Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci si trova nel Castello dell’Abbadia di Vulci, nel territorio di Canino. La struttura era una ex abbazia dedicata a San Mamiliano che venne distrutta dai Saraceni, riedificata dai cistercensi nel XIII secolo e poi trasformata ed ampliata in epoche successive quando diventò un forte di forma quasi rettangolare con quattro torrioni circolari ai lati.
Nel museo sono custoditi reperti provenienti dagli scavi che partono dal X secolo AC, l’età protovillanoviana, e arrivano all'età romana.
Si parte dalle urne cinerarie, vasi e corredi provenienti da splendide tombe e si arriva agli ex voto anatomici romani riferibili all’età tardo-repubblicana ed imperiale.

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Il castello Musignano di Canino, fu edificato sui resti di un precedente convento.

Papa Pio VII lo donò a Luciano Bonaparte che lo usava come sua residenza a Canino.

Oggi è di proprietà della famiglia Torlonia che lo acquistò proprio da Luciano Bonaparte.

Un primo documento che cita il castello riale al 1053 e riguarda una concessione fatta da papa Leone IX.

Nel secolo XIII un documento riferisce che Canino aveva due castelli. Musignano comunque segue un suo destino e nei secoli passa attraverso diversi feudatari, tutti capitani di ventura che avevano fatto fortuna.

Fu incluso dai Farnese nel Ducato di Castro e, alla sua caduta nel 1649, entrò nei beni della Camera Apostolica.

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Canepina - Museo delle tradizioni popolari by Pietro Minella
Canepina - Museo delle tradizioni popolari by Pietro Minella

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A Canepina, il museo è diviso in venti sezioni che espongono gli attrezzi e raccontano la storia dei contadini, dei mestieri nel paese e la vita delle donne e delle famiglie.
Il Museo ha sede nell'antico convento annesso alla chiesa di San Michele Arcangelo.
Durante i lavori di sistemazione emersero vari affreschi che decoravano il chiostro, il salone al piano terra e le pareti delle scale. Il ciclo di pitture risale al periodo tra il 1610 e il 1627 ed è stato eseguito da tre maestri della scuola di Giuseppe Sebastiani da Macerata, che in quel periodo lavorava per il Cardinale Odoardo Farnese nel Palazzo di Caprarola.
Secondo i dettami del Concilio di Trento (1545 - 1563) tutti i chiostri dei conventi e dei monasteri dovevano essere affrescati con le storie dei santi più rappresentativi dei rispettivi Ordini.
Altri dipinti emersi risalgono alla metà del 1700 ad opera del Viterbese Domenico Corvi.

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A Canepina c'è un castello chiamato castello degli Anguillara dal nome dell’ultima famiglia che lo ha posseduto.

La prima costruzione risale all’XI secolo da parte della famiglia Di Vico, potenti Ufficiali Prefetti di Roma. Il castello era un vero avamposto militare, un castrum, che doveva presidiare la piana del Tevere.

Alla fine del 1800 la famiglia degli Anguillara si trova in difficoltà economiche e trasforma una parte del castello in appartamenti che vengono venduti a singoli privati.

La parte restante viene donata alla famiglia Rem–Picci come vitalizio. Ai primi del 1900 anche questa parte viene divisa in appartamenti civili che vengono venduti mentre la torre d’oriente viene donata al comune di Canepina.

Sul piazzale d’ingresso del castello si vede ancora un pulpito dal quale, secondo la leggenda, predicò San Bernardino da Siena.

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[caption id="attachment_109917" align="center-block" width="750"] Canepina - Palazzo Farnese by Pietro Minella[/caption]
A Canepina, il Palazzo Farnese è stato costruito nel Seicento da Alessandro Farnese, poi papa Paolo III, per il figlio Pierluigi.

Era una sede per amministrare il vasto territorio di Canepina e il suo aspetto semplice non compete con le altre residenze dei Farnese.

Il palazzetto fu poi ampliato e oggi è la sede del comune.

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Bomarzo. Palazzo Orsini   

I primi disegni di Palazzo Orsini di Bomarzo sono del 1519 e prevedevano la prima ala del nuovo palazzo caratterizzato da un cortile, una loggia, una scala e altre divisioni.

Per evitare le strettoie del borgo medioevale venne realizzata una nuova strada di accesso sotto il castello realizzando un giardino terrazzato degradante verso valle e collegato al nuovo sistema viario.

E’ il principe Vicino Orsini a far terminare il palazzo, che sarebbe stato la sua residenza principale, e a creare il Bosco Sacro o Parco dei Mostri.

Oggi è sede del comune e la splendida loggia è utilizzata come sala del consiglio.

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Bolsena. Rocca Monaldeschi della Cervara

La Rocca Monaldeschi della Cervara è nel centro storico di Bolsena, nel punto più alto del quartiere chiamato Castello che è il più antico della Tuscia.

Dalle sue quattro torri si gode la vista di un incredibile panorama sul lago e su tutta l’area dove passa la famosa via Cassia costruita dai Romani.

Questa rocca medioevale risale al 1156 quando il papa Adriano IV fece fortificare i borghi situati sulla Cassia a difesa delle incursioni barbariche.

La rocca ha una pianta quadrata con torri agli angoli e la sua attuale forma risale al XIII-XIV secolo.

Passata alla potente famiglia orvietana dei Monaldeschi è stato distrutto dalla popolazione nel 1815 per evitare che fosse preso da Luciano Bonaparte.

La sua forma attuale è stata frutto di una fedele ricostruzione.

Oggi ospita il museo territoriale del Lago di Bolsena.
 
 
 

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