Il nucleo originario del borgo di Castelforte è racchiuso nelle mura perimetrali con torrioni a cui si accedeva attraverso
la Porta Santa.

Nel punto più altro di trovano la torre civica e la chiesa più antica di San Giovanni Battista.

La chiesa è stata poi ampliata nei Seicento con navate laterali e al suo interno si trovano tre pregevoli statue del XVIII secolo: San Giovanni Battista, San Pietro Apostolo e la Vergine del Rosario, opere dello scultore napoletano Domenico Muollo.

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Il museo delle Tradizioni Popolari di Bassiano si trova all’interno di Palazzo Pietrosanti e nelle stanze al piano terra son riprodotti gli ambienti tipici del lavoro contadino del passato. Sono esposti strumenti ed attrezzi relativi alla produzione del formaggio, della lavorazione del maiale e della cura dei campi.
 

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Nell’ex chiesa di Santa Maria è stato allestito il Museo delle Erbe di Bassiano, un museo che racconta la storia botanica dei Monti Lepini. Nelle sue vetrine si trovano circa 400 specie di erbe, da quelle selvatiche a quelle officinali. Si distinguono le specie velenose da quelle commestibili.
 

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Nell’ex chiesa di Santa Maria è stata allestito uno spazio per mostrare una interessante collezione di conchiglie. La Mostra Museo di Malacologia di Bassiano, segue una tradizione locale che è rimasta in uso fino agli anni ’30, alle spose veniva fatto dono di conchiglie come augurio di fertilità.
La collezione comprende circa 35 specie provenienti sia dal Mediterraneo che dagli Oceani del mondo.

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Bassiano. Museo delle Scritture

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Il Museo delle Scritture si trova all’interno di Palazzo Cajetani di Bassiano e racconta le diverse forme comunicazione scritta provenienti da molti paesi e che spesso appaiono enigmatici alle persone non aperte. Una sezione è dedicata alle scritture marginali locali di pastori e al graffitismo che arriva all’arte.
Dedicato al famoso editore e tipografo Aldo Manuzio, nato a Bassiano nel 1449 e morto a Venezia nel 1515, inventore dei caratteri di stampa "aldini" in mostra.
Una parte del museo è dedicata a una notevole quantità di disegni a carboncino realizzati nel XVIII secolo dai detenuti rinchiusi nell'edificio.
Il museo sottolinea le rivoluzioni tecnologiche nelle forme di comunicazione e l'evoluzione del rapporto tra comunicazione scritta e orale.
 

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Bassiano. Palazzo Baronale Caetani

Palazzo Baronale Caetani di Bassiano è attualmente sede del Municipio e ricorda la lunga dominazione della famiglia.

Il palazzo era stato costruito come elemento di difesa nel medioevo dalla famiglia Annibaldi e trasformato in edificio residenziale elegante nel Cinquecento dai Caetani.
 

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Il Museo Nazionale Etrusco di Viterbo si trova vicino Porta Fiorentina nel centro della città ed è allestito all’interno della magnifica Rocca Albornoz costruita nel 1354 dal Cardinale Albornoz da cui prende il nome.

Dopo il ritorno dall’esilio del papato ad Avignone, il cardinale-guerriero Albornoz era stato incaricato di riconquistare alcuni territori che si erano ribellati al papato. Per governare questi nuovi territori, il cardinale aveva costruito una serie di fortezze nelle zone di confine, tra cui quella di Viterbo che ebbe una vita tormentata.

Nel 1375 venne parzialmente distrutta dal prefetto Francesco di Vico, avversario del papa, e dopo una riconquista venne distrutta da papa Eugenio IV nel 1438.

Dopo una serie di ricostruzioni, venne ingrandita con una grande scuderia da papa Sisto IV e poi trasformata in palazzo rinascimentale da papa Giulio II della Rovere. Questi incarico il Bramante che sistemò il cortile interno, la fontana e una grande loggia.

Nel 1523, la rocca venne affidata ai cavalieri Gerosolimitani che erano fuggiti da Rodi e trascorsero alcuni anni a Viterbo prima di andare nella loro nuova sede di Malta. Per molti anni la rocca è stata la sede di un brefotrofio e dopo l’unità d’Italia venne utilizzata come alloggio per i militari.

Rocca Albornoz, come la città di Viterbo, ha subito pesanti bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale e dopo essere stata restaurata è diventata la sede del Museo Nazionale Etrusco per raccogliere alcuni importanti reperti della zona.

Il museo è suddiviso in tre piani, al piano terra si possono ammirare reperti provenienti da Ferento e Musarna, tra cui un famoso mosaico con l’alfabeto etrusco, e dalle necropoli di Barbarano, Blera, Norchia e Castel d’Asso.

Il piano intermedio è dedicato a mostre mentre secondo piano è invece dedicato a reperti provenienti dall’area del lago di Bolsena.

Una sezione del museo è poi totalmente dedicata alla Tomba della Biga scoperta ad Ischia di Castro che contiene un intero corredo di una donna etrusca del VI secolo a.C. tra cui una bellissima e rarissima biga che ha dato il nome alla tomba.

 

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