Il centro di San Giovenale di Blera è uno dei rari esempi di architettura urbana etrusca di cui si ignora il nome ma si sa che fosse sotto l’influenza di Tarquinia.

Al ritrovamento prese parte anche un Istituto Svedese e re Gustavo VI Adolfo di Svezia.

L'insediamento risale al VII secolo AC e si trovava sopra un lungo altopiano tufaceo alla confluenza di due fiumi, proprio secondo i criteri di selezione delle aree stanziali degli etruschi e dei falisci.

Il pianoro era comunque abitato già in epoca preistorica come risulta dai ritrovamenti di fondi di capanne relativi all'Età del Bronzo e all'Età del Ferro.

L’insediamento etrusco si trova proprio sotto l’attuale borgo e solo due aree di scavo, ad est e ad ovest del castello, sono state lasciate aperte e protette da capannoni per essere visibili.

Proprio sotto il muro del castello è possibile accedere al grande capannone che protegge la parte dell'abitato etrusco meglio conservata.

Una passerella permette la vista dall’alto e si possono distinguere le piante delle case, dei pozzi, dei focolari e il tracciato di una strada antica con solchi di ruote di carri. Tutto questo testimonia la vastità dell'insediamento che occupava tutto il pianoro.

Il fossato difensivo del castello taglia trasversalmente l'acropoli e sono visibili tracce di fortificazioni con grandi blocchi di tufo messi in opera senza malta.

L'area di Giovenale fu trovata quasi per caso dall'Istituto Svedese di Studi Classici che stava iniziando le sue attività archeologiche nel 1956. Lo scopo era una semplice indagine conoscitiva e i risultati andarono oltre ogni aspettativa.

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Blera. Museo del Cavallo

Il museo del cavallo è dedicato al re Gustavo VI Adolfo di Svezia, che ha partecipato agli scavi archeologici di Blera.

Descrive la storia del cavallo e del rapporto tra uomo e cavallo a partire dalla preistoria.

Il museo si divide in due sezioni: l’evoluzione dell’animale a partire dai suoi progenitori e la vita nella Maremma con i famosi butteri.

I cavalli hanno fatto parte integrale della vita delle persone di questa zona d’Italia e il destino degli uomini si è trovato spesso intrecciato con quello degli animali.

Uno spazio esterno del museo ospita la ricostruzione fedele di ambienti da lavoro come: la stalla, l'abbeveratoio, la bottega del maniscalco, il tondino per la doma, la capanna maremmana.
 

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Bassano Romano. Palazzo Giustiniani Odescalchi

A Bassano Romano, il palazzo Giustiniani Odescalchi si forma dalle molte modifiche che nei secoli sono state fatte all’originario Castrum.

La trasformazione in palazzo è avvenuta soprattutto nei 600 ad opere della famiglia Giustiniani.

Il piano interrato e il piano terra sono stati sistemati dagli Anguillara.

Nel 1595, poi, la famiglia Giustiniani aggiunge il piano nobile, che collega anche ad un giardino all'italiana arredato con fontane, viali e giochi d'acqua.

I Giustiniani fecero anche affrescare il palazzo da Antonio Tempesta.

Altre stanze hanno straordinari esempi di pittura barocca: la sala dipinta da Francesco Albani (1578-1660) con la "Caduta di Fetonte dal carro", la sala del Domenichino (1581-1641) e gli affreschi di Bernardo Castello (1557-1629).

Al piano terra è collocato un teatrino unico nel suo genere.

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Bassano in Teverina. Torre dell’orologio e campanile

La torre si trova nei pressi di una porta di ingresso al suggestivo borgo medievale di Bassano in Teverina.

La torre ha un orologio con il quadrante in maioliche settecentesche decorate a mano.

Al suo interno, caso finora unico, ingloba l'antico campanile della chiesa dei Lumi con bifore che hanno scolpite insolite figure antropomorfe.

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A Barbarano Romano, la necropoli di San Giuliano prende nome dal santo venerato in una modesta chiesetta.

Questa si trova sul pianoro e corrisponde all’area dell’antico insediamento etrusco di Marturanum.

La cittadina risale al periodo Villanoviano, X sec. AC, ma ha avuto un periodo di benessere tra il VII e il III secolo AC.

Le necropoli che la circondano mostrano le diverse tecniche di sepoltura che si sono succedute negli anni.

Dai grandi tumuli costruiti in blocchi o ricavati nel tufo, alle tombe a camera e a portico, con l'influsso culturale di Ceri, alle tombe a dado.

Poi si trovano sparse tombe a fossa, a nicchia, a loculo.

Le tombe più importanti sono nelle necropoli di Poggio Castello, Greppo Cenale, Caiolo, Poggio San Simone, Ara del Tesoro, Chiusa Cima e Chiuse Vallerani.

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Barbarano Romano. Museo della Tuscia Rupestre

A Barbarano Romano, il Museo della Tuscia Rupestre è dedicato al biologo Francesco Spallone ed è uno dei centri di interpretazione del territorio della Tuscia Rupestre in cui si possono ammirare sia la ricostruzione di ambienti come le forre, ossia le profondi valli nella roccia vulcanica, con gli animali che la popolano e la ricostruzione di una tomba etrusca a camera tipica di questa area.

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