là dell’oceano in cerca di un futuro.

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Il palazzo baronale Doria Pamphili di Roccagorga rappresenta il fulcro attorno al quale è nato il borgo.

Tutto è iniziato con una torre attorno alla quale si è formato il nucleo fortificato. Dalla torre con recinto si passa al castello di forma rettangolare.

Nel Rinascimento terminano le necessità difensive e nel XVI secolo la rocca si trasforma da luogo militare a Palazzo Signorile.

In un inventario del 1747 si legge che era composto da 54 stanze. Nello stesso anno fu costruito un porticato d’ingresso e sistemato il cortile interno.

Nel 1753 la chiesa di Santa Maria fu annessa al palazzo e trasformata in parte in cappella privata e in parte in appartamenti per Maria Teresa Orsini.

Le ultime modifiche sono dei Doria Pamphili nel 1811, che lasciarono il loro stemma araldico sul portale dell’ingresso.

Dal 1930 il palazzo baronale appartiene al comune di Roccagorga.

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Il museo de ‘La cantina della Gorgana’ o dell’Angiol d’oro di Rocca Massima, secondo la leggenda rappresenta il luogo dell’assassinio del marito della gorgana.

Ogni annuale ricorrenza dell’evento si diceva che apparisse in forma di un’ombra d’Angelo sullo stipite della cantina della Gorgana, seguito da un flebile lamento come di un pianto inconsolato.

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Il Passo di Portella di Monte San Biagio è una costruzione formata da due torri in mattoni collegate da un arco sotto il quale passava la Via Appia.

Era la dogana fra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.

Nel 1400, Portella era inespugnabile e per la sua posizione è stata testimone della storia.

Il 19 giugno 1738, la quindicenne figlia del re di Polonia, Amalia Valburga si incontrò con il promesso sposo Corrado III di Napoli.

Il 2 maggio 1768 Maria Amalia Carolina, arciduchessa d'Austria che andava sposa a Carlo III vi ricevette gli onori.

Nel 1849 fu accolto l'imperatore Francesco I d'Austria.

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