Tarquinia. Necropoli di Monterozzi

La particolarità della necropoli di Tarquinia sono le tombe dipinte i cui affreschi sono l’unico esempio, contemporaneo alla grande pittura greca, pervenuto fino a noi.

Delle circa 200 tombe etrusche con pitture parietali, 140 si trovano a Tarquinia.

Le tombe vanno dall’ età Orientalizzante (fine VII secolo AC) fino alla fine dell’età repubblicana romana (I sec. AC).

Questo enorme patrimonio artistico e storico fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.

La necropoli si trova sul pianoro di Monterozzi e ha una larghezza di circa tre chilometri e una lunghezza di circa sei chilometri.

È divisa in varie località: Calvario, Primi Archi, Secondi Archi, area Scataglini, Doganaccia.
 

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Le testimonianze più antiche della antica città etrusca di Tarquinia risalgono al IX secolo AC e comprendono un’area di circa 150 ettari.

Non ci sono molti resti dell'abitato, di cui sono visibili ile rovine di un tempio, Ara della Regina, che risale al IV secolo AC.

Il tempio aveva una unica cella e un colonnato ed era costruito in tufo e in legno.

Si può riconoscere il tracciato della antica cinta urbana sempre del IV secolo AC.
 

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Tarquinia. Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense

Il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense si trova nei tre piani del Palazzo Vitelleschi uno dei più belli della città lungo il corso principale che porta al belvedere.

Il museo è stato aperto nel 1924 e al suo interno si trovano molti dei reperti etruschi trovati nella necropoli e che danno una chiara visione della vita quotidiana del misterioso popolo degli Etruschi. La città di Tarquinia era una delle dodici città della Dodecapoli Etrusca.

La Necropoli di Tarquinia, insieme a quella di Cerveteri, è inserita nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e la sua visita è una delle più interessanti esperienze per tutti coloro che amano la storia antica e vogliono avere una idea della incredibile capacità ingegneristica e artistica dell'antico popolo degli Etruschi.
 

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Fontana Nova di Tarquinia è formata da un ampio vascone coperto da volte a botte. E' delimitata sul fondo da una parete in macco con sei archi, su colonne con capitelli, a 2 con metri dalla roccia. Qui si trovavano sei cannelle che ricevano acqua da un condotto.

La fontana risale al pontificato di Onorio II (1124-30) ed era la principale fonte di approvvigionamento idrico della città.

Nel XIV secolo vennero costruiti anche lavatori e l’uso della fontana era regolamentato negli Statuti dell'arte degli Ortolani (1379).

Nel 1545 lo Statuto cittadino la affidata agli ortolani e ai calzolai, che dovevano provvedere alla sua manutenzione e pulizia annuale.

Nei secoli XVI-XVII fu realizzata una cisterna deviando il corso originario dell'acqua e alterando l'uso della fontana.

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Il palazzo Vitelleschi di Tarquinia è stato realizzato nel 1436 dal cardinale G. Vitelleschi, inglobando strutture preesistenti. Dal 1924 è sede del museo archeologico nazionale Tarquiniense.

Nella facciata si possono notare le diverse fasi di costruzione con la presenza di elementi gotici ed elementi rinascimentali.

L'impronta rinascimentale è evidente nell’ala con il portale sormontato da un timpano triangolare, con lo stemma della famiglia Vitelleschi, mentre le bifore e le trifore risalgono al gotico.

È inoltre visibile la sporgenza dell'abside pensile della cappella del palazzo e dello studiolo del cardinale al primo piano.

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Soriano nel Cimino, Necropoli di Corviano
Soriano nel Cimino, Necropoli di Corviano

La necropoli di Corviano a Soriano nel Cimino si trova alla sinistra del torrente Martelluzzo in un luogo abitato fin dalla preistoria.

Questo si rileva dalle numerose case scavate nelle pareti tufacee, i resti di capanne del neolitico e i resti di mura megalitiche.  

Sono interessanti le numerose ‘pestarole’, ossia massi con incavi poste a differente altezza in cui venivano pigiate le uve o raccolto il mosto.

Sparse per il terreno si trovano tombe a fossa a forma di sarcofago o coperte da lastre di peperino a sagoma umana.
 

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